Una possibile lettera di Allegri agli scienziati

di Giacomo Scutiero |

Quando guardo le piccole cose, dentro vedo la bellezza. Soprattutto questo rende impossibile la mia infelicità: è tutto vero, è tutto semplice, viene tutto da dentro e la finzione non esiste. Posso definirmi un ingegnere bischero. Di fronte a me, vedo molti scienziati che sognano di descrivere l’esistenza; io provo a creare ciò che manca. Come tanti colleghi, eh, non sono mica il solo! Colleghi, ho detto.

 

Ultimamente mi hanno dato addirittura del lassista…Premesso che manco sapevo cosa volesse dire, ora posso rispondere: no, guardate che io studio, calcolo e sto sul pezzo, eccome! Ora faccio la parte dell’arrogante? Se io sono tale, tocca dare la scorta al 99% degli inviati alle partite del campionato!
So quel che faccio, sono conscio di quanto e di come lavoro. A volte non riesco a non perculare chi mi fa domande avulse dalla liscia realtà. Non sono giornalisti, ma interpretano il ruolo; conoscono il calcio perché l’hanno vissuto decenni e, forse proprio per questo, si ergono ad eruditi di una materia che non vive di corollari.

Penso che questa sia la mia stagione più nervosa. Non sempre sobrio, non sempre genuino, un po’ teso e polemico; credo di aver realizzato quanto valgo, credo di aver fatto rosicare gli altri per le molte vittorie dell’inerzia sulla strategia. Non rivendico, ma ricordo loro questo: se la scienza si mette a parlare di robe extra-scienza, diventa un bar qualunque.
Che gusto c’è nel complicare e nel far comprendere a pochi? Sì al semplice, No al semplicistico. Non vorrei passasse il messaggio sbagliato, eh.

 

Bisogna lavorare assai per semplificare, bisogna parlare assai per complicare; indovinate, fa più audience la prima o la seconda cosa? Cosa è la creatività? Il caos ordinato solo per chi lo crea o la linea dritta che tiro io? Mi compiaccio dell’essenziale. Il dettaglio è incluso nel lavoro, dopodiché dettagliare è sprecare tempo e fiato.
Voi altri siete pieni di roba…La padroneggiate tutta? La digerite poi? Mi pare tutto un casino, ma mi fido di voi se dite di essere sereni e leggeri. Cosa ci fate con tutte quelle valigie? Che viaggio state facendo? Quali aspettative avete? Avete in mente di aggiungere ancora o pensate che sia ora di sottrarre qualcosina?

Non sono arrogante, ho detto. Però non mi fa paura niente, perché prima o poi si mette a posto tutto. Hai voglia a cambiare il calcio…Sempre un campo con due porte e due squadre rimane.
Comunque, sappiate che mi diverto ancora. Avrei già smesso altrimenti, perché odio la monotonia. Vincere lo scudetto con largo anticipo…Bello, ma insomma…All’ultimo è più ganzo.

 

Vi aspetto tutti, perché so lo rifarete. Ancora e ancora.
E no, avete capito poco: la persona con cui ho discusso dopo Juve-Milan non è il primo soggetto del contendere. Anzi, lui è più molto più lucido di voi.