L’identikit del nuovo mister bianconero

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Di Enrico Lamberti

Dato che la Juventus ad oggi non ha fatto trapelare alcuna informazione sul suo prossimo allenatore, gli operatori di mercato, i giornalisti, gli utenti web (e chi più ne ha più ne metta) brancolano nel buio: da una rosa di nomi che comprendeva Mourinho, Inzaghi, Conte, Mihajlovic, Sarri, Pochettino, Klopp e non ultimo Guardiola, pare che la “lotta” si sia ristretta a Sarri (per il circa 90%) e Guardiola (10%).

In assenza di fonti certe o quantomeno vicine alla realtà, suggerisco di usare la testa per ottenere, con un ragionamento logico, il nome del prossimo allenatore. Pronti? Iniziamo! Innanzitutto andiamo a tracciare l’identikit partendo da alcuni presupposti sulla Juventus:

1. La Juventus ha da poco cambiato immagine attraverso il nuovo logo (non più ancorato alla tradizione ma rivolto verso l’innovazione) molto più vendibile anche a chi non segue il calcio e soprattutto attraverso l’acquisto di CR7 – vera icona mondiale non solo del calcio;

2. La Juventus sta diversificando i suoi ricavi aprendo Hotel, ospedali, centri sportivi, lanciando linee di abbigliamento etc;

3. La Juventus tramite il progetto Woman ed Under 23 sta creando una vera polisportiva ed attraverso azioni di marketing è riuscita ad entrare (seppure in modo spot) anche nel mondo del basket NBA;

4. Andrea Agnelli è presidente dell’ECA e sta lavorando alla creazione della Super Lega Europea.

Tutto questo vuol dire che la Juventus, negli ultimi anni, ha intrapreso una strada diversa dal passato, innovativa e pioneristica per quanto riguarda l’Italia ma in linea con i principali club europei (spagnoli ed inglesi) che fanno dell’immagine e del marketing il loro nuovo core business. Il nuovo allenatore deve quindi essere in linea con questa nuova visione e missione (vision and mission – per gli amanti dei termini tanto cari a chi fa business) perché l’immagine di uomo vincente, educato, preparato, che funga da faro deve essere assolutamente rispettata. Oltre all’immagine deve essere un allenatore che garantisca:

la vittoria dello scudetto (la Juventus ne vuole vincere 10 di seguito e farà di tutto affinché
non sia proprio l’ex Conte a levarele lo scettro nazionale);
– almeno la semifinale di CL (la vittoria abbiamo visto che non è assolutamente
programmabile da nessuno);
– lo “sfruttamento” del miglior giocatore al mondo attualmente in rosa.

Quindi accendiamo il cervello e pensiamo ai candidati:
1. Sarri: è questo tipo di allenatore? No.
2. Guardiola: è questo tipo di allenatore? Si.
3. Mourinho: è questo tipo di allenatore? Ni – nel senso che è un uomo immagine ma, a mio
avviso, troppo ingombrante.
4. Pochettino: è questo tipo di allenatore? Potrebbe esserlo ma non è garanzia di vittoria.

Allora?

Qui entra in scena il mio personale candidato che è Zinedine Zidane e vi spiego il perché:
1. È uomo immagine;

2. Conosce il calcio italiano;
3. Conosce l’ambiente Juve (non dovrebbe adattarsi al “nuovo mondo” come dovrebbe fare,
ad esempio Sarri o Guardiola)
4. Ha allenato per 3 anni Cristiano e sa come sfruttarlo al massimo;
5. Ha vinto tutto nella sua carriera quindi ha carisma da vendere ed i giocatori lo rispettano;
6. Sa come si vince la CL.
7. Non chiederebbe di rivoluzionare la squadra (come farebbe Guardiola o lo stesso Sarri)
Voi direte che è stato appena ingaggiato dal Real Madrid: avete ragione, ma anche gli altri
allenatori sono sotto contratto.

Zizou, da quel che si legge sui quotidiani sportivi spagnoli, pare non sia contento di questo suo ritorno e lo stesso Florentino non ha granché gradito il finale di stagione e non sono così sicuro che investirà i famosi 500 milioni sul mercato necessari per rivoluzionare la squadra. Inoltre la Juventus avrebbe più di una carta da mettere sul tavolo, a cominciare dal suo allenatore che è ancora sotto contratto oppure da una serie di giocatori come Dybala, Pjanic o Cancelo che il Real accoglierebbe a braccia aperte.

Vi ho convinti?


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