Allegri e le quattro ripartenze dell’Ajax

di Riceviamo e Pubblichiamo |

ripartenza
/ri·par·tèn·za/
sostantivo femminile
  1. Nel calcio, veloce contropiede nato da un’insistita azione di pressing da parte della squadra avversaria.

Nel battibecco televisivo tra Allegri ed Adani, di cui abbiamo parlato in modo approfondito, prima del climax della lite ha destato curiosità (e in gran parte anche inquietudine) l’accenno di Allegri alle “quattro ripartenze dell’Ajax“, frasetta con cui il mister livornese ha sintetizzato (e sminuito) la gara interna con gli olandesi, quella per cui, più di ogni sua altra alla Juve, il tecnico è stato messo in discussione.

Ma si trattò davvero di “quattro ripartenze”? E’ possibile minimizzare in quel modo quella gara?

Il secondo tempo di Juventus-Ajax è stato percepito in realtà da molti tifosi Juventini come un incubo. I lanceri arrivavano da tutte le parti e i bianconeri, mai capaci di reagire e ribattere, dopo un buon primo tempo che finisce in parità a causa di un rimpallo fortuito in una situazione in cui si è difeso globalmente male.

Il secondo tempo inizia benino, ma bastano 5 minuti per precipitare di mente e di fisico. Ebbene il buon Allegri riduce il tutto, la differenza vista in campo a quelle “4 ripartenze”, non ad un globale dominio dell’Ajax, scatenando le ire dei suoi detrattori, capitanati dal signor “Lo capisci o no?”, Lele Adani.

Dove sta’ la verità? La verità sta’ altrove, a mio parere. Riguardando quel secondo tempo da incubo, è pur vero che il più delle volte l’Ajax arriva dalle parti di Szczesny in seguito a palle perse dalla Juventus, dando luogo a quelle canonicamente chiamate “ripartenze”, e altre volte arriva con la sua fitta rete di passaggi corti in velocità. Ma quello è il normale modo di giocare dell’Ajax. Lo fanno con tutti gli avversari, in tutte le loro partite: pressing furioso e ripartenze. Lo sanno tutti, lo sa anche Allegri.

La verità più dolorosa tuttavia sta nel fatto che a prescindere dalle 4 ripartenze -che è comunque grave aver concesso- la Juventus non è stata capace di fare più di 2-3 tiri in porta tra andata e ritorno.

Non è stata capace di farne lei, di ripartenze, tranne ad Amsterdam nell’azione del gol di Ronaldo e nell’azione solitaria di Douglas Costa che colpisce il palo. Proprio sulle “ripartenze” invece si confidava contro una squadra come quella olandese, che attacca in massa ma si scopre spesso e volentieri, subendo tante reti.

La Juve quindi non è stata nemmeno capace di far “sentire” la sua maggior esperienza…Perché?

Nel primo tempo si era riusciti meglio ad arginare l’Ajax, e a non concedere le famose ripartenze, ma tuttavia con una produzione offensiva complessivamente scadente. Il “solito” gol di testa di Ronaldo. Il quarto, tra ottavi e quarti di finale. Poi, il crollo.

Perché tante palle perse, per superficialità o velleitarismo, che si trasformano immediatamente in ripartenze (…) avversarie? Perché una fase offensiva così tanto spesso insufficiente? Perché i giocatori più tecnici hanno tenuto palla così tanto? Vedi Bernardeschi, che dopo il 3-0 con l’Atletico non ne ha più azzeccata una nemmeno per sbaglio? Perché non si passano il pallone nella maniera più efficace?

Visto il gol fatto all’Inter nell’ultima gara? Passaggi in velocità, a due tocchi. Gol. Perché non si è mai visto in stagione? L’allenatore non gli dice nulla?

Infine, perché Allegri sembra lasciare la fase offensiva o a schemi banale (ancorché a volte efficaci) come i cross sul secondo palo o totalmente delegata all’estro, alla fantasia, alla voglia dei suoi campioni?

Sono queste le domande che avremmo voluto porre al mister Allegri, a cui forse tutti noi avremmo consigliato di pensare un po’ meno alle ripartenze altrui e di più a quelle che avrebbe dovuto fare la Juventus. Non solo in questa sfortunata campagna europea, ma anche in campionato e nelle varie coppe italiane: la Juventus le ripartenze non le sa fare. Ed è abbastanza assurdo, vista la qualità dei suoi giocatori. Fateci caso, i modi che hanno i giocatori bianconeri di sprecare i contropiede sono sempre più vari e fantasiosi, ma il risultato finale è spesso uguale: nulla di fatto.

Per una squadra che spesso si abbassa fin dentro la sua area, una efficace e metodica tecnica nella ripartenza dovrebbe essere fondamentale, assodata, automatica. La si può allenare? Senza presunzione, riteniamo di sì. Allegri filosofeggiando sul calcio dice: “Il calcio è molto semplice: bisogna fare due cose, la fase offensiva e quella difensiva, e bisogna farle bene tutte e due”.

Ebbene, siamo sicuri che la fase offensiva della Juventus di Allegri sia stata fatta bene, contro l’Ajax e in generale durante questa stagione?

Di Italian Maestro (@Italian_Maestr0)