L'ombra di Khedira: le statistiche in Empoli – Juventus

di Alex Campanelli |

Probabilmente non esiste sport, attività o disciplina di studio più irrequieta e mutevole del calcio, imprevedibile e irrazionale come i suoi protagonisti. Non di rado capita agli eroi di oggi di diventare i colpevoli di domani o viceversa, non a caso i calciatori considerati tra i migliori del mondo sono quelli che riescono a mantenere degli standard di rendimento elevati nell’arco dell’intera stagione. Più comunemente però un giocatore è soggetto a cali di forma, di rendimento o semplicemente attraversa periodi nei quali, per i motivi più disparati, non gli riescono cose che fino al giorno prima gli venivano naturali. In questo discorso s’inserisce la situazione di Sami Khedira; il tedesco sta attraversando un calo passeggero e fisiologico o c’è da preoccuparsi? Andiamo a dare un’occhiata alle sue statistiche in Empoli – Juventus.

Rispetto alle altre gare disputate, Sami è rimasto praticamente ai margini della squadra in fase di costruzione; 46 palloni giocati (davanti al solo Higuain, storicamente uno che tocca pochi palloni) contro i 62 e rotti di media stagionale, 29 passaggi totali (ancora penultimo davanti al Pipita) contro i 42,5 di media in campionato e 22 passaggi completati (solo tre quarti del totale, media in A 35,2) hanno fatto sì che il suo contributo alla manovra risultasse decisamente scarso, ben al di sotto dei suoi standard.

Le cause dell’emarginazione di Khedira sono molteplici e non dipendono solo dal periodo di appannamento che il nazionale tedesco sta vivendo. Tra le principali troviamo:

  • l’ascesa di Pjanic, sempre meno timido (fino a un paio di settimane fa era uno di quelli che toccava meno palloni) e sempre più inserito nei meccanismi bianconeri;
  • l’assenza di Dani Alves, vero catalizzatore di gioco nella parte destra del campo del quale beneficiava anche Sami;
  • la presenza di Hernanes in cabina di regia, che in media gioca molti più palloni di Lemina e toglie compiti d’impostazione alle mezzali.

Se le attenuanti per un Khedira in ombra e poco cercato esistono tutte, ciò non si può dire per la ridotta lucidità del centrocampista in fase d’impostazione e, soprattutto, di conclusione. Già citata l’insoddisfacente (per un top del ruolo come lui) percentuale di passaggi riusciti, da qualche giornata Sami ha perso qualcosa in concretezza e freddezza in area di rigore. Nessuno da lui si aspetta 10-15 gol a campionato, come pareva promettere con le due reti nelle prime due giornate, ma il suo incredibile tempismo negli inserimenti (qui ne avevamo parlato diffusamente) troppo spesso non si traduce in gol. Il numero 6 è andato al tiro da dentro l’area di rigore per ben 9 volte, più di qualsiasi altro centrocampista centrale della Serie A e più di Milik, Perotti, Insigne o Destro, inquadrando lo specchio in appena 4 occasioni, 2 delle quali tradotte in gol. Ultima occasione sciupata, la traversa colpita proprio contro l’Empoli; da questa inquadratura si evince ancora meglio come il tedesco fosse solo e avesse tutto il tempo per battere a rete in maniera più precisa.

Nessuno qui, e probabilmente anche tra i tifosi, vuole gettare la croce addosso a Sami, sicuramente uno dei giocatori più preziosi dell’intera rosa; probabilmente Allegri aveva ragione quando si preoccupava scherzosamente per le troppe gare consecutive senza infortuni. Khedira per lungo tempo non è riuscito ad avere, a causa dei tanti problemi fisici, quella continuità di rendimento che incensavamo in testa all’articolo, e sta trovando difficoltà ad acquisirla anche ora che si trova ad affrontare molti incontri in poco tempo. Se verrà gestito bene (sperando che Low non lo sprema troppo) e il suo fisico risponderà in maniera adeguata, in breve la sua partecipazione al gioco e la sua capacità di finalizzazione torneranno quelle di inizio campionato. Il suo record di gol stagionali, 7, risale ai tempi dello Stoccarda; scommettiamo che Sami riuscirà perlomeno ad eguagliarlo?