L’importanza di essere allenati da Pirlo: le prime parole in bianconero di Arthur

di Valerio Vitali |

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Dalla conferenza stampa di Arthur è emerso, sopra a tutto il resto, l’importanza di Pirlo. Per il centrocampista brasiliano, che ha provato a seguire a Barcellona le impronte di due giganti della linea mediana come Xavi e Iniesta, la possibilità di accrescere il suo calcio grazie al nuovo mister bianconero. Le lacune di Arthur, prettamente difensive che non di possesso, lo indicano come una buonissima mezz’ala di possesso.
Ma di ruolo in campo, il carioca, non ha ancora parlato con Pirlo, come da lui stesso sottolineato. Queste le sue parole in conferenza stampa, terminata poco fa: “Con Pirlo ho parlato del mio modo di giocare, non della mia posizione in campo. Ho parlato con il mister di alcuni dettagli, su posizioni, palleggio. Un privilegio essere allenato da uno come lui. Tutti coloro che hanno un certo interesse per il calcio sanno chi è Pirlo. Un onore poter lavorare insieme a lui, soprattutto per crescere a livello professionale”.

Sulla posizione in campo di Arthur (qui la scheda) e del calcio “posizionale” di Pirlo, il centrocampista della Seleçao si è espresso così: “Posizione in campo? Non so ancora se da mezz’ala o da playmaker. Sono in grado di giocare sia a tre che a due in mediana”. Difficile dunque, ad oggi, affermare come possa giocare la Juventus 2020-2021 ma molto passerà proprio da Arthur. Una chiave di volta determinante il suo adattamento al calcio italiano che ha così commentato: “La Serie A e il calcio italiano a mio avviso è fatto di fisico e contatto. Sarà per me un bel banco di prova rispetto a un calcio più tecnico come era la Liga”. 

L’importanza di avere un allenatore e un ex calciatore del calibro di Pirlo sarà il ‘quid’ che verrà chiesto nello scatto evolutivo del modo di intendere calcio per Arthur. Fare la mezz’ala di possesso nella Liga è un conto, farlo in Serie A è un altro. In Italia si copre molto più campo, serve molto più dinamismo e avendo necessità di fosforo in mezzo al campo, gli indizi portano maggiormente a un ruolo da playmaker che non da mezz’ala di inserimento. Proprio per questo il continuo dialogo e i prossimi allenamenti saranno indicatori importantissimi per l’equilibrio di una squadra tutta in divenire ma che ha notevoli e oggettivi riscontri in rosa per essere autorizzata a sognare in Europa. Oggi più che nel recente passato. Anche grazie ad Arthur, che rispetto a Pjanic porta in dote maggiore velocità di palleggio, di possesso, di pensiero.


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