Lemina, lotta e governo: le statistiche

di Alex Campanelli |

La dicitura “centrocampista di lotta e di governo” per indicare un giocatore abile sia a contrastare che a giocare il pallone è decisamente abusata, ma dipinge molto bene il Lemina visto in campo oggi pomeriggio nel Derby della Mole. Certo, il giovane proveniente dal Marsiglia deve ancora migliorare in alcuni fondamentali e tende a sganciarsi molto, troppo per  il ruolo delicato che occupa, ma le statistiche della sua gara indicano che il materiale su cui Allegri può lavorare è davvero di pregevole qualità.

Senz’altro da lodare è la gestione della palla e la partecipazione al gioco del ragazzo francese: Lemina è stato il bianconero ad aver passato più palloni (53) dopo Rugani e il migliore per percentuale di appoggi riusciti insieme al subentrato Morata, 89% con 47 passaggi completati. Con 66 possessi Mario è inoltre il terzo bianconero per palloni giocati, dietro a Pogba e ancora al sorprendente Rugani. Numeri che evidenziano bene la personalità di un ragazzo che, nell’interpretare un ruolo delicato quale quello del mediano davanti alla difesa, non gioca a nascondersi ma cerca sempre di farsi trovare libero dai compagni e giocare il pallone in ampiezza o in avanti, come testimoniato dal solo 17% relativo ai passaggi all’indietro.

Di lotta e di governo, dicevamo. 3 contrasti vinti su 3, 3 interventi riusciti in tackle su 5 effettuati (juventino con più tackle tentati), 7 duelli vinti sugli 11 totali; quando c’è da contrastare Lemina è il primo a farsi sotto e spesso ne esce vincitore. Quasi impeccabile dal punto di vista disciplinare (3 falli subiti e uno fatto), Lemina è stato efficace sia nel recupero della sfera (4 palloni recuperati) che nella lettura delle giocate avversarie, il miglior bianconero con Rugani grazie ai suoi 5 intercetti.

Lemina occupa lo stesso ruolo di Marchisio ed Hernanes, ma ha caratteristiche molto diverse da entrambi che lo rendono comunque efficace in questa posizione; rispetto a Marchisio ed ha sicuramente meno tecnica nel lancio e ovviamente meno freddezza nel far girare la sfera, mentre con un po’ di rodaggio può raggiungere l’efficacia del numero 8 in fase di recupero palla, fondamentale che gli riesce già molto bene. Paragonato al brasiliano, Mario vince per dinamicità, forza nei contrasti e “presenza” nel gioco bianconero, mentre è meno portato a cercare il dribbling nell’uno contro uno (il gol con l’Atalanta è una piacevole variazione sul tema) e al cambio di gioco. Un giocatore “nuovo” dunque, differente dagli altri centrocampisti in rosa, che sarà molto interessante vedere all’opera da qui al termine del campionato, se Allegri gli darà ancora la possibilità di mettersi in luce.