Locatelli e gli intrecci del destino: dal pallone nel lago alla Continassa

di Silvia Sanmory |

giovani juventus

Il destino ti da la spinta e ti butta in acqua. Ma sei tu che decidi se tornare su oppure nuotare nella corrente“.                                 (Stefano Benni)

Un pò Pirlo, un pò Montolivo, secondo Mauro Bianchesi, talent scout del Milan; semplicemente “Il Manuel” per gli abitanti di quell’angolo calmo del lago di Como “che volge a mezzogiorno“, la terra del Manzoni dove è nato e cresciuto. La storia di Manuel Locatelli, il trascinatore dell’Italia agli Europei 2020 e nuovo acquisto juventino, è fatta di intrecci del destino, di opportunità impreviste che ha saputo  cogliere al volo.

L’oratorio e la balaustra

A Pescate, comune in provincia di Lecco dove è cresciuto, il gioco del pallone si affinava in oratorio, e l’abilità stava nel dribblare senza fare cadere il pallone in acqua, che poi toccava prendere una barca per andarlo a recuperare, almeno sino a quando non hanno messo le reti di protezione. Proprio a Pescate, da una balaustra che costeggia l’oratorio, lo nota nel 2006 l’osservatore Paolo Rota, incantato da quel bimbetto magrolino con capacità da gigante che molti anni dopo, nel 2015, sarebbe stato inserito dal “Guardian” nei 50 giocatori classe ’98 più promettenti…

Davide che sconfigge Golia

Manuel entra nelle giovanili dell’Atalanta e tre anni dopo, ne ha undici, supera una selezione per gli esordienti del Milan iniziando a giocare con continuità sino alla squadra della Primavera. Le sue doti sono talmente evidenti da convincere l’allenatore Brocchi a farlo entrare in prima squadra con l’esordio in Serie A il 21 aprile del 2016, contro il Carpi. Da li in poi le opportunità impreviste iniziano a farsi strada nella sua vita calcistica; con l’infortunio di Montolivo, Locatelli diventa il suo sostituto ed arriva a segnare la sua prima rete contro il Sassuolo il 2 ottobre del 2016 e una ventina di giorni dopo contro la Juventus con una rete folgorante di destro sotto l’incrocio dei pali.  Una sorta di Davide che sconfigge Golia che non passa di certo inosservato e Locatelli viene fregiato dello status di grande giocatore così, nei pochi istanti di una traiettoria di un pallone.

La vita è fatta di 0ccasioni

Occasioni che nessuno avrebbe potuto pronosticare anche per gli Europei: se Verratti non si fosse infortunato, Locatelli non avrebbe giocato e non avrebbe segnato la doppietta che ha spedito a casa la Svizzera. Non solo; andando a ritroso, se Sensi non fosse stato indisponibile, probabile che Locatelli non avrebbe neppure ricevuto la convocazione in Nazionale.

T come Goal Celebration

La lettera T è per Thessa (Lacovich, n.d.r.), la mia compagna, e in ricordo del mio cagnolino Teddy che non c’è più“. Sentimentale.

“Grande regista” e “vero mattatore”

Uno dei primi a riconoscere pubblicamente il talento di Manuel è stato Silvio Berlusconi, prima dell’esordio in Serie A : “Abbiamo tra i giovani un ragazzo straordinario che si chiama Locatelli e spero che possa essere un grande regista per il futuro“. Qualche settimana fa, ad Europeo concluso, è stato invece Tardelli a lodarlo: “Locatelli rimarrà nella storia del calcio. Contro la Svizzera ha superato se stesso, ha giocato da vero mattatore ed ha costruito soprattutto quel primo gol con genialità“.

Benvenuto Manuel in questa nuova, grande opportunità a strisce bianconere. Con la speranza di vedere la tua T che si solleva ad oltranza.