Le bufale di mercato degli anni Ottanta

di Mario Sironi |

E’ tempo di calciomercato: bufale e news, balle e rumors. La politica “editoriale” di Juventibus è nota e condivisibile ossia il calciomercato lo commentiamo quando il giocatore viene presentato ufficialmente o comunque non inseguiamo le favole giornalistiche o del Web. Ma se abbiniamo il vintage nostalgico anni ’80 a questo periodo di non-calcio, denso di pseudo-notizie urlate e poi cancellate, possiamo divertirci per qualche minuto senza prenderci troppo sul serio e raccontare le mini-storie di cinque campioni (?) juventini solo sulla carta.

Secondo alcuni attenti osservatori, alla Juve vengono accostati almeno un centinaio di giocatori ogni anno, senza che nessuno di essi approdi poi veramente sulla sponda bianconera del Po. Già nei decenni scorsi, specialmente al termine dell’era Platini, cominciò una vera e propria telenovela di calciatori in procinto di vestire la sacra maglia.

L’avvento dei due stranieri per squadra rese più esotico questo racconto di matrimoni mai nati. La ricerca spasmodica di un erede di Le Roi, alimentò per anni storie mai realizzate. Il primo che mi ricordo fu Bernd Schuster: una prima pagina del Guerin Sportivo del 1987 lo ritraeva in copertina con tanto di maglia sponsorizzata Ariston.

Talento al rallentatore del centrocampo del Barcellona, il tedesco fu uno dei primi mancati successori di Platini, protagonista in blaugrana con 170 partite e 78 gol e poi passato ai nemici del Real e dell’Atletico Madrid.
Un altro protagonista mancato di quegli anni fu Lajos Detari, frettolosamente definito “Platini dell’Est” e atteso a Torino da molti giornali dell’epoca. Brillante in patria con la Honved (72 reti in 134 presenze) e poi in Grecia ma arrivato in Italia senza grandi squilli di tromba, con qualche bel lampo nel Bologna grazie a 14 segnature in due anni.
Il terzo personaggio di questo salto indietro nel tempo è Paulo Futre, attaccante esterno nominato miglior giocatore portoghese 1986/1987. Spesso accostato alla Juve, che secondo i quotidiani sportivi nazionali cercava un emulo di Donadoni (anche se il ruolo non era proprio lo stesso) soffiato a Boniperti dal Milan nascente di Berlusconi. Dopo un inizio folgorante con Porto e Atletico Madrid sparì dai radar non solo bianconeri e poi tardivamente arrivò in Italia con Reggiana (5 gol in 13 match) e un’unica apparizione proprio con il Milan..
Arriviamo ora a Gary Lineker che fu invece accostato alla Juve in cerca di un degno sostituto di Paolo Rossi e Aldo Serena negli anni 85/86. Centravanti favoloso, protagonista prima con un certo Leicester e poi nei derby di Liverpool con la maglia dell’Everton (30 gol in 41 partite nell’unica stagione giocata). La Juve scelse il centravanti della sponda opposta, il gallese Ian Rush anche lui con un palmares di rilievo ma con i risultati che tutti ricordiamo (non solo per colpa sua, a mio avviso).

Infine, in questa micro galleria del “poteva essere ma non è stato”, citerei Bryan Robson, talentuoso centrocampista anni 80 del Manchester Utd dove giocò a lungo (1981-1994 con 74 reti all’attivo) spesso accostato alle maglie bianconere quando si ipotizzava un sostituto di Marco Tardelli, ma senza alcun fondamento effettivo.
Come si vede il calciomercato vive di aria fritta: resta il fatto che a distanza di 30 anni certi sogni calcistici o presunti tali sono rimasti impressi nella memoria, non tutte le bufale vengono per nuocere.

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