Manuel Locatelli è l’uomo giusto per Pirlo?

di Alex Campanelli |

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Quello di Manuel Locatelli è ritenuto uno dei nomi meno affascinanti tra quelli accostati alla Juventus per rifondare il centrocampo; vuoi perché privo del fascino esotico che fa innamorare molti tifosi (anche se ultimamente “non abbiamo più italiani” sta diventando il nuovo trend), vuoi perché proveniente dal Sassuolo e ancor prima scartato dal Milan, il centrocampista classe 1998 non pare scaldare gli animi delle masse.

Andrea Pirlo e la società sembrano però averlo indicato come uno dei profili adatti alla nuova Juve: fuor di luoghi comuni, i motivi per i quali Locatelli sarebbe il giocatore giusto sono riassumibili in 4 punti.

1) Il momento giusto – Per ogni calciatore di un certo valore c’è un periodo ideale, al termine di un percorso, nel quale compiere il salto verso una big nazionale ed europea, e il cammino di Locatelli sembra giunto proprio a quel punto. Manuel ha esordito giovanissimo nel Milan stupendo tutti gli addetti ai lavori, è diventato titolare, è stato messo in discussione sino ad essere ceduto, al Sassuolo ha ricominciato da capo ed è prima diventato un imprescindibile per De Zerbi e poi uno dei giovani centrocampisti migliori del campionato. Il momento giusto sembra essere arrivato.

Sembra passata un’era dal gol di Locatelli alla Juve, invece non sono ancora trascorsi 4 anni.

2) Stessa filosofia – La Juventus di Pirlo dovrebbe, e sottolineiamo più e più volte dovrebbe, continuare sul solco tracciato da Maurizio Sarri per quanto riguarda il gioco. Dunque costruzione dal basso, pressione alta e organizzata e posizioni intercambiabili dei giocatori offensivi; tutti principi mutuati dal gioco di posizione che sono alla base anche del calcio di De Zerbi, ottimamente assimilati da Locatelli nelle due stagioni trascorse sotto la sua guida.

3) All-arounder – Definire Locatelli un centrocampista box to box sarebbe errato, dato che la sua efficacia in zona gol è molto migliorabile, ma l’ex Milan nel corso degli anni ha imparato ad assolvere a più compiti e giostrare in diverse posizioni. Locatelli è stato impiegato nella mediana a 2 del 4-2-3-1, in coppia con centrocampisti dalle caratteristiche molto diverse come Magnanelli, Bourabia e Obiang, e nel centrocampo a 3, sia da regista che da mezzala. Non va però immaginato come un calciatore da compitino: Locatelli è il miglior calciatore del Sassuolo per quanto riguarda i lanci lunghi, il secondo per appoggi completati e key pass, ma primeggia anche in statistiche più “offensive” come i dribbling completati (2° dietro all’inarrivabile Boga) e “difensive” come i tackle (1°) e gli intercetti (4°). Un’ipotetica mediana Locatelli-Bentancur-Arthur presenterebbe 3 giocatori totalmente intercambiabili e offrirebbe a Pirlo, considerando anche gli altri componenti del reparto, soluzioni infinite.

I numeri di Locatelli pre-lockdown ne testimoniano la duttilità.

4) Rifondare senza arretrare – Il compito che la Juventus si appresta a compiere è delicatissimo: come sottolineato da Agnelli stesso, l’età media della rosa è molto avanzata, e le prime mosse in uscita sembrano orientate allo svecchiamento della squadra, una mezza rifondazione che riguarda in particolar modo il centrocampo. Allo stesso tempo però, Paratici e compagnia si trovano a dover far le nozze coi fichi secchi, sostituendo giocatori d’esperienza e caratura internazionale con dei loro omologhi ben più giovani, senza però poter contare su un budget ai livelli di altre big europee e soprattutto cercando di non abbassare il livello della squadra. In quest’ottica, Manuel Locatelli sembra il profilo ideale: ha 22 anni ma già parecchia esperienza in Serie A, non dovrebbe costare cifre proibitive come Tonali o Pogba e, non arrivando ovviamente coi crismi del titolare a tutti i costi, può sia inserirsi nelle rotazioni per la casella accanto a Bentancur e Arthur che sostituire uno di essi in caso di indisponibilità o turnover. Pur non dovesse esplodere definitivamente, un giocatore così è sempre comodo da avere in rosa.