Lettera aperta ai miei compagni juventini

di Gianlorenzo Muraca |

Cari Juventini,

in questi nove anni (o, meglio, 3155 giorni) dovreste aver ormai imparato bene le regole del gioco. Quando la Juve vince, senza se e senza ma, il calcio scompare e lascia il posto a veleni e movioloni interminabili come quello a cui abbiamo assistito durante la sesta giornata, culminato nella surreale apparizione di Rizzoli al Club di Sky per chiarire l’errore subito dall’Inter nella gara casalinga con il Parma, solo il più recente di una infinita serie di weekend in cui il campo viene messo da parte. Quando la Juve vince, c’è sempre spazio per parlare di altro e quand’anche non vi sia e non si riesce a trovarlo, si minimizzano i successi con banale retorica (“era la favorita”, “ha fatto il suo dovere”, “l’obiettivo era la Champions” e così via).

La musica cambia radicalmente nelle rare occasioni in cui la Juve perde, specie se perde male, specie se subendo torti macroscopici e specie se, contestualmente, gli altri vincono. Ecco, allora, che il calcio torna sulle bocche e sulle penne dei cronisti e alle moviole viene riservato il tempo e lo spazio che meriterebbero sempre, pochi secondi in tv, poche righe sui giornali.

Il racconto del calcio in Italia è questo e non cambierà mai, lo sappiamo. Quanto accaduto nell’ultimo turno prefestivo non ha nulla di anomalo, né di sorprendente, se non una sonora sconfitta casalinga a cui certamente non si può esser preparati. Tutto il resto è storia vecchia, trita e ritrita, vista e rivista. Chi si aspettava che i giornalisti avrebbero speso fiumi di inchiostro e di parole per segnalare l’assurdità della pubblicazione di una sentenza a due ore di distanza da una gara, che ha costretto un club a rettificare la lista dei convocati a pochi minuti dal riscaldamento, probabilmente in questi anni ha guardato troppa Premier League.

A chi credeva che il povero La Penna venisse messo alla berlina per gli errori commessi o a chi si illudeva che venissero illustrate le differenze tra l’intervento di Cuadrado su Castrovilli, giustamente sanzionato, e quello che lo stesso Cuadrado subì da De Roon una settimana prima, suggerisco un ripasso della recente storia calcistica italiana, troverà lì risposta a ogni dubbio.

Tifare Juve significa anche accettare tutto questo, non con rassegnazione, ma con consapevolezza.

La sconfitta brucia, la classifica non sorride e le cose che non vanno sono tante, ma abbiamo vissuto momenti peggiori. Non dimenticate che noi siamo la gente della Juve, sappiamo gioire, sappiamo soffrire, sappiamo stringere i denti e, soprattutto, sappiamo vincere.

Non indigniamoci, dunque, restiamo sereni. Non dividiamoci in correnti o fazioni, restiamo uniti.

Costituire un fronte unico è la sola arma che abbiamo per combattere. Non sprechiamola.

Buon Natale e buone feste, forza Juve sempre.


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