Leonardo Bonucci, solo l’ultimo dei capri espiatori

di Alexander Supertramp |

Si è aperto il caso Bonucci, così, improvvisamente, nella tifoseria bianconera.

A sentire i tifosi oggi, post Lione, è proprio lui il maggiore bersaglio di critiche, più e meno pesanti. Si parte da quelle tecniche.

<<Uno dei motivi per cui la Juventus gioca male e non riesce ad esprimere i concetti Sarriani, difesa alta e riconquista rapida, è Bonucci. >>

<<Non difende mai in avanti, si abbassa sempre, lo fa apposta (estremizza qualcuno)…ormai gioca contro>>

A guardarla bene sinceramente sembra l’ennesima grossa bufala letta in questi mesi, sulle cause del mancato gioco della squadra.

In primis fu Khedira, la causa di tutti i mali.

<<Non corre, non copre, giochiamo in 10, con qualsiasi centrocampista normodotato questa squadra decolla, vedresti. >>

Poi Khedira non c’è più, e la squadra continua a faticare, con Emre Can si vede addirittura di peggio.

Ma il male questa volta viene individuato in Matuidi.

<<Matuidi Matuidi, come si può giocare bene a calcio con dei piedi in quel modo in mezzo al campo? Come si può fare il gioco di Sarri, la classica fitta rete di passaggi con uno come il francese?… Deve essere inserito Bentancur!…>>

Arriva anche l’ora dell’Uruguagio, ma la Juventus continua ad essere tremendamente incostante, nel medio periodo e nelle partite stesse. Parma, Napoli, Verona, due volte la Lazio… gli interpreti sono diversi, ma il ritmo della squadra di Sarri è sempre lo stesso. Compassato, sterile ed aperto oltretutto al fianco delle ripartenze. Esattamente come con il Lione.

A finire sul mirino poi è il turno di Pjanic: <<sta lì il problema, è lento, superficiale, privo di idee… >>

Questa volta invece è il turno di Bonucci.

Ma analizziamola la stagione di Bonucci. La difesa della Juventus quest’anno si è ritrovata a dover fronteggiare due crociati nel reparto e l’ingresso di un esordiente com De Ligt. Bonucci ha rappresentato l’ancora fissa a cui affidarsi, lo si è visto maturare di responsabilità e carisma per lunghi tratti di stagione. Tante sono state le partite ottime del centrale Viterbese. Per chi inoltre può ammirarlo dallo stadio, dal vivo, avrà potuto notare che Leonardo quest’anno ha rappresentato anche un perno ed una vera e propria guida. Un continuo richiamare De Ligt, spronarlo, caricarlo, guidarlo e coprirlo anche in molte occasioni, quando l’Olandese ha attraversato un momento di scarsa forma, finendo anche in panchina.

Individuare in Bonucci i problemi tattici principali della stagione bianconera, è cosa assolutamente inverosimile. E’ vero che i nostri difensori vengono da anni di difesa (in pratica tutta la carrieara) totalmente diversa, di posizione e istintivamente portata a scappare. Leo non è un difensore esattamente atto all’anticipo, ma sta cercando di cambiare con tutta la squadra, e trova le stesse identiche difficoltà che trovano i compagni, nell’interpretazione di una nuova idea di gioco. De ligt è senza dubbio più portato all’aggressione alta, ma sta anche nella differenzazione e complementarità dei due ruoli. Uno più di assalto alto, uno più a protezione sul lungo.

I problemi sono più generali e diffusi.

Giriamo la palla ad un ritmo lentissimo, non attacchiamo mai la profondità, non riusciamo a svolgere pressing compatto e ritmato, non abbiamo una strategia riconoscibile ed efficace, non abbiamo trame offensive preparate e ripetute (come da due anni)… il problema dell’aggressività in avanti di Bonucci è l’ultimo di una lunga serie di mancanze.

Veniamo ora all’aspetto mentale. Da sempre e da quasi tutti anche fino ad ora, viene riconosciuto in Leo un carattere carismatico, un Leader che in assenza di Chiellini può prendersi le responsabilità del gruppo. Adesso, vengono messe in discussione anche le sue doti emotive. In questa stagione Leo con l’assenza forzata di Giorgio è anche cresciuto invece sul piano mentale, prendendosi maggiori responsabilità sul campo, di guida e di sprone.

Fuori dal campo stanno facendo anche molto parlare due sue uscite di questo nefasto turno di Champions, secondo molti inappropriate e fuori luogo. Tanto da invocarne in qualcuno addirittura una punizione esemplare. La cronaca dice questo: nel riscaldamento Bonucci sembra accorgersi che qualcosa non va, e richiama in modo plateale Matuidi e Rugani ad un maggiore impegno, ad una maggiore intensità, a scaldarsi come se dovessero scendere in campo. Dunque, oggi siamo tutti incavolati neri perché la squadra a opinione generale è scesa in campo con le proverbiali ciabatte… e Leo, che aveva notato questo prima della partita ed aveva cercato di lanciare un segnale forte per svegliare la squadra viene additato di insubordinazione e tradimento?… Ricordiamo poi le parole di Sarri solo una settimana fa? “Ho bisogno che qualcuno mi aiuti…” Leo si è probabilmente e giustamente sentito chiamato in causa.

Viene fatto notare: <<Eh ma lo si fa nello spogliatoio, i panni sporchi si lavano al chiuso.>> Beh, si era in fase di riscaldamento, lo svolgimento dello stesso era proprio l’oggetto di mancata intensità, come poteva essere fatto al rientro negli spogliatoi?… avrebbe avuto senso?… (quando Ronaldo delegittimò Allegri addirittura facendo il verso della paura in pubblico in pochi si lamentarono però, in molti ne videro un grande leader)

Viene fatto notare ancora: <<Eh ma richiama gli altri in modo plateale e poi lui stesso è entrato in campo in modo molto superficiale. Predica bene e razzola male.>> Qui invece si entra in un giudizio molto soggettivo. Della partita di Bonucci si ricordano un paio di sbavature, una solo forse in verità. Quella in cui Pjanic fa un retropassaggio e lui rimane sorpreso, portando a termine comunque la chiusura. Stiamo parlando di un malinteso fra due giocatori, e vista la partita del bosniaco non mi risulta così impossibile da interpretare soprattutto in una sbavatura del centrocampista. Sullo specifico del gol francese non ha colpe, ha la sua marcatura e quella porta a termine. Nel match poi si vede un giocatore tra i pochissimi, se non l’unico, a cercare passaggi verticali e maggiormente risolutivi, nell’infinita piattezza di idee registrata al Parc Olympique. Ad un certo punto spazientito ha pure azzardato un dribbling al limite dell’area avversaria ed effettuato un assist con una sorta di scavino per Ronaldo, una delle nostre azioni più pericolose di tutta la partita. Anche le altre, se guardiamo bene, avviate sempre da un’imbucata del 19. Giudicare quindi come negativo l’approccio di Leo alla partita, ed il suo match in generale, mi appare alquanto pretestuoso.

Il vero errore di Leonardo della serata arriva appena terminato il match. Con ancora i fumi e la rabbia della sconfitta scolpiti sul volto. Il Giornalista chiede ovviamente lumi di quel siparietto nel riscaldamento, e qui Leo avrebbe dovute assolutamente glissare, un conto è richiamare un compagno, anche in pubblico se serve, un conto è spiattellare l’accaduto alla Stampa, che ovviamente non aspetta altro che qualche falla nel gruppo bianconero. Qui Bonucci ha tremendamente peccato si. Vogliamo inquisirlo per questo?…metterlo fuori rosa?… quali sarebbero questi grandi effetti benefici?… rischi davvero di sfaldare una squadra già alquanto povera di carisma e personalità.

A bene vedere, ed a ben leggere però, questo risentimento per il centrale bianconero ha radici ben più nel passato che nella stretta attualità. La verità è che molti non hanno mai perdonato la sua fuga al Milan due estati fa, ne tantomeno il suo ritorno come un figliol prodigo. Qui la vicenda è più complessa. Ogni tifoso ha una sorta di suo codice morale ed emozionale, vive il calcio e le sue dinamiche a modo proprio, è un giudizio soggettivo ed è giusto che rimanga tale. Molti continueranno a non vedere Leo di buon occhio, molti altri hanno superato questo fase e lo reputano ancora una pedina fondamentale, tecnica ed emotiva.

Ora però c’è solo da rimboccarsi le maniche, lasciar da parte i problemi singoli e ritrovare una squadra nella sua interezza, al momento purtroppo piena di incognite e difficoltà. Stesso percorso che dovrebbe fare anche la tifoseria. Almeno fino a quando la palla sarà in gioco. Dopo, e solo dopo potranno arrivare i processi e le sentenze di ognuno. Ora c’è solo da tifare.


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