Lettera aperta a Hernanes

di Simone Navarra |

Caro Hernanes, questa lettera spero arrivi in tempo per la partita di Coppa perché allora avrebbe un senso. Altrimenti resta un messaggio in bottiglia, perso nel mare di cose che si dicono e poi non si fanno. Spero che tu invece abbia modo di apprezzare, capire. Perché ci sono tifosi della Juventus a cui tu, con la tua faccia da profeta un po’ preso in giro quando va al liceo, ispiri fiducia, considerazione, senso e rilascio di gioco. La cronaca ricorda che sei arrivato alla fine di un mercato che aveva promesso altro e che poi si riversò su alcuni nomi. Il passo successivo è conosciuto, potevi e avresti potuto. Sei rimasto un po’ sulla carta, nel progetto della direzione tecnica e della società che ha pagato e pagato. I dati di fatto sono tutti qui. Insieme con la carta che t’avrebbe portato a Genoa alcune settimane fa. Poi un russo, un ceko, uno qualunque con il laccio del guinzaglio non ha lasciato andare il ragazzo belga con gli occhi belli e così sei rimasto tu, il brasiliano che quando è felice e segna fa le capriole per aria che sembrano salti mortali.

Dall’Inter in molti speravano che non arrivassero giocatori. Non bisogna fare affari con chi ha rubato in casa tua, è la loro legge. Poi però sopraggiunge la logica, la convenienza, il desiderio di prendere Guarin e regalarlo a Conte che chissà cosa ci voleva fare. Hernanes è invece l’odierno con un sapore conosciuto e stanco, come quella minestra della nonna, salubre ma troppo legata al ricordo di malattie e dottori, influenze e dolori. Hernanes è la proposta, il dialogo tra uno schema che zoppicca ed una squadra a cui è stata data una anima di poco più che vent’anni e che si chiama Dybala. E’ il ragazzo argentino la nuova scommessa. Ad Hernanes, come ad altri, spetta il ruolo del comprimario con i piedi buoni, del pedalatore intelligente che fa correre la palla e dispensa consigli nella zona nevralgica. La promozione in Coppa è allora per Hernanes il riconoscimento di un valore, di una buona media voto, di una impressione.

E’ quella memoria insieme con l’osservazione della rosa, dei trenta che non sono trenta, ad aver imposto il nome di Hernanes al posto di quello di qualche altro. I bene informati, e sono tanti nel pallone, urlano a Lichtsteiner. Lo svizzero però è un difensore, un esterno di quelli con polmoni e muscoli. I piedi del brasiliano a centrocampo sono stati contati. Giusto. Davanti ai croati dello Zagabria devono iniziare a pesare, a giocare secondo l’anima e non correndo a vuoto. Speriamo. Insieme con la sapienza di Allegri sono le speranze di questo autunno che ha il tono dell’estate. Le ragioni dell’ottimismo ci sono tutte. Witsel è lontano e prigioniero. Matuidi e Thielemans ingrigiscono in panchina. Insieme con Isco e il mai nominato Barkley. Hernanes ha l’occasione. Hernanes ne avrà di altre? Ma quella di Coppa è sempre la migliore. Allora l’augurio non può essere che quello di far capriole e rotolare come ti pare. Basta che lo fai verso l’alto, il successo, la vittoria.