L’evo Cristiano

di Giacomo Scutiero |

 

Quante volte leggiamo e sentiamo “Ha vinto da solo”? Tante, troppe. La scorsa stagione del Real Madrid è stata complessa rispetto all’attuale; sembra una bestemmia, ricordando chi ha alzato la coppa più importante. Eppure l’esonero di Benitez, i guai di Benzema e il tuffo di Zidane non sono stati esattamente la prassi.

La Casablanca comunque non aveva perduto la eccezionale routine di gol (110 in Liga) e di tiri in porta (più di tutti nei cinque campionati). Perché parliamo del 2016? Perché, benché possa capitare qualche malessere, non è detto coinvolga tutti. Cristiano Ronaldo, il miglior giocatore di questa calcio-era insieme a Messi, ha compiuto 32 anni e non li sente. È divertente rileggere quel che in Spagna scrissero di lui prima della euro-finale contro l’Atletico: “Mai poco decisivo come quest’anno”, “Record-man di egoismo”, “Coglione” (ma queste sono opinioni di “pelle” e finché c’è libertà di espressione…).

 

BENÍTEZ E L’EGOISMO
Quando viene citato mister Rafa, a Madrid sorridono pochino. Tra i pochi che non borbottano, c’è CR7 stesso: allenato dallo spagnolo, il suo calcio si è sviluppato; sempre meno campo largo e sempre più porzione centrale, sempre meno fianco e sempre più faccia.
È necessario annoiare qualche secondo con un po’ di numeri per dare la dimensione. Stiamo parlando del miglior tiratore dei cinque tornei dal 2010, sette anni: la sua cifra in rapporto al match singolo è in calo, ma conta che è ancora la migliore. A 25 anni calciava in area di rigore il 48% delle volte, a 29 anni per il 59%; in breve si può dire che l’efficienza cresce con l’invecchiamento, ma tocca spiegare la cosa. Nello stesso quadriennio, ha ridotto la distanza media tiro-porta: la probabilità di calciare fuori lo specchio è scesa.
Cristiano pensa solo a gonfiare la rete e guarda mai il compagno? È una percezione distorta dal palese scarto gol-assist: la media dei secondi nell’ultimo lustro è 12, i primi sono mai sotto i 40. E, come detto, il fatto che giochi sempre meno decentrato non fa che distanziare le “stats”.

 

 

 

CHANGING HIMSELF, CHANGING WORLD

Quando si tenta di trovare un terzo calciatore oggi al suo livello e a quello di Messi, l’unica risposta sensata è “Il Cristiano di poco tempo fa”. Da migliore ala a miglior “9”. Non c’è evidente percezione che il ragazzo stia rallentando, che abbia più difficoltà nello scavalcare avversari in movimento; tuttavia, è esistito un Cristiano più sconvolgente. Ha acquisito negli anni una forza fisica mischiata a una coordinazione senza chance di confronto. Ha riempito il contachilometri, ha innalzato al massimo la massa magra, ha ridotto al massimo possibile le distrazioni (anche le donne, sì, compatibilmente con l’essere uno dei ragazzi più piacenti e ricchi del mondo calcio).

Appena maggiorenne, Ferguson apprezza le sue qualità di inganno, di leggerezza e, purtroppo talvolta, anche di “specchio”. A 23 anni (ripeto, 23), comincia a comandare i campionati: 14 assist e 31 gol in Premier sono i suoi antipasti; con Tévez e Rooney, vince campionato e Champions e disegna giocate che fanno innamorare il Trafford.
Quando sbarca a Madrid, è già un terrore per gli altri palla al piede e un “criminale” quando calcia verso la porta; s’impossessa della zona sinistra (intesa non solo come corsia) e raggiunge la quota gol di tale Raul disputando dieci stagioni in meno dell’ex capitano. Sia Pellegrini che Mourinho gli consentono di fare quel che desidera, soprattutto in ampiezza, sia per generarsi e sia per assistere due meravigliose punte come Benzema ed Higuain (tacendo i sublimi “a tu per tu” con Özil).

La sua metamorfosi è raccontata anche da dribbling e tocchi dal 2010 ad oggi: prima oltre 5 a match, ora poco più di 3; dai 58 ai 47 ogni 90’. L’anagrafe c’entra senza dubbio: corre meno con palla tra i piedi, ha ridotto la copertura di campo di circa 150 metri a partita in sette stagioni; Isco, James e addirittura Modric corrono di più.
Molto diverso, molto efficace. Il Cristiano 2016/17 sarà quello con meno gol, meno assist e meno tiri in porta da quando gioca in Spagna. È un dato pesante, eppure continuiamo a parlare di un calciatore inumano. Colui che ha previsto quel che comporta compiere trent’anni, il picco della carriera e l’inizio della parabola discendente, realizzando anzitempo cosa avrebbe potuto mantenere e/o migliorare e cosa non avrebbe più potuto eseguire. Non è insensatamente estremo dire che l’atleta del pallone più adattivo degli ultimi dieci anni.

 

 

 

ROBOT
Non è una critica negativa, ma un fatto: oggi Cristiano bisogna di Bale e Benzema più di quanto appare. A priori dall’impressione degli score ineguagliabili, la quantità di intermittenze che Ronaldo presenta oggigiorno si era mai vista. La cosa si è acuita dopo lo sbarco del gallese, specie quando quando entrambi hanno giocato larghi in partenza e stringenti in divenire; quel Benitez accentrava Bale e rendeva Cristiano il miglior “senza palla” del pianeta. Assurdo, vero? Il padrone del pallone con Messi che impara a fare a meno di esso e al contempo scrive record su record di segnature.
CR7 è finito accostato al campione del tennis Nadal: “Quando calerà la loro forza fisica e i loro movimenti saranno quelli di un normotipo…”. A quanto pare, se la previsione è giusta, non è ancora tempo.

Quel che abbiamo visto fare ad Ibrahimovic, quattro anni in più, lascia pensare che linea della vita del ragazzo sia lunga. Anche la sorte è dalla sua parte: ha giocato sempre, davvero sempre, per dieci anni, centinaia di match senza alcuna lesione importante. Anche questo è un record, da aggiungere alla personale inesauribile sfilza.

 


● 1° per gol stagionali allo United, 42; meglio di Best, 33
● Unico dei cinque campionati: per cinque stagioni 50+ gol
● 1° a raggiungere 100 gol in un campionato europeo
● 1° a fare gol contro tutte le avversarie del campionato
● 1° a raggiungere 200 gol in Liga
● Unico a realizzare 23 triplette in Liga e 8 triplette in una stagione
● 1° per gol in singola Champions, 17
● 1° per per gol in Champions (104), 1° per assist in Champions (31)
● 96 dei 199 club che hanno disputato la Champions hanno realizzato meno gol di lui
● 2° trasferimento più costoso della storia dopo Bale

 

 

(Immagine copertina: illustrazione di BoeingVisualArts)