L’insostenibile pesantezza dello stravincere

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Settimana scorsa si è molto parlato della manifestazione dei tifosi bianconeri a Vinovo. Anche i maggiori media sportivi hanno parlato di contestazione, probabilmente esacerbando i toni, dando maggiore risalto al “Fuori i cog…ni!” piuttosto che ai cori e alle parole di incitamento nei confronti dei nostri giocatori. Diciamocelo pure che non vedevano l’ora di parlare ancora una volta di ambiente teso e spogliatoio incrinato (si veda la fantomatica indiscrezione ripresa da Dagospia). Quasi unanime, comunque, lo stupore di fronte ad un evento più unico che raro: il tifoso della Juve che alza la voce coi propri beniamini. Perfino un velo di derisione traspariva dalle parole di alcuni giornalisti sportivi nei confronti di alcuni tifosi irriconoscenti ed incapaci di valutare tutto quello che la società ha vinto negli ultimi anni.

L’ultima giornata di campionato, però, con tutta la vergognosa ridda di polemiche e fake news che l’hanno seguita, ha chiarito il perché quella manifestazione dei tifosi a Vinovo sia stata probabilmente percepita come necessaria da chi l’ha organizzata. Alcuni toni vanno stigmatizzati, per carità, però il tifoso juventino è oltremodo infastidito dal fatto che ancora una volta il Paese dei frustrati, come lo ha ottimamente definito Massimo Zampini, possa gridare allo “scudetto rubato”. Ecco perché il tifoso della Juve diventa insaziabile. Ecco perché pur riconoscendo che non si possono vincere tutte le partite, ecco perché pur riconoscendo ai ragazzi l’impegno e alla società gli sforzi economici per competere ai massimi livelli europei, il tifoso della Juve, dopo aver ferito l’avversario sul campo lo vorrebbe sbranare. Ecco perché il tifoso della Juve questo scudetto avrebbe preferito vincerlo con 15 punti di vantaggio.

Quando perfino alcuni personaggi che ricoprono cariche istituzionali (stendiamo un velo pietoso sui tifosi travestiti da giornalisti sportivi) travalicano il confine tra vittimismo e accuse di illecito senza circostanziare alcunché, quando vengono confezionati ad arte video che dovrebbero fornire la prova di una non ben definita macchinazione ai danni del sistema calcistico nazionale evidente solo ai malpensanti di professione in cerca di alibi, il tifoso juventino reagisce con la fame di vittorie. Vorremmo, utopisticamente, sottrarre al Paese di frustrati tutti gli alibi possibili con delle vittorie nette. Vorremmo, in cuor nostro, che il motto della nostra squadra, quello che è stampato sulle pareti dello Stadium diventasse “Stravincere è l’unica cosa che conta”. E ci perdonino i ragazzi, ci perdoni mister Allegri se gli contestiamo un atteggiamento tattico troppo attendista e rinunciatario, ma di fronte al fracasso dei nemici, di fronte alla grancassa di un giornalismo sportivo militante, solo così pensiamo di poter reagire.

di Francesco Angelone

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