Lukaku e la frase (giusta a metà) su Rugani

di Sandro Scarpa |

“Hanno sentito che un giocatore della Juve -Rugani- era malato per mettere tutti in quarantena“.

Questa la frase di Romelu Lukaku che sta facendo il giro dei mediaitaliani, tradotta capziosamenre con “Hanno fermato il campionato solo quando si è ammalato uno della Juve”, con tanto di becera strumentale polemica al vetriolo contro la Juve e il Palazzo, eco di quel “Agnelli voleva giocarla a porte aperte” di un mesetto fa”.

In realtà Lukaku esprime in una diretta Instagram Puma un concetto pacifico e condivisibile. Conversando in modo molto informale con Thierry Henry dice: “Per me la salute viene prima di tutto. Non è normale che si sia continuato a giocare se la salute non era assicurata al 100%. Non capisco”. Poi mima il gesto dei soldi, alludendo alla motivazione del perché il calcio non si sia fermato subito.

Poi Lukaku dice “Solo quando hanno sentito che un giocatore della Juve era malato hanno messo tutti  in quarantena“.

Chiaramente il belga si riferisce alla positività di Rugani (rilevata l’11 marzo), come presa di coscienza del calcio rispetto ad un virus che colpisce il primo calciatore  di una squadra famosa.

La logica di Lukaku è giusta in termini di consapevolezza “Hanno aspettato il primo positivo per capire che il calcio non era immune”, ma è fallace in relazione alla causa-effetto della sospensione della Serie A. Il campionato era infatti già fermo dal 9 marzo per effetto del DPCM che dichiarava, tra le varie misure, la sospensione di tutte le attività sportive compreso il massimo campionato di calcio.

Quindi:

1. Non ci è voluto che un calciatore si ammalasse per mettere tutti in quarantenaPerché il calcio, in Italia, era già sospeso da 2 giorni.

2. Non ci è voluto un giocatore della Juve per fermare tutto, anche perché Rugani è stato il primo calciatore in Italia risultato positivo (non il primo in assoluto perché la news su Timo Hubers dell’Hannover si è avuta poche ore prima di quella di Rugani).

Va segnalato poi che anche dopo la notizia di Rugani il calcio in Europa non si è fermato, con le gare di UCL della sera dell’11.3 (tra le quali Liverpool-Atletico Madrid a porte aperte) e quelle del giorno seguente di Europa League.

Quindi, Lukaku dice cose giuste ed esprime concetti ovvi, ma su tempi, cause ed effetti semplifica un discorso su cui si avventano i soliti media arruffoni e i soliti tifosi beceri, sempre pronti all’attacco.

Chissà inoltre cosa avrà pensato il fratello di Romelu, Jordan, del fatto che ci sia voluto un decreto ad hoc arrivato ieri sera, per fermare squadre come la sua Lazio dal riprendere gli allenamenti in piena pandemia.