Il libro del settimo scudetto consecutivo

Se fosse un libro, avrebbe sette capitoli. Come le sette fatiche di Ercole, per arrivare al traguardo del settimo scudetto consecutivo. Un anno difficile, combattuto, con alti e bassi, cambi, evoluzioni e involuzioni. Ma che fa di questo titolo uno dei più sofferti e goduriosi da celebrare.

1- PARTENZA SPRINT

La Juve scatta dai blocchi con uno sprint di sei vittorie di fila corredate da partite a tratti spettacolari e condite da gol a grappoli. Segna due triplette di fila Paulo Dybala, oltretutto in due trasferte, trascinando la squadra come a Genova quando sotto di due reti ribalta il risultato fino al 4-2 finale o a Sassuolo (1-3). La Juve passa indenne la Fiorentina in casa (1-0) e nel Derby con il Torino terminato 4-0 in una gara dove il risultato poteva essere addirittura ancora più marcato.
Sembra una squadra più libera di attaccare, meno ancorata alla fase difensiva, si gioca puntando a segnare più gol degli avversari, infatti la difesa subisce qualche rete di troppo rispetto al solito. Nel frattempo il Napoli fa capire di essere l’avversario più pericoloso di questa stagione inanellando addirittura sette vittorie consecutive, con la perla di un 4-2 all’Olimpico contro la Lazio. Sarà corsa a due.

2 – LA PRIMA CRISI

La Juventus va a Bergamo contro l’Atalanta ed il copione sembra il solito: un uno-due micidiale nei primi minuti e la pratica sembra già chiusa. Invece una punizione respinta corta di Buffon permette a Caldara di riaprire una partita piena di colpi di scena. Un gol annullato a Mandzukic per un fallo a centrocampo commesso dieci secondi prima, il pareggio orobico ed il finale da cardiopalma. Un rigore concesso al novantesimo e poi sbagliato da Dybala ed in pienissimo recupero una trattenuta clamorosa non vista su Higuain. Sarà la gara delle polemiche verso il Var, motivo del contendere di inizio stagione.
La domenica successiva contro la Lazio il copione non cambia: in vantaggio con Douglas Costa, i bianconeri centrano una traversa da metri zero con Higuain che impatta un rinvio errato di Strakosha. I biancocelesti ribaltano la partita con una doppietta (uno su rigore non chiarissimo) prima dei fuochi d’artificio finali. Palo di Dybala che poi, nuovamente al novantesimo e nuovamente su rigore, sbaglia dal dischetto il possibile pari.
Il Napoli, dopo quella giornata e dopo aver vinto a Roma in casa giallorossa, trova il suo massimo vantaggio: +5. Tra alti e bassi la Juventus si riprende con quattro vittorie consecutive: ad Udine vince con un tennistico 2-6 giocando in dieci più di metà gara. Sbanca Milano con una doppietta di Higuain nel giorno del suo 100mo (e 101mo) gol in Serie A. Batte il Benevento nel suo 120mo compleanno in rimonta, non senza sofferenze.
Si ferma solamente a Genova in una gara anche sfortunata che vede la Sampdoria imporsi per 3 reti a 2.
E’ la gara che porterà i bianconeri a tornare a un gioco che permetta alla difesa di subire meno occasioni da rete, sacrificando qualcosa nell’impostazione offensiva.
I bianconeri sono ora a quattro punti dal Napoli, appena prima dello scontro diretto.

3 – DICEMBRE

Dicembre, con tre scontri diretti ravvicinati, sarà il mese che deciderà il campionato della Juventus.
La gara che porta allo scontro di Napoli inizia male, con Higuain operato alla mano all’inizio della settimana con il forte rischio di non scendere in campo. Da Napoli arrivano le prime illazioni secondo le quali il Pipita non giocherebbe apposta, temendo i fischi e il clima ostile del San Paolo (dimenticando forse i 5 gol in 5 partite dell’annata precdente) e con il forte rischio di finire a -7. A Napoli sono già pronti a festeggiare, e non sarà la prima volta quest’anno.
Invece il Pipita non solo giocherà, ma la Juventus sbanca Napoli con il suo tridente Costa-Dybala-Higuain con un micidiale contropiede e tornando a -1 in classifica. In quel momento a comandare è l’Inter, che farà visita allo Stadium proprio la settimana successiva. In una gara con diverse occasioni da rete sciupate da Mandzukic che termina a reti bianche e vede il Napoli riportarsi in testa da solo.
Due gare dopo, a Torino si presenta la Roma di Di Francesco ancora in corsa per traguardi ambiziosi. La gara è tirata, segna subito l’ex Benatia e la Juventus, anche qui, sbaglia più volte il possibile raddoppio. Prima della possibile beffa finale: allo scadere un errore di Benatia a metà campo permette a Schick di involarsi solitario verso la porta. Saranno 4 secondi lunghissimi, prima del miracoloso salvataggio di Sczeszny sull’attaccante giallorosso. Il boato dello Stadium celebra una vittoria che riporta i bianconeri a ridosso del Napoli.

4 – IL DUELLO

Da gennaio inizia la vera e propria corsa a due. Scrollatasi di dosso la Roma, che dopo la partita di Torino accusa qualche battuta a vuoto e soprattutto l’Inter che imbocca un tunnel di partite senza vittorie che la fa addirittura uscire dalla corsa per la zona Champions League.
Di contro, Juventus e Napoli inanellano una serie di vittorie consecutive fino a primavera.
Nello specifico i bianconeri scavallano Cagliari in una battaglia durissima, vincono al Bentegodi sponda Chievo e passano la doppia trasferta Derby-Firenze non senza difficoltà. Nel frattempo la difesa, ormai tornata a livelli assoluti, non subisce più reti. Dall’inizio del 2018 saranno ancora zero i gol subiti.

5 – LA SVOLTA

La partita più drammatica, incredibile ed entusiasmante arriva alla 27ma giornata. Il 3 marzo all’Olimpico la Juventus affronta la Lazio che le ha già portato via Supercoppa e i 3 punti dell’andata. In una delle peggiori gare dell’anno, senza praticamente mai dare l’impressione di poter vincere, con zero tiri in porta nei 90 minuti, la Juventus trova un gioiello di Dybala in pieno recupero mentre a Napoli i giocatori stanno entrando in campo per il riscaldamento in un San Paolo già pronto ad esultare.
Sarà la partita della svolta, perché il Napoli accusa il colpo e crolla sotto i colpi della Roma (2-4). In quel momento i bianconeri, con una gara in meno da recuperare, sono a meno uno dagli azzurri.
Con due vittorie nelle gare successive, in casa contro l’Udinese e nel recupero contro l’Atalanta la Juventus va a +4 in classifica trovando la prima vera fuga della stagione, complice anche lo 0-0 a San Siro del Napoli.

6 – LA PAURA

Fuga subito smorzata la domenica successiva dove i bianconeri impattano 0-0 a Ferrara contro una Spal agguerrita che blocca una Juventus poco lucida e con la testa all’impegno europeo contro il Real. E’ il periodo di peggior involuzione degli uomini di Allegri, sul banco degli imputati per il gioco espresso. Difficoltà che continuano contro il Milan (vittoria nei minuti finali per 3-1 dopo il momentaneo pareggio dell’ex Bonucci) e a Benevento, dove a lungo soffriamo il gioco veloce dei sanniti prima di dilagare, anche qui, nel finale (2-4).
Qua la Juventus raggiunge il suo massimo vantaggio, sei punti, su un Napoli che pareggia prima a Sassuolo e poi a San Siro con il Milan di Gattuso. Gli azzurri appaiono stanchi, dopo una lunga cavalcata dispendiosa e la sensazione che la panchina corta, cortissima ora faccia sentire i suoi effetti. La pratica sembra ormai una formalità, con lo scontro diretto in casa due giornate dopo.
Invece.
Invece inizia quella che sembra la fine, il periodo più difficile di tutto il campionato. A Crotone una Juve in vantaggio dal 12mo minuto si vede pareggiare da un gol in rovesciata di Simy e non riesce a trovare la vittoria nell’assedio finale. Al San Paolo succede di tutto, dove l’Udinese arrivata con le riserve va due volte in vantaggio prima di crollare sotto i colpi di Milik ed Albiol. Il Napoli sale a meno quattro punti prima dello scontro diretto dello Stadium.
Ed è a Torino che accade l’impensabile.
Una Juventus irriconoscibile, spenta, perde grazie ad un colpo di testa di Koulibaly al novantesimo scatenando la festa di una città intera. In questo momento i bianconeri sembrano aver accusato il colpo, sembrano non averne più. Di contro a Napoli iniziano i festeggiamenti, migliaia di persone aspettano la squadra di ritorno da Torino tra tripudi e fuochi d’artificio. Il calendario, oltretutto, sorride agli uomini di Sarri mentre la Juventus dovrà giocare a Milano e Roma nelle ultime 4 gare.

7 – LA RINASCITA

A Milano, nell’anticipo della terz’ultima giornata, la Juventus va subito in vantaggio con Douglas Costa e si ritrova con un uomo in più per l’espulsione di Vecino. Nel secondo tempo invece subisce la rimonta di un Inter veemente che con un uomo in meno prima pareggia e poi va in vantaggio con un’autorete di Barzagli. Al minuto 87 tutto sembra finito, i bianconeri sembrano inermi di fronte all’avversario e con lo scudetto già in viaggio verso Napoli. Invece accade l’ennesimo colpo di scena di una stagione assurda, incredibile. Un micidiale uno-due con Cuadrado che trova una miracolosa deviazione dal fondo e una punizione scodellata in area per la zuccata vincente di Higuain che insacca la rete del 3-2 che scatena la gioia della squadra e di tutti i tifosi. In 3 minuti quello che sembrava perso torna clamorosamente in mano al nostro destino.
In albergo i napoletani che assistono alla partita accusano il colpo, ed il giorno successivo subiscono una tripletta da Simeone a Firenze per un tracollo inaspettato nelle proporzioni (3-0).
Alla penultima giornata un gol su rigore del Bologna a Torino fa riaffiorare qualche fantasma e rispolverare qualche tabella scudetto da ricalcolare prima della rimonta nella ripresa grazie ad uno scatenato Douglas Costa, vero mattatore di questi ultimi mesi. Il 3-1 finale suggella anche se non matematicamente la conquista del titolo, grazie anche al pareggio interno del Napoli in casa contro il Torino.
A questo punto manca solo un punto per la matematica e forse nemmeno quello, visto che nel caso, ad arrivo a pari punti, conterà la differenza reti ampiamente a favore della juventus (+16).
Il punto che manca, per togliere ogni patema, i bianconeri vanno a prenderselo nell’ultima trasferta della stagione allìOlimpico di Roma, teatro 4 giorni prima della conquista della Coppa Italia. Una doppia festa romana che chiude un’altra, ennesima, stagione da record per questi ragazzi meravigliosi.
Sette campionati di fila, quattro Coppe Italia consecutive.
In attesa dell’ultima pagina del libro di questo campionato.
Da scrivere sabato, nell’ultima in casa contro il Verona.

Andiamo tutti a ringraziarli, questi giocatori.
Se lo meritano.