Leader senza fascia

di Juventibus |

A Les Ulis, nell’Essonne, banlieu Parigina, si è appena organizzato un omaggio per Patrice Evra, che qui è cresciuto, dopo il trasferimento della sua famiglia dal Senegal. Il comune francese, che conta circa 25,000 abitanti, non è esattamente un luogo in cui sia facile crescere. Eppure, i campetti del CO Les Ulis portano fortuna: qui hanno imparato a giocare a calcio Thierry Henry, Anthony Martial, e, per l’appunto, Patrice Evra.
Nell’intervista rilasciata durante l’evento, Evra riconosce come il suo carattere si sia formato proprio a Les Ulis: l’infanzia e l’adolescenza vissute in una cité hanno forgiato la tempra del difensore francese, insegnandogli a lavorare duro, senza mai arrendersi.

Il carisma pressoché innato, è una dote che è stata riconosciuta ad Evra in qualsiasi squadra abbia giocato. Flavio Roma, portiere del Monaco dei primi anni duemila, si ricorda così di Evra ventunenne: “Di lui si sarebbe potuto dire che fosse un veterano dello spogliatoio, ma aveva soltanto ventun anni”. Ferguson, suo allenatore allo United, un giorno gli disse: “Pat, non so cosa tu abbia dentro, ma riesci sempre a trasmettere energia ai tuoi compagni, e resti sempre positivo. Prima di ogni partita, sai sempre qual è la cosa giusta da dire”.

Per quanto riguarda l’esperienza di Evra alla Juventus, impossibile non ricordare che il difensore francese, nonostante sia arrivato solo due anni fa, si è chiaramente posizionato come uno dei leader dello spogliatoio, rilasciando (unico, con Buffon) dichiarazioni alla stampa dopo la partita contro il Sassuolo, il punto più basso toccato dalla Juve durante la stagione appena trascorsa.

Eppure, durante l’Europeo che si appresta a cominciare, il capitano della Francia sarà il portiere Hugo Lloris, che supera di poco Evra nel numero delle presenze in nazionale, ma non ha certo la stessa aura di carisma. Il motivo per cui Evra non porterà la fascia è da ricercare nella storia recente dell’équipe de France.

Evra è uno dei pochi giocatori di questa Francia ad essere stato parte della squadra che andò al Mondiale del 2010. Era lui il capitano del Bleus che, a Knysna, si rifiutarono di scendere dal bus per l’allenamento, in segno di protesta per l’esclusione di Anelka dalla rosa, dopo gli insulti a Domenech. Il suo ruolo poco chiaro in questo sciopero, e le dichiarazioni rilasciate alla stampa, con le quali Evra, subito dopo l’allontanamento di Anelka, ha assolto il compagno e incolpato un “traditore” reo di aver spifferato tutto ai giornali, gli sono probabilmente costate la reputazione presso i francesi e la Federazione, e dunque la fascia di capitano. Un altro ex-bianconero e mostro sacro dell’équipe de France, Lilian Thuram, ad oggi giocatore con più caps in assoluto per i Bleus, l’aveva all’epoca pubblicamente criticato, ed Evra aveva risposto alle critiche molto duramente, etichettandolo, tra le altre cose, come “wannabe Malcom X”.
Recentemente, Evra è tornato su queste vicende, affermando di aver, in realtà, limitato i danni in quel giugno 2010, in quanto i giocatori erano intenzionati a mettere in atto uno sciopero ben più radicale, e non presentarsi per la partita contro il Sudafrica. Ha anche promesso che racconterà più nel dettaglio i fatti di Knysna in un’autobiografia che è intenzionato a scrivere a fine carriera.

Comunque siano andate le cose, sarà dunque Lloris a portare la fascia di capitano durante gli Europei che avranno inizio il prossimo 10 giugno. Ma la sensazione è che i giocatori francesi, quando il gioco si farà duro, guarderanno ad Evra.