Lettera aperta ai ragazzi (con un dolore pazzesco dentro)

di Simone Navarra |

Cari ragazzi, cari giocatori della Juventus, non vi fate distrarre, convincere, siete sempre dei bravissimi figli e campioni anche solo perché indossate quella maglia bianconera. State tranquilli. Il nostro amore per voi non cambia. Le partite come quella con il Bayern sono accidenti della vita, disastri, incidenti, simili a malattie, ferite che passano. L’importante, adesso, è non pensare alle vacanze, agli Europei che verranno, alla ragazza che dice di voler il mare andando a Madrid. Cari amici dei nostri desideri più giovani e belli, vi prego restate sereni. La partita con i tedeschi non ha detto niente. Solo che a volte qualche sostituzione si può sbagliare, che c’è bisogno di fare legna in mezzo al campo e che quando l’avversario in ginocchio bisogna giustiziarlo, senza pietà. Le squadre di Guardiola sono così. Lo sono sempre state. Fantasiose e lineari in attacco, come un Zeman qualunque. Spietate e semplici in retrovia, come insegna l’esempio di Capello che a quel Barcellona di Cruyff gli ha menato quando contava.
Cari ragazzi nella maglia di Scirea e Charles, siate buoni. Mangiate bene, andate a dormire presto e allenatevi il giusto. State sereni. Vi vogliamo dolci. E’ la cosa più bella. La bontà vince sempre. La curva, il lato arrotondato, è quello imparabile. Voi rappresentate una luce in fondo al tunnel. Non vi dividete. Fate una promessa dentro lo spogliatoio e la prossima volta spaccherete tutto. Potete scegliere contratti migliori o farvi abbindolare da un ottavo di finale giocato in casa, come un Vidal qualunque, ma potete fare meglio. Scvrivere la storia, si dice. Ecco la prossima volta potete fare così. Dare un senso alle cose, al mondo che viene e va. Manca solo un creatore di gioco che sappia dialogare. Quando quel buon Marotta, con i suoi modi da farmacista gentile, ce lo regalerà dicendo che dobbiamo aspettare un po’ per vederlo crescere si potrà cominciare a sognare.