Le 5 punizioni che hanno fatto la storia della Juventus

di Willy Signori |

L’emozione di un gol da calcio di punizione diretto ci manca da marzo, autore Pjanic.… purtroppo per noi ultimamente queste occasioni sono diventate un buon allenamento per il bowling dal momento che il nostro attuale tiratore ha come scopo quello di abbattere quanti più malcapitati avversari possibile.
Ripercorriamo quindi, nella mia personalissima classifica (perché ognuno ha la sua), le 5 punizioni che hanno fatto la storia recente e non solo della Juventus (spoiler: non c’è CR7…)

 Del Piero, Santiago Bernabeu 5 novembre 2008  

Quarta giornata della CL 2008/09, la Juve guidata da Ranieri tenta tra mille difficoltà di riprendere il suo posto nel calcio italiano ed europeo. Il Real non è quello degli anni d’oro ma pur sempre una degna squadra.
A metà del secondo tempo c’è una punizione per la Juve nei pressi del limite dell’area avversaria, Casillas non è perfetto (nel posizionamento della barriera e non solo) e Del Piero lo impallina senza pietà, doppietta per lui. Alla fine quella prestazione gli varrà una standing ovattino di tutto il Bernabeu.

 Platini, Stadio Olimpico 6 marzo 1983  
La Juventus tenta una disperata rincorsa alla Roma del Barone Liedholm.
Per tenere vive le speranze con 5 punti di svantaggio bisogna per forza vincere lo scontro diretto in trasferta. Falcao porta in vantaggio la Roma  e poi ci pensa come sempre LE ROI a sistemare le cose a pochi minuti dalla fine con una pennellata delle sue.
Brio concluderà la rimonta, inutile per lo scudetto che sarà giallorosso.

 Tevez, Juventus Stadium 4 aprile 2015  
Quando si pensa ai calci punizione il primo pensiero va alle parabole quasi evangeliche dei grandi numeri 10 della storia del calcio, raramente ci si immagina ad un missile terra aria scagliato in rete.
In questo pezzo di bravura e sangue tutto quello che l’Apache ha rappresentato nei suoi anni alla Juve.

 

 Roberto Baggio, Westfalenstadion 18 aprile 1995  
Semifinale di ritorno della Coppa Uefa, dopo il pareggio “casalingo” (si giocò a San Siro) per 2-2 l’impresa è ardua per gli uomini di Lippi al suo primo anno sulla panchina Bianconera.
Sblocca subito Porrini, pareggio dell’ex Julio Cesar e gol meraviglioso di Baggio per quello che sarà l’1-2 finale che manderà la Juve in finale (poi persa col Parma di Scala).
La coordinazione con cui il divin codino colpì quel pallone è la cosa più vicina alla perfezione, un tiro assolutamente imparabile, non poteva che essere gol come comprese subito Paulo Sousa quando cominciò ad esultare con le braccia alzate ancora prima che la palla finisse in porta

 Del Piero, Juventus Stadium 11 aprile 2012  
La stagione della rinascita bianconera, si lotta con un Milan che sembrava favorito per lo scudetto, la Juve però non molla e lotta punto a punto. Il Milan vince l’anticipo col Chievo e vola a 67 punti, la Juve è a 65 in attesa della sfida con la Lazio
Pepe porta in vantaggio i bianconeri, Mauri pareggia a fine primo tempo ma è un risultato ingiusto perché la squadra di Conte gioca bene pur non finalizzando.
La partita pare segnata, stregata. Marchetti para anche le mosche.

Al 70° entra Del Piero, all’ultimo anno con la Juve, 12 minuti dopo c’è un calcio di punizione 10 metri fuori dall’area di rigore leggermente defilato sulla sinistra. Pirlo discute con l’arbitro per il rispetto della distanza, Del Piero se ne frega e batte… gol.

In campo tutti i compagni inseguono ADP per abbracciarlo, la panchina che esplode, come tutto lo stadio, Buffon corre sotto alla curva, Conte e Alessio si abbracciano e capiscono come tutti noi che il sogno scudetto è ancora possibile.

È un colpo da biliardo, di furbizia, non è IL classico gol su punizione, non aggira la barriera, non è imparabile me è IL gol che cuce un pezzo di scudetto sulla maglia bianconera dopo anni di inferno e settimi posti ed è senz’altro uno dei più importanti della carriera di Del Piero e della storia recente della Juventus.