Il limite della critica a Max Allegri

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Di Salvo Trigilia

A mio parere certe critiche avrebbero fatto incavolare chiunque. Ad un certo punto non ce l’ha fatta più e magari ha detto cose che finora era riuscito ad evitare. Ma ditemi voi se tutto questo non è umano.

Per esempio, nel post partita di Tottenham-Ajax, tutti gli opinionisti in studio hanno magnificato la partita difensiva dell’Ajax, dicendo che la squadra è diventata anche matura ed esperta, imparando a soffrire quando occorre, pur di portare a casa il risultato. Cioè, se lo fa la Juve vuol dire che gioca male, per altre squadre si parla di maturità ed esperienza. Del Tottenham si è detto che dopo l’1 a 0 ha avuto il pallino del gioco, giocando quasi sempre nella metà campo avversaria. Ma non ha fatto un tiro in porta. Se si fosse trattato della Juve, si sarebbe detto che avrebbe meritato la sconfitta per aver condotto un attacco alquanto sterile.

Secondo me è stato pure fin troppo educato finora. Che abbia detto “adesso stai zitto” ad Adani, nella diatriba post Inter – Juve, è stato il minimo. Quest’ultimo gli ha detto che era poco serio, che la sua squadra gioca male e gli parlava sopra quando cercava di rispondere e non scomporsi. Ma vi immaginate uno come Conte al suo posto? Vi ricordate quando Capello si “permise” di dire che il campionato italiano non era allenante? Ricordate come sbottò il nostro mister di allora? Allegri ancora oggi ribadisce che accetta le critiche, ma non la mancanza di rispetto. E cerca di ribadire la sua idea di calcio, che non vuole rinnegare. Lui dice che le vittorie più belle sono quelle che finiscono 1 a 0 o 2 a 1, cosa c’è di male? Pure a me piacciono molto le vittorie sofferte. A calcio, come in tutti gli sport, si gioca per vincere. E per me vincere e bel gioco vanno di pari passo. Se si vince vuol dire che nel 99% dei casi si è fatto bene, si è giocato bene. Io tifo Juve e voglio che la mia squadra vinca, non importa come, qualsiasi modo va bene, pur sempre ovviamente nel rispetto delle regole del gioco.

Il Milan è caratterizzato da un calcio tecnico, la Juventus ha puntato invece sulla determinazione, sulla grinta“. E questo uno dell’ambiente lo capisce. Infatti, il giocatore che arriva alla Juventus dice: “E’ come me la immaginavo, grande organizzazione, rispetto, determinazione, umanità, grandi allenamenti“. “Mentre il Milan ha puntato di più sulla tecnica e quindi sulla spettacolarità” (dal libro “La Squadra” di M. Lippi, 2006). A ben vedere anche qualcun altro aveva parlato di DNA, prima ancora di Allegri.

In tanti in questi anni hanno provato in tutti i modi a fermare la Juve, con tutti i mezzucci a loro disposizione, si arrivò addirittura alla squalifica di Conte con motivazioni surreali e assurde. Quando niente sembrava scalfirla, qualcuno si inventò che la Juve, a differenza del Napoli vinceva, ma giocava male. Come un mantra si cominciò a veicolare il messaggio per cui la Juve gioca male, e, forse in maniera inaspettata, hanno capito di aver fatto breccia, con tanti di noi che gli sono andati dietro e ci sono cascati dentro con tutte le scarpe.

Ammiro Allegri allenatore, ma non lo considero di certo infallibile. Anche lui ha commesso i suoi errori e quando ho ritenuto di esprimere una critica nei suoi confronti l’ho fatto. Per esempio, gli riconosco errori nel fatidico secondo tempo di Cardiff. Quando avevamo perso del tutto il controllo del centrocampo e a quel punto forse avremmo dovuto infoltirlo e passare ad una difesa a tre. Ma lo dico comunque sempre nel dubbio che possa sbagliarmi, perché, tra l’altro, non sono né allenatore, ne sono stato giocatore di calcio, né mi intendo di tattica. E anche quella partita dovrebbe far riflettere come una formazione con molti interpreti votati all’attacco, come il 4231 di allora, in certi casi può essere fatale. Non eravamo forti come il Real, come erroneamente abbiamo pensato, e con una partita più accorta nel secondo tempo, come quelle vistosi in questi due anni, forse le cose potrebbero essere andate diversamente.

Per concludere, posso capire che uno juventino posso non essere soddisfatto del gioco, deluso per un’eliminazione – e voglio vedere chi non lo sia – ma addirittura offendere e sbeffeggiare il proprio allenatore, come purtroppo ormai si legge sui social e sul web in maniera costante, lo trovo alquanto ingiusto e paradossale. Soprattutto dopo aver vinto cosi tanto. Personalmente nutro molta fiducia nel Presidente Agnelli, lo considero uno dei migliori manager in circolazione a livello internazionale. E considero pure ottimi gli attuali dirigenti della Juve. Se la Società dovesse confermare Allegri o dovesse sostituirlo con altro, cosi come se dovesse vendere e comprare questo o quell’altro giocatore, ferma rimanendo la mia possibilità di rispettosamente criticare e rispettosamente gradire o meno, il mio tifo della Juve sicuramente non arretrerà di un millimetro.


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