Le parole che Sarri ci ha detto

di Nino Flash |

COGLIONI: Spesso tirati in ballo goliardicamente nelle conferenze stampa come fossimo al Bar Dello Sport, ma purtroppo assenti all’appello quando c’erano da spiegare le non poche sconfitte, magari per assumersi una qualche responsabilità.

DEVASTATO: Così si è sentito dopo l’eliminazione dalla Champions, benché soddisfatto della prestazione. Ma ad essere devastate sono state di più le ambizioni europee di questa Juve nata male e finita peggio.

DOUGHY: Ribattezzando così Douglas Costa, ci aveva illuso sulla presunta e auspicata confidenza con i giocatori. Poi lo ha potuto nominare solo in occasione di aggiornamenti dal J|Medical.

FEROCIA: doveva essere l’innesco di ogni prestazione, l’invisibile trait d’union tra i giocatori in campo. Non si è MAI vista, neanche nelle migliori partite di questa docile Juventus.

MALEDIZIONE: Certe cose si possono pensare ma anche non dire nell’analizzare l’uscita dalla Champions. Accreditare la superstizione può andare bene in piazze dove si esercita la smorfia, non presso una società quotata in borsa. Poi, d’accordo, l’ironia della sorte ci ha riconsegnato il Re della Maledetta…Ma questa sarà un’altra storia.

MOTIVAZIONI: Sentir dire dall’allenatore della Juventus (dopo una sconfitta) che in Campionato “mancano le motivazioni”, costituisce nel contempo un affronto e uno scarico di responsabilità. Perché detto da colui che era preposto ad accenderle, sorvegliarle, nutrirle.

NAPOLI: Mai un’altra squadra (per di più rivale) era stata oggetto di così tante citazioni, con riferimento al suo modulo, al suo bel gioco, ai suoi amati giocatori. Un’invisibile pietra di paragone fissata sul tavolo della sala stampa dell’Allianz. Fino a ieri.

TOCCHI: 150 Pjanic, 2 al massimo per ogni giocatore che riceve palla. Mai la contabilità post match del numero di palloni è stata così importante, osservata e studiata per scrutare – partita dopo partita – miglioramenti impercettibili per l’occhio umano davanti alla tv. O forse inesistenti.

TRITARE: espressione inedita, per la mentalità Juve: “tritare una partita”. Sembravamo giunti all’ultimo step dell’evoluzione rivoluzionaria bianconera: non accontentarsi degli 1-0, ma dilagare con la supremazia tecnica e di campo. Ma ad essere tritato, alla fine, è stato il Mister. Dalle aspettative prima, dai risultati poi.

SCINTILLA: Invocata a inizio dicembre da Chiellini, richiamata in causa da Buffon quando già si era ai titoli di coda, forse è la parola chiave (e fantasma) della stagione sarriana. Una scintilla sulla quale i giocatori confidavano, ma che anche mister Sarri ha aspettato come Godot.


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