La strategia allegriana su Asamoah e Alex Sandro

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Tra le varie disamine allegriane di questa prima metà di stagione, c’è indubbiamente il ballottaggio per l’occupazione della fascia arretrata mancina. Più precisamente quel dubbio amletico che ha afflitto il mister alla vigilia di quasi tutti i match bianconeri, una scelta quasi mai prevedibile tra Asamoah e Alex Sandro. A corroborare le difficoltà valutative di Allegri, ha influito soprattutto la condizione fisica e psicologica mostrata dal brasiliano nelle prime uscite stagionali, dove l’esterno verdeoro si è disimpegnato sembrando solo un lontano parente dello stantuffo dell’annata passata. Per questo motivo, Asamoah è rientrato in piena corsa per guadagnarsi un posto da titolare, dimostrandosi una pedina meno talentuosa ma pur sempre all’altezza, garantendo un insieme di prestazioni filate attente e convincenti.

Andando nel dettaglio, nelle prime 20 giornate di campionato il ghanese è stato impegnato 8 volte, mentre nelle altre 12 la fascia mancina è stata occupata da A. Sandro. Quello che salta all’occhio, però, è che il terzino africano è riuscito a prevalere sul brasiliano in ben 4 sui 5 match affrontati con le squadre che occupano fino alla 6° posizione in classifica (ha giocato con Lazio, Inter, Napoli e Samp). Se tra i “big match” volessimo inserire anche l’impegno con il Milan e quello con l’Atalanta, il bilancio raggiungerebbe addirittura 6 gare su 7. Insomma, è evidente che almeno in Serie A il ghanese sia stato il prediletto di Allegri nelle situazioni potenzialmente più a rischio. Diversa l’analisi su Alex Sandro che, in 12 presenze, ha preso parte solo alla vittoria contro la Roma, trovandosi ad agire di fatto in partite apparentemente più agevoli.

Paradossalmente contrapposto invece l’impiego in Champions League. Probabilmente anche per la questione che deriva dal diverso ritmo di gioco imposto dalla manifestazione europea, la scelta di Allegri è ricaduta sempre sul brasiliano. Fanno 6 su 6 per A. Sandro in Champions, nella quale il ghanese non ha mai pestato l’erba del terreno di gioco.

Tralasciando la Coppa Italia (dove Asamoah ha fatto due su due), il bilancio finale parla di 18 presenze totali a 8 a favore del macina chilometri verdeoro. Un distacco che non fa notizia, ma che permette comunque di riflettere riguardo al loro differente tipo di impiego. Verosimilmente, la turnazione da parte di Allegri è figlia di una strategia ragionata, che pare indirizzarsi verso l’utilizzo del ghanese negli impegni dove viene richiesta una fase difensiva più attenta e, di contro, favorisce il brasiliano nelle gare generalmente più “aperte” alle scorribande offensive. A testimoniare questa tesi, è l’accoppiamento solito di Alex Sandro e Mandzukic sull’ala mancina, un connubio che almeno nelle ultime sei gare in cui l’ex Porto è stato schierato in A si è sempre verificato (Benevento, Crotone, Roma, Bologna, Verona e Cagliari). Asamoah, invece, si è dimostrato maggiormente accostabile a più intepreti del ruolo avanzato (Dybala, Costa), che fanno presagire al desiderio di Allegri di preferire un terzino “bloccato” nel caso in cui venga scelto un’ala che si occupi con meno efficacia della fase difensiva.

Nonostante una partenza tutt’altro che entusiasmante, il sito WhoScored.com assegna ad Alex Sandro un rating medio nettamente superiore in Serie A (7,42 vs 7,05 di Asa), in considerazione anche dei 3 assist del brasiliano contro l’uno del ghanese, una rete a zero, un totale medio a partita di 1,5 scontri aerei vinti a 0,6 dell’africano. Converremo dunque sulla indubbia maggiore fisicità dell’ex Porto, non una novità, e sul piede più caldo ed educato almeno quando si tratta di crossare. Ma di contro, va ponderata anche alla tipologia di match differente al quale il ghanese ha preso parte, offrendo prestazioni quasi sempre all’altezza.

Un nodo, quindi, che Allegri dovrà cercare di sciogliere a proprio favore, cioè sempre e solo a favore della Juventus, decidendo se insistere su una turnazione strategica oppure sull’impiego fisso di quello che diventerebbe un titolare a tutti gli effetti. La sensazione è che il livornese continuerà a gestire sapientemente entrambi i terzini, specie in considerazione degli impegni sempre più importanti che seguiranno alla sosta post-natalizia.