Lezione da imparare, per la Juve dei grandi appuntamenti

di Alexander Supertramp |

Ferrara 17 Marzo Ore 23:00 “Questa partita ci servirà da lezione!”

Max Allegri commenta così, dopo aver visto la sua squadra, piena zeppa di campioni, (la cui levatura si è mostrata ancora meglio in quest’ultima settimana), uscire con un solo punticino dallo stadio di Ferrara, contro gente che solo un anno fa giocava in tutt’altri contesti e contro tutt’altri avversari. Ed esattamente come a Ferrara la frenata arriva dopo un piccolo allungo in classica. Al tempo fu il recupero con l’Atalanta a darci il margine poi subito vanificato.

Ma ancora una volta la lezione non è stata imparata, questo tipo di partite proprio non sembrano riuscire ad entrare nelle corde bianconere. Quelle partite in cui si sa, devi riuscire ad infilare il massimo della tensione nervosa e della concentrazione. Devi riuscire a sbloccare il risultato e poi dare il colpo definitivo, perché solo allora possono trasformarsi in un compito agevole. Prima la buccia di banana è sempre lì, nelle speranze della tua rivale per il campionato, e nella squadra avversaria, che quando affronta la Juventus si trova sempre in una sua piccola finale di Champions. E può manifestarsi sempre in mille modi diversi. Questa volta si compie nella quasi miracolosa rovesciata di Simy, di fronte ad un attonito e spaesato Benatia.

Ancora una volta assistiamo ad una prestazione opaca contro avversari di livello nettamente inferiore, giocatori spenti, manovra lenta, e pericoli verso la porta di Cordaz vicini allo zero.

Emblematico fino al gol di Alex Sandro, abbastanza casuale ed episodico e non frutto di una vera e costante pressione, il giro palla lentissimo e banale sulla linea difensiva. Nessuno dei due centrali prova a velocizzare, a cercare imbucate centrali, ma si continua con un ritmo ed una banalità di manovra inaccettabile, se ti chaimi Juventus e giochi nella Juventus.

La Juve però ha i campioni, ed è così che il più delle volte risolve tali situazioni. Beh, dei quattro giocatori offensivi, l’unico in partita sembra Douglas Costa. Dybala sembra nuovamente ed inspiegabilmente precipitato in un vortice deprimente, Gonzalo prova a darsi da fare, ma anche lui come non così raramente gli capita, è troppo ordinario, nelle giocate e nella cattiveria.

L’unico binario che sembra funzionare, seppur ad intermittenza è quello brasiliano. Douglas Costa inizia la partita da destra, ma ben presto verrà spostato sul binario di Alex Sandro, e da un suo solito cross con il pennello arriva l’uno a zero.

Qui la Juventus sembra credere come al solito di poter fare ciò che vuole. Giocare con il cronometro, con il Crotone… e forse con lo stesso campionato.

In mediana la vena di Marchisio sembra davvero da sottoporre ad analisti scientifici. La prestazione di Claudio è ancora una volta molto, molto incolore.

L’ingresso di Bentancur al suo posto, seppur autore di una bellissima azione personale che porta alla più nitida palla gol della partita, e cmq di un impatto che segna un innalzamento dei ritmi generali, è anche caratterizzato da tanta, tanta confusione. Probabilmente anche dettata dalla moria di movimenti offensivi della squadra. Ma certo, il giovane uruguayano deve anche riuscire ad essere più ordinato in simili situazioni. Ma sicuramente non è a lui a cui si possono ascrivere colpe.

Il brutto passo falso è ascrivibile, a tutta la squadra, a tutti i giocatori, e per questo in primis ad Allegri, che per l’ennesima volta non riesce a trovare la chiave emotiva giusta per motivare il suo 11 in questo tipo di partite. Pure la difesa, sin dall’inizio non ha dato sensazioni di solidità, oltre alla già citata assenza di fosforo in impostazione. Benatia e Rugani compiono tanti piccoli errori, che sommati tutti insieme danno il quadro esatto della serata bianconera.

Ora la partita con il Napoli, cambia ancora una volta valenza. Se Domenica sembrava diventata quasi un’occasione di Match ball, ora siamo tornati indietro di diversi turni. Tipo una mano sfortunata di Monopoli.

A questo punto servirà davvero la solita Juventus dei grandi appuntamenti, per non far diventare questo campionato una centrifuga di emozioni nelle sue ultime giornate finali. Le centrifughe esattamente come le ruote della fortuna pescano spesso a casaccio… e non dobbiamo davvero farsi trascinare in tale soluzione finale.