Lo strano 2019 del tifoso bianconero – #fatevicurare

di Giuseppe Gariffo |

Fatevi curare! Anzi, facciamoci curare, perché nemmeno chi scrive è immune. Una tifoseria abituata alla vittoria, assuefatta alla vittoria, quasi annoiata dalla vittoria. Non coscientemente, per carità. Ma nel groviglio delle sinapsi il tifoso bianconero è ingrigito dall’abitudine.

così i problemi, quando non ci sono (o sono quelli fisiologici nel corso di un’annata) ce li creiamo. Spesso prendendo in prestito temi lanciati dai “nemici”, che per definizione servono a destabilizzare.

Ci sono due fattori esacerbanti, va detto. La Champions, ossessione dal 1996, è il primo. Ogni anno che passa senza rivincerla, rende il popolo bianconero più intollerante dell’anno prima. Antonio Conte all’Inter, l’ex più amato e più odiato su quella panchina lì, l’altro. Nell’anno in cui approda in bianconero il tecnico con l’habitus forse meno congeniale alla storia bianconera. E così temi che proprio lui, Andonio, possa spezzare la nostra egemonia.

Così iniziano le ansie. Già da quest’estate.

Un cambio di allenatore condiviso da tutti. Perfino i più “allegriani” ammettevano che il ciclo fosse finito. Meno apprezzata la scelta del sostituto. Anche da chi scrive, disclaimer.

Ma è la campagna acquisti che scatena la prima rabbia. Non riusciamo a piazzare gli esuberi, a differenza del passato non ci arrendiamo al regalarli. Paratici da genio del calciomercato diventa un inadeguato. Un talent scout improvvisato in un ruolo, il DG, non suo. Cediamo due prodigi del calcio del terzo millennio, Kean e Cancelo, senza i quali non ci sarà un futuro. Non riusciamo nemmeno ad obbligare il “bimbominkia sopravvalutato” Dybala ad accettare il Tottenham o lo scambio con Lukaku (grazie, Signore, ndr) E, a parte de Ligt (ma spendere tutti quei soldi per un difensore ha senso?), non compriamo nessuno. Il tutto perché abbiamo per forza dovuto prendere Ronaldo un anno fa. Quell’acquisto ci ha distrutto le casse! Se per prendere lui siamo costretti, un anno dopo, a cedere Kean e Cancelo, era meglio lasciarlo dov’era! Il ciclo di questa dirigenza è finito! Non ci credete? Fidatevi. E ci torniamo dopo, su CR7.

Poi iniziano le gare ufficiali. E ai primi problemi ecco i nostalgici. Della halma di Max, della garra di Mandzukic…Prima i gol su angolo per colpa della difesa a zona (ma quando Koulibaly ci infilava al 90’ in campionato, Fellaini, Godin, Gimenez e De Ligt in Champions…difendevamo a zona anche lì?), poi le prime partite balbettanti. I primi pareggi. La prima sconfitta. La Supercoppa persa! Delusione legittima, ma ricordo soltanto io che, un anno si e l’altro pure, si spegnevano gli incendi al grido di “abbiate pazienza, attendiamo la Juve di Marzo!”?

Ma è su Cristiano Ronaldo che abbiamo dato il meglio. Dopo un’estate a chiederci se, in fondo, ne fosse valsa la pena, a ottobre-novembre arriva il primo periodo di appannamento del portoghese. Iniziano allora a notarlo gli avversari e gli opinionisti illuminati. E lo juventino che fa? Sorride? Fa spallucce e si siede sulla riva, aspettando? Raccoglie materiale per le perle di fine anno di Zampini? No, asseconda. Inizia a parlare di viziato. Di vecchietto. Che non si impegna. Che non rispetta allenatore e compagni. Che è venuto a godersi quattro anni dorati sotto la Mole, pur essendo ormai un giocatore normale. Anzi un peso. Giochiamo in 10. Sarebbero stati meglio perfino Immobile e Lukaku. Speriamo che qualche sceicco ce ne liberi già a gennaio.

Poi basta che gli passi il dolorino al ginocchio, torna a segnare senza sosta. E tutti torniamo a metterlo nelle nostre foto profilo, piazzando le gif del suo decollo contro la Samp in ogni social possible.

Perché quel numero 7 in bianconero, in fondo, identifica chi siamo oggi. Dove siamo arrivati. Quanto lontani siano gli altri.

Perciò rosichiamo per aver perso una partita o peggio una Supercoppa, certo. Non ci dormiamo una notte, magari. Critichiamo, dibattiamo sui problemi. Perché i problemi ci sono, le storture anche, e chiediamo a gran voce le soluzioni. Ma non cediamo alla logica irrazionale del “moriremo tutti”.

Come sarà il 2020, lo vedremo. Quello che conta, alla fine, è che non sia meno vincente degli anni precedenti. Se lo sarà non avremo bisogno di cure. Dovesse esserlo di più, poi, saremmo costretti ad elargirle agli altri. Ed è un’eventualità che non possiamo ancora escludere.

Buone feste, bianconeri!


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