Lettera aperta a Massimiliano Allegri

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Caro Massimiliano

Ti do del “tu” perché siamo quasi coetanei e perché ormai, dopo quasi quattro anni, per me sei uno di famiglia, quasi un cugino.

Appena sei arrivato in quel giorno di luglio del 2014 ero davvero molto perplesso. Del  resto venivamo da un triennio da sogno, con Antonio Conte che era riuscito a restituirci quell’orgoglio juventino che credevamo aver smarrito, con quel gioco asfissiante che spesso costringeva gli avversari a rintanarsi nella propria metà campo per lunghi minuti, senza poter respirare. Inoltre i tuoi ultimi anni al Milan erano stati tutt’altro che esaltanti.

Devo dire che non ci ho messo molto a ricredermi. Il gioco ed il carattere di Antonio Conte erano al tempo stesso il suo pregio ma anche il suo maggior limite.  Penso, un po’ romanticamente, che forse quelle sue dimissioni siano state un ultimo atto di amore verso la Juventus. Un altro anno su quei ritmi forsennati la squadra non li avrebbe potuti più reggere. Tu invece sei riuscito a portare la calma (la proverbiale halma), l’ironia nelle conferenze stampa ed in poco tempo ci siamo trovati dalla bettola turca del Galatasaray  (dove l’allenatore, seguendo gli insegnamenti di sportività ricevuti all’Inter aveva arato la zona di attacco della Juve) ai ristoranti stellati di Manchester e Madrid, dove abbiamo pasteggiato a champagne e caviale e pagato da bere a tutti con l’American Express Gold.

Sono stati quattro anni davvero fantastici. Ad iniziare dalla Coppa Italia che abbiamo rivinto dopo 20 anni, considerata alla stregua della Champions. Proseguendo con il campionato 2015/16 iniziato con 12 punti di svantaggio e vinto e finito con 9 punti (NOVE!) di vantaggio sul Napoli. E finendo con le due finali di Champions League, dove abbiamo perso ma non abbiamo davvero sfigurato.

Il capolavoro lo hai fatto mercoledì scorso. La partita perfetta. Poche volte ho avuto una sensazione del genere guardando una partita della mia squadra del cuore. Forse la paragonerei solo alla finale di coppa del mondo di Spagna 1982, dove piano piano le cose sono andate al posto giusto. I tre gol segnati nei momenti topici, senza rischiare tantissimo. A pensarci bene lo stadio era lo stesso ed anche il risultato alla fine è stato identico. Purtroppo non è servito a qualificarci, ma forse è servito a far capire che ci siamo anche noi ora, finalmente.

Sento dire che a fine stagione forse lascerai la Juventus. Immagino che le decisioni siano state già prese, di certo non sei il tipo da lasciarci a metà luglio.

Massimiliano spero tanto che alla fine deciderai di rimanere. Sono sicuro che ci toglieremo insieme ancora un sacco di soddisfazioni. Già oggi, sei uno dei tre allenatori più vincenti della nostra storia. E se Giovanni Trapattoni è di fatto irraggiungibile (tutte le coppe europee in bacheca in 7-8 anni), Marcello Lippi è davvero a portata di mano.

Massimiliano, resta con noi e vinciamola insieme questa Coppa con le orecchie.

 

Vincenzo Spadola

@vincenzospadola