L'uno a zero dei numeri 1

di Vincenzo Ricchiuti |

Allegri e Giampaolo han fatto parte del Pescara di Galeone. Una cosa che oggi non potrebbe mai esistere, tutta sigarette e libertà, sempre che tu sia in grado di fumare, sempre tu abbia le qualità per meritare di essere libero. Ruoli diversi al fianco di Galeone, presente uguale. In panchina. Due allenatori. Due ex uomini liberi impegnati uno, Allegri, a guidare la Real Casa ad una più prudente ma definitiva immanenza in alto, l’altro, quell’altro insomma, a mostrare qualcosa da poco ma di più per un sabato sera più organizzato. Allegri l’ha vinta, l’altro no. Non è una novità, Allegri vince sempre. E il successo di stasera è firmato dai suoi fuoriserie. Pogba, decisivo. Mette Manzo al tiro prima e al colpo di testa vincente poi. Tiranneggia tutti e 90 i minuti. Non puoi fare a meno di guardarlo, non puoi fare a meno di non staccare cervello, gusto, speranze e madonne da lui. Morata, il moratare che stasera è Morata più azzannare. Mostra velocità e voglia, ha piedi dolci. Prova un goal da Dio e trova la traversa. Gli manca un po’ di palle talvolta sia nell’uno due con i gomiti del difensore sia nel passare troppo al compagno amico di turno. E’ torero generoso che scappa a gambe levate: non sarà cattivo nello stretto, non tirerà giù gli stadi per perfidia ma i tori trafelati smagriti e scoglionati da tanto atletismo non lo acchiappano più. Cuadrado, immaginifico. E’ davvero un completo, miglior prompt in movimento che abbiamo, miglior terzino. Seguono Asa, meglio di Pereyra che non è ci voglia tanto. Rugani, fantastico stasera. Ma non è un complimento, vedremo contro quelli più forti. Manzo, quando dice bravissimo a Pogba in occasione dell’assist in realtà lo sta dicendo a se stesso per aver capito il da farsi. Llorente era anche peggio. Buffon, sempre pronto. Ora blocca pure. Qualcuno gli aveva detto di non bloccare più questi nuovi palloni, ora ci ha preso gusto. Zaza fa numeri da Braccio di ferro, gli altri il loro dovere. Juve ed Empoli si sono affrontati senza troppi calcoli. Empoli ottimo nel giro palla, Juve a pressare e i suoi numeri uno a vincere. Una squadra oramai finita nel senso migliore. Una squadra tutta al presente. La Juve di Allegri continua a raccontare la sua storia, una strana storia di libertà e calcolo. Di giocate da Dio e goal non presi. Qui da noi si vince e si vive. Il presente è arrivato primo, corre come Morata e passato e futuro son dietro rischiando il rosso. Non c’è bisogno d’inventare la fine della storia per trovare qualcosa di meglio che vincere. Non c’è altro, gioco o regole e riscatto. Non c’è altro che noi che si vince e ora. Irricevibile sia da destra che da sinistra, i benal-tristi ricominceranno da Udine a invocare la fine dell’oggi e l’arrivo di un domani che per definizione o perché senza Pogba non è primo mai.