Letterina a Babbo Mercato

di Alessio Lavino |

Caro Babbo Mercato,

anche quest’anno sei arrivato, in ritardo sì, ma io sono contento lo stesso perché quando arriva il periodo del Mercato posso esprimere tutti i miei desideri, posso sognare e giocare con te. Lo so lo so, l’anno appena passato non è stato certo uno dei più felici per tanti e tanti motivi, e io, caro Babbo Mercato, devo innanzitutto chiederti scusa.

Ti chiedo scusa perché:

  1. Il giocattolo nuovo che ti chiedevo da anni, alla fine, me l’avevi anche portato la scorsa estate. Io ero tutto contento all’inizio: “Ah, finalmente un giocattolo che mi fa divertire. Che noia quello che avevo prima!”. All’inizio l’ho anche apprezzato molto, devo essere sincero, era la cosa che desideravo di più al mondo, pofferbacco, tutta quella bellezza insieme! Poi, però, qualche ingranaggio deve essersi rotto, e anziché cercare di aggiustarlo, l’ho messo subito da parte. Non mi piaceva più. Me la prendevo con lui per tutto, non mi divertivo più, e dicevo tra me e me: “Aspetta Gaetano, aspetta, vedrai che si aggiusterà da solo.” Ma anche i miei amici, anche quelli che l’avevano voluto più fortemente di me, alla fine si sono stancati e l’hanno messo da parte.
  2. Ti chiedo scusa perché è già da un paio di anni che ho un giocattolo di fama mondiale, forse il giocattolo più forte al mondo, ma riesco a trovare sempre e solo problemi pure con lui. A volte mi sembra troppo egoista, a volte credo che non corra e si sacrifichi per gli altri, altre ancora dico che sia addirittura un problema. “Un problema!?”, dirai tu, “Ma come, il giocattolo più bello e forte al mondo, ora che ce l’hai non ti piace più?”. Eh sì, caro Babbo Mercato, noi bambini bianconeri siamo fatti così. Vogliamo i giocattoli che non abbiamo, ma quando ce li porti, poi, non ce li facciamo piacere più.
  3. Ti chiedo ancora scusa perché è da nove anni che vivo una vita felice e piena di gioie, ma trovo sempre il modo per lamentarmi di qualcosa o di qualcuno.

Caro Babbo Mercato, quest’anno hai iniziato a lavorare molto presto e mi hai già portato dei doni. Il primo di questi, devo dire la verità, è stato del tutto inaspettato e ancora non so davvero cosa farne, non so proprio come giocarci! Ma è così bello e inatteso, che mi faccio prendere da un entusiasmo irrazionale e sono comunque contento, anche se non ho ancora la più pallida idea di come si muoverà.

Poi mi hai portato altri due giocattoli con grande anticipo, molto preziosi anche loro e molto costosi, prima ancora che il periodo Mercatizio iniziasse. Ma caro Babbo Mercato, io sono un bambino complicato, se me li porti troppo presto non li apprezzo mica così tanto! Quasi mi dimentico della loro esistenza. E allora mi chiudo nella mia cameretta, mi deprimo, piango e penso che alla fine anche quest’anno troverò il modo per lamentarmi ed essere eternamente insoddisfatto.

Caro Babbo Mercato, ho tanti giocattoli vecchi e pesanti che non trovano più posto nella mia cameretta e non so proprio come disfarmene. Aiutami tu, per favore, a trovare un modo per darli via, magari a qualche mio cuginetto italiano che ogni anno ha mille e più motivi per essere triste e depresso (ma io a questo non ci penso mica). O forse, perché no, a qualche amichetto straniero. Scegli un po’ tu, ma sappi che alla fine, mi stanco molto facilmente dei giocattoli che ho e rimpiango quasi sempre quelli che ho dato via negli anni.

Allora, come ultima richiesta di quest’anno, ti imploro e ti prego a mani giunte affinché tu possa portarmi il dono di apprezzare quello che ho, ora, adesso, in questo minuto. Caro Babbo Mercato, lo so che hai appena iniziato ufficialmente a lavorare, ma che sei già tanto tanto stanco di sentire tutte le lagne e i piagnistei di noi bambini viziati. Ti chiedo solo un po’ di pazienza in più, e per il nuovo giocattolo, fai un po’ tu, tanto alla fine mi lamenterò comunque, e ti chiedo già scusa in anticipo per questo!

Ti voglio bene Babbo M.,

Gaetano, il bambino insoddisfatto


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