Le soluzioni migliori ce le hai sempre a portata di mano

di Juventibus |

Abitando ormai da molti anni a Roma, mi è capitato più volte di riflettere su come è meglio vivere in città la propria juventinità. Discussioni estenuanti e molte volte accese, anche con persone che conosco e stimo tanto, con sempre un unico – ossessivo – comune denominatore: la Juve ruba.

Penso a questo punto che le recenti vicende pseudo calcistiche, quella di martedì e quella di un paio di settimane fa tra tutte, mi abbiano finalmente illuminato, facendomi prendere una decisione ferma e perentoria.

Non parlerò più di calcio con chiunque non sia di fede bianconera.

Decisione drastica e sicuramente discutibile, e che mi costa non poco visto che oltre a essere juventino mi ritengo anche un appassionato di calcio in generale. Decisione comunque presa.

Il tutto per preservarmi una imponente rottura di scatole e soprattutto per preservarmi un notevole risparmio di tempo, da utilizzare per cose quanto più possibile utili e proficue. Non che parlando di calcio con uno juventino voglia dire pensarla allo stesso modo, ci mancherebbe (e meno male!), ma quanto meno in partenza ci sono le premesse affinché il contraddittorio, pur animato quanto si voglia, possa essere costruttivo e rispettoso.

Attenzione, tengo fuori anche i finti juventini, o quelli che prima ancora di essere juventini sono delpieristi, contiani, ecc.

Lo stesso vale per trasmissioni sportivo calcistiche sedicenti imparziali. Basta. Guarderò la partita, per il resto guarderò e leggerò di calcio solo da canali di chiara origine juventina.

Lo so che tutto questo sa di regime sovietico, ma il dado è tratto.

Con i non (e finti) juventini parlerò di qualsiasi cosa che non sia calcio, parlerò di altri sport, di politica, di famiglia, di sociale, di lavoro, musica, cinema, libri, clima, diritto, religione, tutto, tutto, tutto, ma basta con il calcio.

Aaaah, finalmente! È vero, le soluzioni migliori ce le hai sempre a portata di mano, ma forse ti sembrano troppo semplici e troppo a buon mercato per riconoscerle subito.

Tanto ormai tra deliri collettivi per assoluta mancanza di cultura sportiva – tra l’altro sempre più pericolosi -, finte vendite e finti closing, speculazioni a iosa camuffate da nuovi stadi, dirigenti sportivi che vanno davanti le telecamere delle televisione di Stato a sproloquiare senza alcun contraddittorio, masanielli 2.0, e chi più ne ha più ne metta, basta dire al popolino che la Juve ruba e tutto va bene.

Manca solo un’altra bella Calciopoli e tutti felici e contenti.

 

Di Salvo T.