Lukaku, Icardi, Ronaldo e il delicato equilibrio dell’attacco

di Alex Campanelli |

Da Mauro Icardi a Romelu Lukaku, almeno stando alle voci che si susseguono sui media: più o meno il giorno e la notte, giocatori con caratteristiche e propensioni diversissime, che condividono solamente il ruolo di attaccante centrale. In questa dicotomia, alla quale vanno aggiunte le perplessità riguardanti le punte già in rosa, sta tutta l’incertezza della Juve per quel che riguarda non il reparto avanzato nella sua interezza, ma esclusivamente la posizione del numero 9.

Nel calcio esistono nove ruoli e due professioni, il portiere e il centravanti“, così recitava Dadà Maravilha, campione del mondo col Brasile nel 1970; il mestiere e le mansioni della punta in senso stretto da allora sono cambiati moltissimo, gli attaccanti vecchio stile si contano sulle dita di una mano, vanno di moda i centravanti che partecipano all’azione e s’incontrano spesso diverse declinazioni del ruolo di “falso 9”, ciò che non è cambiata è l’importanza capitale rivestita dal giocatore che occupa questa posizione. Nei suoi ultimi anni da allenatore, Maurizio Sarri ha avuto a disposizione un po’ tutte le tipologie di attaccante: punte vere come Higuain e Giroud (comunque dal piede e dall’intelligenza calcistica sopra la media), “9 e mezzo” più bravi in transizione che in possesso come Morata, ali adattate a finti centravanti come Mertens e Hazard.

Nella rosa della Juventus, i numeri 9 nel senso stretto del termine sono Mandzukic e Higuain; il primo potrebbe rivelarsi inadatto al gioco di Sarri, il secondo pesa tantissimo a bilancio (del Pipita abbiamo già parlato diffusamente qui), entrambi sembrano ormai al crepuscolo della propria gloriosa carriera. Ci sarebbe Moise Kean, che deve trovare una sua identità definitiva e che soprattutto non può, a 19 anni, reggere da solo l’attacco della Juventus per una stagione intera. Il tecnico ha parlato inoltre di Dybala punta centrale, forse l’uomo più credibile tra quelli in rosa per occupare il ruolo di attaccante titolare, ma le voci di mercato attorno a lui unite a quelle relative a Icardi e Lukaku fanno pensare che potrebbe essere la Juventus a non fidarsi completamente della Joya.

Arriviamo quindi a Icardi e Lukaku, i nomi più caldi degli ultimi giorni. L’argentino, a queste condizioni, rappresenterebbe un vero e proprio affare, mai così economico e mai così in rotta con l’ambiente nerazzurro, per distacco la miglior punta sul mercato per rapporto qualità/età/prezzo. Più costoso sarebbe l’attaccante belga, coetaneo di Icardi ma con decisamente più esperienza a livello europeo, anch’egli ai ferri corti con la squadra di appartenenza. Le peculiarità dei due sono agli antipodi: Icardi è un 9 vecchio stampo, freddissimo in area, forte di testa, opportunista e con un discreto piede, pur non amando particolarmente partecipare alla manovra, mentre Lukaku punta tutto sulla velocità e sulla potenza fisica, uno sfondadifese più che un killer d’area, grezzo ma efficace, pur senza raggiungere le medie realizzative di Maurito.

C’è però un nodo importante che la Juventus deve considerare nella scelta della punta per la prossima stagione, un dilemma amletico al quale non pare esserci soluzione.
1) La Juventus deve massimizzare il rendimento di Cristiano Ronaldo, e per farlo deve abbinare al portoghese un attaccante che sappia esaltarne le doti, facendogli spazio senza paura di sacrificarsi, dialogando con lui ad alta velocità e senza pestargli i piedi (qui avevamo illustrato alcuni profili ideali);
2) Tra due stagioni la Juventus non potrà più contare su Cristiano Ronaldo, e deve quindi assicurarsi un giocatore di alto livello che sappia reggere l’attacco bianconero anche dopo l’addio dell’asso lusitano, non potendosi permettere di trovarsi con un attacco totalmente da rifondare tra due anni.

Né Icardi né Lukaku sembrerebbero i profili idonei a soddisfare il primo punto: troppo accentratore e poco abituato a svariare il primo, non abbastanza raffinato nelle giocate e nelle scelte il secondo. Entrambi però, per ragioni anagrafiche e senza scomodare il gusto personale, sarebbero perfetti come base per un reparto avanzato né troppo inesperto né troppo avanti con gli anni, abbinati ai vari Douglas Costa, Bernardeschi e Dybala.

Stando alle punte in rosa, Mandzukic e Higuain hanno mostrato in tempi diversi di adattarsi ottimamente al gioco del portoghese, ma Padre Tempo non gioca a loro favore ed è impensabile immaginarli come pilastri della Juve del futuro. Dybala e Kean restano ad oggi delle incognite; il valore assoluto dell’argentino è chiarissimo, il suo adattamento nella doppia veste di falso nueve/spalla di Cristiano è invece tutto da verificare, mentre il 2000 della nazionale non ha chiare nemmeno a sé stesso, com’è giusto che sia, le sue reali possibilità, e almeno inizialmente non potrà che essere un’alternativa, seppure di spessore.

Ancora più complicata la ricerca di una terza via: prendendo come riferimento Transfermarkt, sono davvero pochi gli attaccanti acquistabili in questo momento storico. I vari Kane, Firmino e Jesus non sembrano in odore di muoversi dalla Premier League, perlomeno non a cifre umane, così come Lacazette, Werner, Depay e altre punte di questo livello porterebbero a esborsi importanti, accompagnati dalla domande “ma è davvero in grado di essere l’attaccante titolare della Juventus?”.

Una soluzione che accontenti tutti e soddisfi entrambi i punti sopra presentati sembra non esserci, a meno di colpi di genio da parte di Paratici che non possiamo prevedere. Se la società deciderà di continuare con gli attaccanti già in rosa, magari cedendo uno tra Higuain e Mandzukic, ci sarà chi anche quest’anno descriverà la Juventus come un’incompiuta, mentre con l’arrivo di Icardi e Lukaku si griderà al reparto ipertrofico, sovraffollato, con troppi giocatori troppo pagati e soldi che potevano essere investiti meglio. Buon lavoro, Fabio.


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