L’effetto di de Ligt alla Juve sui catalani

di Gianluca Garro |

Con questo tweet il Mundo Deportivo, “diario” catalano cavalca le emozioni dei tifosi blaugrana nei confronti del “fichazo” dell’estate bianconera Matthjis de Ligt. Sbeffeggia cioè l’hashtag #turndeligton realizzato dai creativi social bianconeri. In questi giorni i catalani sono a dir poco infuriati per l’atto clamorosamente anti conformista ai loro occhi ( e a quelli degli olandesi) del biondo numero 4 della Juve. Passare ad una Società che loro (i catalani) ritengono inferiore, e non preferire le avances del Barça. Tradimento! Oltraggio! Ma com’è possibile? Dal 1974, cioè dall’anno in cui Johann Cruijff preferì lasciare Amsterdam e l’Ajax dopo aver vinto tre Coppe dei Campioni consecutive che i grandi talenti olandesi ( a parte le parentesi Milan e Real per rispettivamente Gullit Van Basten, Rijkaard e Robben, Snejder, Van Nistelrooy) dopo essersi messi in mostra nell’Ajax o nel Feyenoord o nel PSV Eindhoven prendono la via della Costa Brava per arricchire, vincere e far volare il Barcellona.

Eppure de Ligt ha scelto la Juve, che in campo europeo, ricordiamolo, si è avvicinata da un solo annetto al piccolo e ristretto tavolo delle grandi commensali. I tifosi blaugrana, dalla settimana scorsa, cioè da quando appunto de Ligt ha firmato per la Juve ed è stato presentato a Torino, hanno cominciato ad inondare twitter e gli altri social di improperi rivolti a lui e alla Juve, definendo in maniera molto infantile il giovane stopper un mercenario perché avrebbe preferito i soldi della Juve alla grazia e alla felicità di vestire la “camiceta” del Barça. Come se appunto il Barça fosse una specie di Società dell’Unicef o di Amnesty International o la Rappresentante del Vaticano o dei seguaci di Gandhi. Un’entità al di sopra di qualunque mercato o regola economica. Una specie di Nazionale della bontà e dell’Umanità solidale. Cioè il Barça agli occhi dei tastieristi compulsanti catalani non è quella Società che compra ogni anno, da anni, a suon di centinaia di milioni campioni affermati da tutto il mondo. Non è la Società che ha nelle sue fila uno tra i due giocatori più forti al mondo, che paga decine di milioni di euro, che compra per 150 milioni sull’unghia un tale Griezmann, che ha tifosi in tutto il mondo con un fatturato che si aggira sui 600 milioni di euro. No, è una specie di confraternita di anime pie che gioca per l’entusiasmo cibandosi di idee di fraternità.

E quindi la Juve è una scelta fatta per soldi non perché (fatti salvi i soldi naturalmente) si tratta di una Società ambiziosa e affidabile, dotata di una prima squadra di grandi campioni, e apprezzata da tutto il mondo calcistico europeo e mondiale per la possibilità di lavorare che offre ai suoi tesserati al massimo delle proprie possibilità. Siamo uomini di mondo però. Che seguono il calcio da tanto e delle paturnie e degli scontri più o meno ironici tra tifosi ne sappiamo molto. Forse la novità è che i social , che abbattono ogni tipo di distanza e barriera hanno creato una sorta di Unione Europea anche dello sfottò calcistico. E quindi oggi gli scambi al vetriolo solcano il Mediterraneo e dall’Italia arrivano fino in Catalogna mentre fino ad alcuni anni fa eravamo abituati a sfotterci tra concittadini.

Ma non solo questo appunto. La cosa da notare, che ci fa essere un pizzico più orgogliosi di quanto lo siamo già della nostra amata Juve, è che i media stranieri legati agli squadroni europei scelgano di attaccare la Società bianconera. E allora un momento, forse il terremoto mondiale dell’arrivo di CR7 ha lasciato segni importanti. Allora forse questa
Juventus veramente va a intaccare dei “poteri” consolidati in questi ultimi 10 anni quanto mai dominati soprattutto dalle due regine spagnole.

Per rendere più efficaci i propri attacchi Mundo Deportivo e compagnia utilizzano i due pregiudizi più forti che accompagnano la Juve da diversi lustri. Il primo è quello di essere forte per la pura forza economica del gruppo industriale che ne detiene la proprietà. Come se fosse una colpa. Più che altro viene da chiedersi: come fanno il Barça e il Real ad avere il primo e il terzo fatturato in Europa? E’ vero che al loro vertice hanno le juntas che “eleggono” i presidenti ma non sono questi degli industriali con capacità di fuoco (capitali di centinaia di milioni di euro) impressionanti da mettere nei loro mercati “galacticos”? L’altro pregiudizio è sempre stato quello del gioco all’italiana (che poi dopo il Trap con Lippi, Ancelotti, Capello, Deschamps, Conte, Allegri , altro che gioco all’italiana…) sparagnino, catenacciaro e votato alla vittoria col minimo indispensabile che ha permesso.

alla Juve di scalare l’Europa ma anche di perdere tante finali. Ma ora purtroppo per loro la Juve ha scelto di cambiare con un allenatore maestro di gioco con un’identità e schemi precisi. Non gli rimane neanche quello. Certo, bisognerà verificare in questa stagione alle porte se il cambiamento si porterà dietro anche i titoli che i tifosi bianconeri sognano. Però che soddisfazione leggere i vani tentativi di attacco stile Pistocchi dei media spagnoli! Vuol dire che sei lì e forse ora fai davvero paura.


JUVENTIBUS LIVE