Le 5 trollate di Morata

di Massimo Zampini |

Sì, va bene il sorriso timido e gentile degno erede di Llorente; ok le difficoltà iniziali, “ma come fa la Juve ad avere dato via Immobile per una riserva del Real Madrid?”; indimenticabili i gol decisivi, sempre quando contava di più; e poi quel gol, che rischiava di diventare IL GOL.

Ma Morata per me rimarrà sempre l’uomo delle trollate (da “trollare”: comportarsi da troll, partecipare per disturbare e creare confusione”), l’uomo che si divertiva a fare impazzire gli avversari.

Le 5 trollate di Morata:

5) Il sogno rossonero

Finale di Coppa Italia. Il Milan, dopo un tabellone più semplice della parte sinistra di quello dell’Europeo, vive alcuni mesi di campionato pensando solo alla finale di Coppa Italia. Cambia allenatore per vincerla (o per non rischiare di farla vincere al tecnico in carica al tempo, non amato ai piani alti, mormora maliziosamente qualcuno). Ventimila rossoneri la vivono allo stadio tornando per una sera ai fasti che furono. Montolivo, Kucka, Poli e compagni danno il fritto, giocano meglio, sfiorano la rete (si fa per dire), stanno per riscattare una stagione in un giorno. Morata osserva tutti i 90 minuti dalla panchina. Fischio finale, siamo ai supplementari. Ma non si sblocca neanche il primo, e si comincia a pensare a chi calcerà i rigori. Poi, al 3° del secondo tempo, tocca a lui. Al quinto, finiscono i sogni.

4) e 3) L’anno in cui il Real se la vide in tv

Il Real fresco campione d’Europa 2014 manda il giovane Morata a farsi le ossa, comprando qualche altra stella internazionale. Non è ancora alla loro altezza, il ragazzo.
Tale Roncero di AS, lo ricorderete, ai sorteggi in vista delle semifinali esulta grassamente, che felicità, abbiamo pescato la Juve! Morata annota tutto e così il Real, che aveva vinto l’anno prima e avrebbe rivinto l’anno successivo, per una volta la finale la guarda da casa. E’ quella volta in cui, all’andata e ritorno, Morata decide che la finale è più bella viverla allo stadio. A casa, possono guardarsela Roncero e i suoi amici.

Andata

Ritorno

2) Non vincete mai

Ci sono partite talmente inutili e stupide che diventano indimenticabili. C’è chi sul gol di Osvaldo a campionato e partita finita ha scritto un libro, per esempio. In questa fantastica collana non può mancare Inter-Juve di fine campionato 2014-15. La vedo sereno, annoiato, dormiente, sul divano di casa di amici (juventini) a Firenze. Per l’Inter al solito si tratta di provare a salvare la stagione, noi invece andiamo con una decina di riserve, a campionato già vinto da un po’. I giocatori bianconeri cercano solo di non farsi male, Storari prende qualunque roba anche con i talloni e a un certo punto, a ridosso dell’area avversaria, Morata cade infortunato. L’azione prosegue, lui è sempre per terra, poi pian piano il pallone pare tornare verso di lui, che si rialza, si avvicina alla sfera e… tira una ciabattata a due all’ora che rimbalza davanti al portiere nerazzurro e si insacca. Quasi senza volerlo, vinciamo pure questa. Morata all’inizio non esulta, poi si rende conto di quanto sia esilarante la situazione e si mette a correre. Due secondi dopo, è un uomo felice e beffardo, mentre indossa degli occhiali da sole tirati in campo da qualche tifoso nerazzurro.

(da 1.50 circa)

1) “e chi non salta è bianc…”

Quella precedente sarebbe per ogni giocatore del mondo la trollata numero 1. Ma Morata, prima di salutarci, riesce a superarsi in un non ancora inutile Fiorentina-Juve di fine stagione. Parte in panchina, assiste da lì al gol di Mandzukic, entra a venti minuti dalla fine con i viola che spingono. Bonucci non si diverte più e regala palla al limite, Kalinic vendica il popolo viola che festeggia il pareggio contro l’oppressore nemico cantando a squarciagola “chi non salta è bianconero”. Sono impazziti, mancano pochi minuti e continuano a saltare. Alla ripresa del gioco la Juve si porta in avanti e ottiene un calcio d’angolo. “E chi non salta è bianconero”, sempre più forte. Angolo battuto. Tira Evra. “E chi non sal…”. Respinta della difesa. “…ta è bianc”. La riprende lui, e la fine di quel coro meraviglioso non la sentiremo mai.
Ci mancherai, Alvaro.
Il troll più amato, dal sorriso timido e gentile.

https://www.youtube.com/watch?v=oHySdTFI3BQ

(da 1.13)