L’ennesimo quotidiano teatro dell’assurdo antijuventino

di Andrea Mangia |

Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità“. Forse, purtroppo, ci sono àmbiti della nostra società ben più importanti del calcio, in cui questa controversa citazione potrebbe calzare a pennello, specialmente in tempi come questi. Eppure, quando di mezzo c’è la Vecchia Signora, questa beffarda verità potrebbe essere tranquillamente cucita sulle maglie della Juventus appena sotto al motto “vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”.

L’ultimo capitolo di questo infinito teatro dell’assurdo antijuventino va in scena attraverso un lungo post su Facebook di Arturo Diaconale, responsabile della comunicazione della Lazio, quello che appena qualche giorno fa aveva affermato, parafrasando… “Lotito non si farà fregare!” Da chi e perché non è dato sapere… salvo poi dover aggiungere che le sue esternazioni fossero esclusivamente personali e non in qualità di dipendente Lazio.

Questione rientrata quindi? Piccola uscita a vuoto? Macché…Diaconale non lascia ed anzi raddoppia, sempre a titolo personale, ci tiene a precisare (come se di mestiere facesse il pizzaiolo a Trastevere e le sue opinioni non fossero di alcuna rilevanza) ed attraverso la sua pagina social afferma -riassumendo- che Balotelli ha capito tutto…perché prima di fermare il campionato, era necessario che la Lazio non fosse più prima in classifica e che in vetta tornasse la Juventus. “Balotelli responsabile della comunicazione Lazio subito!“, verrebbe da dire, visto il livello.

Non bastasse come avvisaglia, caro Arturo, l’immediata presa di posizione della società Brescia la quale si è prontamente dissociata dalle parole di Balotelli, sarebbe di certo sufficiente concentrarsi su un dato, uno solo, incontrovertibile. Non c’era affatto bisogno di fermare il campionato “quando la Lazio non era più prima in classifica“, per il semplice motivo che, ad eccezione della prima giornata, in cui le squadre a quota 3 punti erano ben 8…la Lazio non è MAI stata prima in classifica!!

Certo ai tifosi Laziali (ed a tutti quelli di fede non bianconera), saranno piaciute moltissimo, nella surreale settimana pre Juve-Inter, le classifiche parziali nelle quali la Lazio era il primo nome riportato, partendo dall’alto, in quanto aveva potuto disputare e vincere Lazio-Bologna mentre altre partite erano state sospese.

Immagini “romantiche” a parte, credo che nessun essere umano dotato di raziocinio abbia mai potuto pensare che, tra le ipotesi al vaglio della Lega per l’assegnazione di questo ormai “inglorious” scudetto (comunque andrà a finire) potesse esserci la “cristallizzazione” di una classifica in cui le squadre non avessero giocato tutte lo stesso numero di partite.

Certo che no, tant’è che già prima del recupero Juventus-Inter, si era accennato ad un’ipotetica assegnazione dello scudetto alla prima classificata dell’ultima giornata COMPLETA (indizio: non era la Lazio) e già, puntualissime, avevano cominciato a serpeggiate le prime teorie del complotto.

Come commentare le parole di Diaconale? Forse in quella settimana di classifica “surreale” a qualcuno era balenata l’idea bizzarra e non più così “complottistica”, al più solo un po’ naif…di tenersi la classifica così com’era…
Forse si potrebbe ricordare al responsabile comunicazione della Lazio che nell’organigramma della Lega Serie A non compare nessun individuo riconducibile alla Juventus, mentre l’uomo di gran lunga più influente appare proprio essere Claudio Lotito

Sarà forse, quella di Diaconale, una “mossa Kansas City” in piena regola, in cui l’attenzione viene spostata sui soliti noti (sai che novità) per fare clamore e creare preventiva indignazione, mentre la Lazio cerca di trarre il massimo possibile da questa situazione, aizzando l’opinione pubblica contro l’ipotesi di un’ingiusta, a prescindere, assegnazione del titolo alla Juventus, come suggerito tra l’altro dal recente parere della UEFA? (UEFA, ECA, Agnelli… sempre loro).

Troppi complotti. Non è il nostro pane… La nostra moneta sono da sempre i fatti.

Ma a proposito di complotti… permettetemi una piccola “provocazione”…

Ipotesi naif a parte, dopo i deliri di “nuova Calciopoli” per il rinvio di Juventus-Inter, dopo aver volutamente ignorato i fatti, ovverosia che il presidente Agnelli già ad inizio della settimana di Juve-Inter, in un’intervista radiofonica si era detto disponibile a “qualsiasi decisione presa dalle autorità competenti” e che tale versione non è mai più cambiata, dopo che l’Inter ha cambiato opinione 8 volte in 3 giorni accusando tutto e tutti, dopo che la partita è stata spostata di una settimana, dopo che Handanovic ha potuto difendere i pali nerazzurri e dopo che i tifosi della Juventus non hanno potuto riversare, allo Stadium, le proprie “frustrazioni” verso l’allenatore dell’Inter (e magari anche verso il D.G.)…ebbene, in mezzo a questo caos…chi aveva maggior interesse affinché Juve-Inter si giocasse? Forse proprio la Lazio?

Dopotutto i biancocelesti, con 2 risultati su 3, sarebbero sì stati, per la PRIMA volta, solitari in testa alla classifica…

Vuoi vedere che, a quel punto, l’idea di cristallizzare la classifica, di smetterla di contare i giorni prima della ripresa del campionato, di mettere davvero da parte gli interessi personali per il bene superiore della salute pubblica, di premiare gli sforzi ed i meriti di una squadra che comunque ha primeggiato nei 2/3 della stagione, sarebbe tornata prepotentemente in auge, richiamando magari anche il senso di responsabilità che in tutti noi deve riemergere, in un momento in cui il calcio passa in secondo piano?

“Ce lo chiede la UEFA” (l’Europa), non sarebbe suonato tremendamente familiare, a quel punto?

Non è che, in definitiva, l’indecisione che regna sovrana in Lega, con proposte più o meno credibili/realizzabili, sia invece proprio frutto dell’idea che, comunque vada, lo scudetto alla Juventus sia veramente l’ultimissima ipotesi tenuta in considerazione, alla quale opporsi ad ogni costo, fino a quando non si avrà più un briciolo di energia in corpo o fino a quando non si potrà far altro che arrendersi ad un destino ineluttabile?

E se, alla fine, dovesse proprio essere così? Tranquilli, rimane sempre la carta del “complotto” da giocare.


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