Lui è Barzagli, lui è il gruppo

di Giacomo Nannetti |

Bonucci, Chiellini, Caceres, Rugani, Benatia tra mercato, infortuni e questioni di campo sono stati questi i nomi chiacchierati in tutti i modi (tra mercato, infortuni, gol subiti, sentenze tecniche ecc.) negli ultimi tempi in casa Juve, ma chi è ben attento sa che c’era, c’è e ci sarà Andrea Barzagli… presumibilmente (purtroppo) in campo ancora per pochi mesi.

Barzagli è mancato alla squadra soprattutto per la sua leadership ecumenica, segno di un Barzagli uomo simbolo del gruppo juventino. A 37 anni suonati “La Roccia” è ancora qui, in quella che probabilmente sarà la sua ultima stagione. Mai una parola fuori posto, mai polemiche inutili, sempre puntuale e presente nel farsi sentire all’interno dello spogliatoio: elogiando e bacchettando. Un esempio emblematico in tal senso sono state le dichiarazioni da vero condottiero che rilasciò su Dybala: “Un giorno vidi Dybala rallentare volutamente. Mi diede un fastidio che gli andai vicino e gli dissi: ‘Ragazzino, cerca di correre 110 metri, non 80, perché qui sei alla Juventus… In un attimo sei fuori. Se ci riesco io a correre 100 metri a 35 anni, tu puoi correrli 200 e non sentirli.” I toni sono netti però sempre composti, in modo da far arrivare il messaggio forte e chiaro, senza contorni, mantenendo però in ogni occasione quella compostezza da “stile Juve”, appunto.

Arrivato per pochi spiccioli (circa 300.000 euro dal Wolfsburg, è storia) ormai otto anni fa, passato dallo sfortunato settimo posto della sua prima stagione (cinque mesi, è storia) in bianconero per poi diventare uno dei difensori più forti del mondo, dominando in Italia e andandoci vicino in Europa. Con la promessa di riprovarci sempre, ogni anno, partita dopo partita. La parabola di Barzagli, che ricalca in parte quella bianconera, lo rende l’elegante insegna a led di un gruppo partito da molto lontano e arrivato adesso ad essere tra i più forti in circolazione. “Sulla carta mi sembra la più forte, ma contano i risultati e tireremo le somme alla fine” in questa maniera il 15 bianconero definiva l’attuale rosa juventina dopo l’arrivo di Cristiano Ronaldo, che a suo dire è un giocatore che può trasformare il “grande sogno” in realtà.

La capacità di lettura delle situazioni del centrale di Fiesole, in campo e fuori dal campo, lo hanno reso il simbolo più decisivo e silenzioso dei successi di un gruppo che lo vede quasi come un vate. Se la scienza ancora si chiede se il carisma sia un tratto innato o una virtù appresa, noi abbiamo una certezza: il petto possente che custodisce un cuore ancora più grande ci fa proprio propendere, nel caso di Andrea, verso la prima ipotesi. Barzagli è strutturalmente concepito per essere un condottiero. Punto.

Un anno fa, alla vigilia di Napoli-Juve, in un ambiente un po’ piatto – così definito da Allegri -, né Chiellini, né Buffon parlarono. In pochi lo ricordano, ma fu proprio Andrea Barzagli a prendere la parola e a far capire a tutti che quello era un momento in cui l’unione avrebbe fatto la forza. Anche in quella circostanza il 37enne fu subito puntuale nel cogliere la palla al balzo per tenere alta l’attenzione, a conferma di quanto sia importante essere uomini (da Juve) ancor prima che calciatori.

Con il rientro del nostro veterano la Juve non ritrova solo una parte dell’acronimo BBC, bensì l’intero spogliatoio nonostante gli addii di Buffon e Marchisio, con Chiellini completamente dedito a fare soprattutto il capitano sul campo, un uomo disposto a qualsiasi cosa per il bene del compagni, un riferimento perché: “Il vero leader non è il più forte o il più bravo, ma è quello che aiuta gli altri ad essere più forti e più bravi” (cit.)

Ricordiamoci però che Barzagli non è fondamentale solo a livello morale, ma che anche all’interno del prato verde può ancora dire la sua…e Allegri lo sa bene: “Vi assicuro che c’è un giocatore di un’altra categoria nella Juve: è Barzagli. Purtroppo ha 37 anni, perché è un fuoriclasse”.

Lui non ama le prime pagine, lui non vuole apparire, lui è il sinonimo del lavoro quotidiano, lui è un eroe silenzioso. Lui è il gruppo bianconero, lui ci aiuterà ancora, lui è Andrea Barzagli.