Le dieci perle su Pjanic, Rizzoli e Milan-Juve

di Massimo Zampini |

Spoiler: in queste dieci perle si parla soprattutto del contorno al caso Pjanic, senza che ci sia mai un attacco a Rizzoli, alla sua decisione o alla legittimità della vittoria rossonera, pur se al termine di una partita molto equilibrata.

Si parla dei media (e dei social), come d’abitudine.

Chi non è interessato, dunque, può fermarsi qui.


1 La compensazione dello zio

Sempre difficile Milan-Juve, per lo Zio. Antipatica l’una, antipatica l’altra, che fare? Il problema si pone subito, al gol annullato a Pjanic: “Fabio diciamolo, un gol regolare annullato alla Juventus”. Probabilmente si riascolta – sarà capitato anche a voi di dire una cosa di getto e il secondo dopo pensare “ma che diamine ho detto? Come può essermi uscita quella sequenza di parole così, in quell’ordine, una dopo l’altra?” – e capisce di avere detto una frase che non si dice. La riascolta dentro di sé. Ci ripensa. Come rimediare? Azione successiva, palla innocua nella tre quarti bianconera e su un contatto tra Bonucci e un attaccante rossonero lo Zio fa pace con se stesso: “qui l’arbitro ha compensato rispetto al gol annullato a Pjanic”. Un errore per parte, che nessuno si lamenti.


2 “Oh, per una volta Rizzoli si è tolto la maglia della Juve”

Purtroppo qui c’è gente che crede che Paparesta debba ancora uscire dallo spogliatoio di Reggio Calabria, che se fosse stato dato il rigore su Ronaldo l’Inter sarebbe passata in vantaggio e in testa al campionato o che la Juve abbia avuto molti rigori a favore negli ultimi anni: le leggende metropolitane sui bianconeri fondate su fatti inventati ma (ai loro occhi) verosimili, si sa, qui da noi vanno fortissimo. E così l’anno scorso c’è stata una levata di scudi generale affinché Rizzoli non arbitrasse Juve-Napoli.

Troppo juventino, dai, si sa che soffre quella maglia. Qualche coraggioso, in spregio del potere e con eroico sprezzo del pericolo, si imbavagliò in televisione per evitare quella ignominia. Poco conta che Rizzoli sia quello, per esempio, dell’ascella di Isla scambiata per una mano (Isla era strano, per carità, ma aveva un corpo normale) proprio a San Siro o del touch down di Castellazzi su Marchisio non rilevato in un Inter-Juve dei tempi di Conte.

La verità, la storia, i precedenti non contano: “oh, Rizzoli per una volta si è levato la vostra maglia” (segue risatina di chi la sa lunga).

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Esulta, Adriano, esulta!

Ora chiudete gli occhi. Immaginate che un altissimo dirigente della Juve, graziato nel 2006, uno che si incontrava col più famoso arbitro in attività nel ristorante (chiuso) di proprietà di un suo collaboratore, dieci anni dopo sia ancora lì al suo posto.

Brutta la situazione, eh?

Lo so, ma teneteli ancora chiusi: durante Milan-Juve un gol pesante viene ingiustamente annullato agli avversari a seguito di un minuto di bizzarro conciliabolo tra arbitri, dopo una serie di vibranti proteste dei suoi giocatori, e lui si alza dalla tribuna per esultare grassamente per la rivista decisione arbitrale.

Ora riapriteli, dai, almeno vi evito i commenti indignati sullo stile, l’arroganza, la vergogna e tutte le zilianate, la travagliate e le pistocchiate che vi dovreste sorbire.


4 “Vi meritereste un’altra Calciopoli, voi che non vi lamentate” (alcuni juventini più juventini di noi, sui social)

Eh sì, perché quando Cobolli scriveva lettere aperte contro gli arbitri (avevate rimosso, eh?) Moggi si lamentava di qualche decisione facendo finta di non lamentarsi (con l’inevitabile “noi non ci lamentiamo, ma a Perugia…”) o Marotta se la prendeva con le direzioni di gara post Bayern, abbiamo portato l’opinione pubblica dalla nostra parte. Li abbiamo convinti. “Ah, se ce l’aveste detto prima non avremmo scatenato Calciopoli, figuratevi”.

Ovviamente no, e allora ripetiamo ancora una volta la nostra posizione (non certo l’unica legittima, ma ad esempio non dissimile da quella dell’avv. Agnelli): gli arbitri contano quanto un palo, un infortunio, un rimpallo.

Cose che ti fanno imprecare in diretta – chi di noi non si infuria con l’arbitro in ogni santa partita? – ma lamentarsene dopo è completamente inutile, se non dannoso (aiuta a creare alibi alla squadra; lo diciamo sempre fieramente agli avversari ma poi vorremmo diventare come loro).

Non si tratta affatto di essere molli o arrendevoli: si tratta al contrario di avere una posizione coerente tra quello che pensiamo quando capitano gli errori a nostro favore e quando capitano contro. Sappiamo da sempre – e ce lo dice anche Barzagli – che se mancano sessanta minuti e il tuo primo tiro in porta lo fai al novantacinquesimo, è meglio pensare a cosa sia accaduto in quei sessanta minuti piuttosto che perdere tempo ed energie a lamentarti per cercare qualche titolo sui giornali e spostare l’attenzione. Lo stesso, ovviamente, lo devi pretendere (e farlo sempre notare) quando poi gli errori sono di segno inverso.

Cosa del tutto diversa, e assolutamente legittima, se non doverosa, è invece evidenziare il doppiopesismo mediatico, quello sì capace di condizionare quantomeno opinioni e creare leggende metropolitane (vedi punto 2). E infatti basterà leggere i punti seguenti.


5 (Inciso: viaggio a Torino nel 2034)

Usciamo al volo da Milan-Juve: qualche settimana fa ho raccontato un mio viaggio a Manchester nel 2034, per capire se, 18 anni dopo un intervento del tutto analogo a Iuliano-Ronaldo verificatosi nel derby di Manchester e non sanzionato, quell’episodio sarà ancora al centro di astiose rivendicazioni da parte della tifoseria asseritamente danneggiata. Ebbene, mi si sta intasando l’agenda per il 2034, perché toccherà fare anche una visita a Torino, sponda granata, per comprendere se ci si ricorderà di questo. Non fischiato, il gioco va avanti, nessuno lo ricorda più giù oggi. Episodi normalissimi, fischiati molto raramente. Ma diventati, grazie appunto al fazioso contesto mediatico sportivo italiano, leggenda, dogma, simboli dei furti dei cattivi.


6 “Muntari viene ricordato perché era molto più netto!”

Torniamo a Milan-Juve, stavolta allo scontro sui social: molti tifosi milanisti, ahimé turonizzati, prima del match rinfacciano ancora una volta agli juventini il gol di Muntari. Questi rispondono ricordando il secondo tempo di quell’incontro (un pugno non sanzionato di Mexes e il gol annullato a Matri sparito da ogni cronaca) e la già citata rizzolata di Isla, fino a quando comincia il match.

A fine partita gli juventini si chiedono come mai alcuni episodi diventino leggenda e altri vengano subito derubricati a errori che possono accadere.

I milanisti rispondono con due argomentazioni: la prima è “ma volete paragonare? Muntari era molto più netto!” (la seconda è riportata nel punto successivo)

Ora, siccome noi non siamo molto esperti di lagne arbitrali, ci spiegate un po’ come funziona? Conta quanto siano netti gli episodi?

In questo caso, aiutateci a capire, perché dopo 40 anni ricordiamo ancora il gol di Turone, che era com’è noto “questione di centimetri”? e ancora non abbiamo capito se fosse regolare, dopo una serie di moviole e telebeam aggiustati?

E perché parliamo ancora del presunto fallo su Ronaldo, che come vediamo settimanalmente non viene fischiato in alcun campo senza che si scatenino guerre mondiali e invasioni di campo da parte di allenatori e dirigenti avversari?


7 “Il Milan-Juve di Muntari decideva il campionato, questo no!”

La seconda risposta che viene data è la seguente: qui siamo a ottobre, quella decideva il campionato. Ora premesso che dopo quel Milan-Juve i rossoneri ebbero anche diversi punti di vantaggio, sprecati miseramente in casa contro squadre di medio livello, voi maghi delle lagne arbitrali, aiutateci anche qui: conta quando avvengono gli episodi, in che periodo dell’anno?

Perché se è così non capiamo lo stesso: con la Fiorentina abbiamo falsato il campionato all’ultima giornata, con Turone alla terz’ultima, con Ronaldo a fine aprile, con Muntari a febbraio e con Rocchi e i violini abbiamo fatto il nostro record falsandolo addirittura il 5 ottobre, alla sesta giornata. Insomma, non possiamo timidamente provare a dire che una sfida tra prima e seconda a fine ottobre incida almeno quanto un partita alla sesta giornata?

Per piacere, ci spiegate le regole per la lagna perfetta?


8 Il fuorigioco di Benatia

Se su Mediaset si è prontamente trovato un rigore negato ai rossoneri, Sky ha fatto di meglio, con questa ricostruzione da favola, che non merita commenti, ma mi fornisce il titolo del prossimo libro “Il fuorigioco di Benatia” .

Godetevela!

 


9 Tuttosport e il fatturato

Un giorno capiremo il senso della prima pagina post Milan-Juve di Tuttosport, quotidiano da sempre vicino alle vicende bianconere (e di cui vanto l’amicizia con alcuni suoi bravissimi giornalisti). Un grande elogio al Milan – e qui siamo d’accordo, sempre lodevoli gli applausi al vincitore – e poi un incomprensibile riferimento al diverso fatturato dei rossoneri.

Caro Tuttosport, che volevi dire? La Juve pochi anni fa aveva peraltro un fatturato dimezzato, vince il campionato da 5 stagioni di fila, è ancora prima in campionato e nel girone di Champions, e si tira fuori il fatturato per una sconfitta a Milano in una partita equilibratissima? O è forse un attacco ad Allegri, che a Torino in questi due anni ha ottenuto risultati deludenti? Lo scopriremo presto.

Quel che abbiamo già scoperto è che al direttore De Paola l’aria di Torino fa davvero bene: qui, come piace a noi, fa sportivamente i complimenti ai vincitori senza stare a pensare troppo agli arbitri – semmai conta il fatturato -, quando era altrove a fine ottobre il campionato era stato già falsato da qualche settimana.

Lunga permanenza a Torino, direttore!

 

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10 I nostri giornali (molto) sportivi

“SPINTA MILAN” (Corriere dello Sport), “MILAN BABY BOOM! (ma è rabbia Juve)” (Gazzetta dello Sport), e così via. Ora, premesso che questa rabbia la Juve non si sa bene dove l’abbia manifestata, visto che Barzagli ha detto che c’era molto tempo per fare un gol e Allegri ha giustamente affermato che gli episodi capitano e noi dobbiamo pensare a migliorare, finalmente ci siamo. Onore ai vincitori e basta con i veleni. Il calcio è un sport meraviglioso e dovremmo pensare a lodare i vincitori, a spiegare le sconfitte, più che a titolare su veleni e arbitraggi. Bravi Gazzetta e Corsport!

E mi raccomando: distinguetevi sempre da quei giornali che in casi analoghi hanno titolato così.

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