Le 12 e più fatiche di Fabio Paratici

di Michael Crisci |

Chi è causa del suo mal, pianga se stesso. Detto vecchio, ma sempre attuale, in ogni momento della nostra vita. E che la Juve, negli ultimi 3 anni, si sia complicata maledettamente la vita, nonostante i colpi ad effetto Ronaldo e de Ligt, è un dato di fatto.

Dopo la finale di Berlino nell’ormai lontano 2015, la società agì di conseguenza e, nonostante un ultimo mese di mercato ai limiti del tragicomico, riuscì a porre le basi per un buon futuro a medio termine (Dybala, Alex Sandro, Khedira, Mandzukic, Cuadrado).

Altri giocatori (Zaza, Lemina, Hernanes) non resero come sperato, ma il coraggio di chiudere con il passato lo si era trovato. L’anno dopo, la cessione di Pogba e la costruzione di un istant team nel tentativo di vincere la Champions produssero la finale di Cardiff, il turning point di questo attuale ciclo bianconero.

La Juve, da quel momento, ha lentamente abbandonato la programmazione, rinnovando molti elementi già presenti in rosa (alcuni in maniera inspiegabile), rinnovando un allenatore che non aveva più molto da dare, cercando principalmente di consolidare lo status italiano, nella speranza di trovare il pertugio europeo. Apice di questa politica è stato sicuramente l’acquisto di Cristiano Ronaldo, che oltre ad avere una motivazione extra campo, doveva essere, nelle intenzioni della società, un modo per dare una svolta a un ciclo che stava piano piano spegnendosi (Paratici dixit).

L’acquisto di Ronaldo ha portato la Juve a dover fare delle plusvalenze, ma non è certo il suo acquisto che ha portato i bianconeri ad avere un monte ingaggi al limite dell’esplosione, e ad avere tanti stipendi non giustificati all’interno della rosa.

Il rinnovo di Khedira nel 2018, gli acquisti pluriennali di calciatori vicini alla trentina (Higuain e Matuidi), i quasi 3 milioni a De Sciglio e i 4 milioni a Federico Bernardeschi (tutte operazioni con Marotta protagonista), ma anche gli arrivi a parametro 0 di Ramsey e Rabiot, l’arrivo di Danilo, terzino mediocre di quasi 29 anni a 4,5 milioni di euro l’anno e, per finire, alcune situazioni che sono andate precipitando a livello fisico (Douglas Costa, 6 milioni di euro), hanno dunque portato la Juve in una situazione critica, che è stata acuita dall’emergenza Covid.

E adesso viene il difficile; nel giro di un mese, Paratici, che fino ad ora ha dimostrato difficoltà e lacune nel ruolo di CFO, dovrà riuscire a sfoltire una rosa a fine ciclo piena di injury prone e di ultratrentenni, il tutto anche per trovare spazio per eventuali nuovi acquisti (con Arthur, scambiato con il 30enne Pjanic, e Kulusevski si avverte una certa inversione di tendenza, anche se oggettivamente appariva da tempo come una deriva inevitabile).

Higuain, Khedira, Matuidi, Ramsey, Rabiot (nonostante l’ottimo mese post lockdown), De Sciglio, Douglas Costa, Bernardeschi; i nomi fioccano, le situazioni complicate altrettanto, l’unica cosa che si può fare e augurare buona fortuna al dirigente piacentino. Perchè nel prossimo settembre ne avrà tanto bisogno.


JUVENTIBUS LIVE