Le mele con le pere

di Riceviamo e Pubblichiamo |

La maestra, alle elementari, al ragazzino discreto in italiano ma drammaticamente negato in matematica che ero, consigliava di non sommare mai le mele con le pere. Un altro motto che devo aver letto da qualche parte è che la statistica è quella scienza per cui, se hai la testa nel forno e i piedi nel congelatore, la tua temperatura media è ottimale. Tu, magari, non ti senti particolarmente bene. Dopo l’ennesima delusione Champions, dopo aver ascoltato dal vivo e letto sul web fratelli di Fede Bianconera che “non la guarderanno neanche più”, dopo che il vocabolo “maledizione” è risuonato ad oltranza, provo un senso di repulsione. No, non verso la Champions. Verso certi “ragionamenti”. Sono più o meno coetaneo di Buffon e giocavo in porta (le analogie finiscono qui, ahimè) nella sua Sempiterna Gloria di miglior portiere di tutti i tempi. Anagraficamente non ho ricordi dell’Heysel (solo un nitido flash : mio padre, così grande, così calmo, così paziente, così restio a mostrare emotività, quella sera imprecava e aveva gli occhi lucidi). Ragion per cui della sequela di finali Champions ho ricordi da tifoso consapevole solo da Lippi in poi (ricordo benissimo con grande affetto la Uefa di Dino Zoff allenatore). Veniamo allla “maledizione”. Lippi è stato un allenatore immenso. Ha vinto 2 finali in carriera. Sappiamo tutti quali. Entrambe ai rigori. In quelle perse una volta ha schierato un Peruzzi che non ci stava con la testa causa notte in bianco per paternità, nell’altra Montero terzino.

Ma non è questo il punto. Il punto è che il calcio è cambiato. In QUESTO calcio possiamo ambire a stare nel gruppo dei due mostri spagnoli e del Bayern. Ringraziando l’Universo che le ricchissime inglesi sono talmente male allenate che basta un Ranieri qualsiasi per vincere il “campionato più spettacolare del mondo” con la loro versione del Crotone. Prendiamo il Bayern. Quello di quest’anno. Allenato da mister Champions League Ancelotti (ahinoi ai tempi bianconeri era “mister perdo trofei in modalità allucinante”). Schierava questa gente qua: Neuer, Hummels, Alcantara,Ribery,  Javi Martinez, Lewandowski, Robben, Douglas Costa,Rafinha, Xabi Alonso,Boateng, Lahm, Arturo Vidal (toh, chi si vede), Muller, Alaba, Renato Sanches, Coman (toh, chi si rivede).Non possono giocare tutti insieme. Infatti ne ho scritti DICIASSETTE. 17. Il Bayern quest’anno è uscito di Champions PRIMA di noi. Che in finale presentavamo in panchina Lemina. Che infatti è subentrato. Lemina. No, non le voglio le figurine. E no, non lancio anatemi a dirigenza/proprietà che non spendono i miliardazzi che non hanno. Quello che voglio dire è che l’epoca storica è cambiata. La Juve NON SARA’ MAI la FAVORITA di Champions. Perchè, nonostante programmazione, lungimiranza, competenza, non AVRA’ MAI in quest’ era le stesse risorse delle sovracitate. (E delle inglesi qualora imparassero a giocare a calcio). Ma ciò non mi induce alla rassegnazione. Per un motivo. Nell’unica finale vinta negli ultimi 22 anni dentro il rosario (di bestemmie) di finali perse il Migliore in Campo rispondeva al nome di Moreno Torricelli. Con 11 Mandzukic sarebbe finita 4-1? Ne dubito. Possiamo ragionevolmente arrivare “sempre lì” con talento, fiuto, gestione oculata e quell’indole del tutto squisitamente Juventina di Vialli quando raccoglie il pallone contro la Fiorentina perchè la vuol vincere, quella partita in cui eri sotto 2 a 0. Di Jugovic che ghigna prima del rigore decisivo. Prima o poi la vinceremo. Ma mettiamoci bene in testa che -se le squadre “monstre” non si eliminano tra loro o vengono eliminate da outsider- in QUESTA epoca non arriveremo MAI in finale da favoriti. Come NETTAMENTE eravamo SFAVORITI contro questo Real. Chi pensa il contrario, ahilui, legge troppa Gazzetta.

 

Di Luca Bardovagni