Le 10 perle mediatiche del 2015

di Massimo Zampini |

Ovvero, dieci motivi per cui dovremmo abbandonare questi siti faziosi e tornare ai media tradizionali.

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]10) Siamo noi, siamo noi, i minicampioni d’Italia siamo noi[/divider]

Lo sappiamo bene: in assenza di primi posti e noiosi trofei veri e propri, alcuni media cercano comunque di assegnare qualche trionfo alle squadre più tifate dai loro lettori (e dai loro giornalisti). E così, dopo lo scudetto morale, quello virtuale, quello falsato, quello del possesso palla, quello dei corner battuti e quello degli onesti, il Messaggero e Metro creano un nuovo straordinario trofeo: il miniscudetto, altrimenti detto l’altro scudetto. Nel maggio scorso, per l’ennesima volta, lo ha vinto la Roma, cui rivolgiamo i nostri commossi omaggi.

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L'altro scudetto roma

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]9) Per non dimenticare[/divider]

Il 2014 inizia col botto: sfidando il silenzio complice degli altri media nazionali, il Corriere dello Sport vince l’omertà e celebra la ricorrenza delle ricorrenze. 20 anni esatti, tondi tondi, dal fallo laterale di Aldair.

La scena passa tuttora davanti ai nostri occhi con la stessa nitidezza di allora: il brasiliano sereno e inconsapevole batte con i guanti, il pallone sbatte drammaticamente sulla testa del guardalinee, Ravanelli diabolicamente intercetta e con un losco pallonetto da 20 metri firma il gol del vantaggio. Poi la partita finirà 3-0, la Juve stravincerà lo scudetto, ma tutto nasce da quell’episodio, che le nostre coscienze dovrebbero impedirci di dimenticare. Altrimenti, non nascondiamocelo, siamo complici anche noi.

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]8) L’outing di Repubblica[/divider]

Certamente, un campionato equilibrato può risultare per molti giornali più avvincente di uno vinto con 17 punti di scarto dai soliti noti. Lì ci si può divertire solo con qualche movioletta, ma è tosta dire che alla seconda hanno rubacchiato 20 punti. In questi ultimi mesi, invece, quantomeno fino a inizio novembre, il calcio è tornato emozionante, gli stadi festosi, la gente felice. Noi non troviamo le parole per spiegarlo bene, ma Repubblica, con una quantomai efficace lezione di sintesi, lo fa per noi. E trova il titolo dei titoli, approvato con anima e cuore da milioni di italiani che da 4 anni non ne potevano più: la Juve è in crisi, il campionato diventa più bello.

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]7) L’eterno Fabio Monti[/divider]

In queste graduatorie non può certo mancare l’eroe di tante battaglie, da via Solferino alle risolute testimonianze al Tribunale di Napoli: una delle prime firme sportive del Corriere della Sera, Fabio Monti.

Quest’anno il titolato giornalista raccoglie addirittura due nomination: nella prima, riferendosi al portiere pararigori Handanovic, dimenticando per un attimo di scrivere sul Corriere della Sera e non su Internews, spiega con raffinata ironia come mai lo sloveno non dovrebbe cambiare squadra: magari non potrà più sviluppare la sua qualità di para-rigori, perché rischia di finire “in un club dove i rigori vengono fischiati a favore, non contro. Un disastro”. Questo, ripetiamo, sul Corriere della Sera, pagine nazionali.

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Nella seconda coglie con sapienza l’essenza della crisi irreversibile del Parma: se dopo avere fermato la Roma si ritirerà dal campionato, la Juventus guadagnerà due punti sui giallorossi. Ora, passi per gli stipendi mancanti, il campionato con una squadra di meno, le tante partite che salterebbero, ma l’importante è che la Juve non guadagni quei due punti a tavolino (a lui non piacciono, le vittorie a tavolino).

Grazie al suo intervento, il Parma non si ritira, e il vantaggio finale rimane contenuto nel classico divario di 17 punti. Senza Fabio e la sua diabolica penna, magari sarebbero stati 20: vi sarebbe parso corretto?

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[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]6) Goliardia fiorentina[/divider]

Lasciare questi siti velenosi e tornare ai media tradizionali. Il mantra è questo, e allora fatemi accendere la tv, voglio rilassarmi guardando il tg sportivo di Italia Uno: non ne posso più dei tanti Juventibus selvaggi della rete.

Intervistano un simpatico tifoso viola.

Traspare la sua goliardia; le telecamere giustamente si soffermano sull’ambiente che lo circonda, sereno, sportivo, rispettoso. Si può essere tifosi anche senza odiare: dovremmo imparare da giornali e televisioni, siamo sinceri, noi di questi siti velenosi.

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[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]5) Il Mattino alla riscossa[/divider]

New entry importante nelle nostre graduatorie di fine anno: geloso dei trionfi dei quotidiani romani nel 2014, si scatena il Mattino di Napoli, anche qui due nomination con legittime speranze di successo. Nella prima, dopo il mitico Juventus-Milan che ci fece seriamente dubitare del diploma di geometra di Galliani e di centinaia di anni di regole della prospettiva, l’integerrimo giornale partenopeo ci propone in prima pagina un arguto fondo, dal titolo inequivocabile: “le convergenze parallele che hanno falsato il campionato”. L’ottimo editoriale parte citando il recente caso Turone e prosegue affermando che “c’è una nuova bufera sulla Juventus e una sua vittoria”. Come? I gol erano tutti regolari? Che diavolo c’entra, qui c’è bufera, e il Mattino non può tacere, informando correttamente i suoi lettori con una coraggiosa denuncia in prima pagina.

Il Mattino juve milan

Seconda nomination per una memorabile intervista al già tenente colonnello Auricchio, responsabile delle indagini di Calciopoli, nella quale il nostro si mostra lucido e distaccato sul tema, anche a tanti anni di distanza. Nel corso della chiacchierata si mostra versatile e brillante, alternando il ruolo di giudice sportivo (“giusto togliere i due scudetti alla Juve”), di avvocato dell’Inter e infine anche di consumato show man – avete presente quelli che fanno un intervento così e così ma si tengono il clou per la battuta finale, meglio se con i tempi comici giusti? – chiosando con il coup de theatre dell’anno su Guido Rossi, “che per intenderci non era interista”.

Guido Rossi non era interista. La battuta giusta al momento giusto.

Silenzio del giornalista.

Risate di noi spettatori.

Cala il sipario.

Giornali romani, non vi temiamo.

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]4) Il Gazza day[/divider]

E’ un giorno importante, per la Gazzetta. Si gioca Inter-Juve, i buoni contro i cattivi. I bianconeri hanno già vinto lo scudetto mentre gli onesti nerazzurri, per una volta, rischiano di finire lontani dai primi posti.

La rosea presenta il match ricordando con delle foto gli episodi più significativi di oltre un secolo di sfide, e gliene vengono in mente 6: 1) il contatto Ronaldo-Iuliano non sanzionato da Ceccarini (lo ricordate?) 2) nel 2012 l’Inter è la prima a vincere allo stadium (che giorno, quel giorno); 3) il litigio Osvaldo-Icardi dell’andata (cose tra nerazzurri); 4) la vittoria interista più larga (che giorno, quel giorno/parte seconda); 5) gli juventini assaltano il pullman dell’Inter nel 1983 (ecco, sempre i soliti); 6) uno dei nove gol della Juve ai giovani interisti nel 1961 (bravi, contro i ragazzini…). Altri episodi, in redazione, non ne sono venuti in mente.

I poveri ragazzi di internews, ancora una volta, si trovano scavalcati in interismo e cominciano a pensare di chiudere il sito.

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[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]3) Finalmente la soluzione[/divider]

Dopo dodici anni la Juve torna in finale di Champions, smentendo tutti i pronostici e andando oltre le più rosee aspettative? Ma come è possibile, pensano i tanti non juventini? In Italia ci sono gli arbitri, e va bene, ma fuori? La risposta arriva dal Corriere della Sera, che ci spiega la novità rivoluzionaria e vincente del tecnico: “la Juve de-juventinizzata”.

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[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]2)  Il calcio malato di Dybala[/divider]

Lo abbiamo già visto nel sobrio titolo di Repubblica: il calcio italiano ha vissuto un momento di grande splendore, una sorta di rinascimento o risorgimento da XXI secolo, nel periodo tra fine agosto e fine novembre del 2015. A quel punto, complici anche alcune vittorie dei soliti loschi, sono tornati i problemi e le ombre di sempre: tra questi, in ricordo dell’allargamento della pancia di Tevez di due anni fa, l’allarme per l’aumento preoccupante delle cosce di Dybala.

Mingherlino, da rafforzare, non visto da Allegri fino a ottobre, a novembre il ragazzo in poche settimane è protagonista di una vera e propria esplosione muscolare. Molti fanno finta di non vedere, ma la Gazzetta dedica un preoccupato articolo al tema, con un riferimento nel link al “calcio malato”: “Allegri e le cosce di Dybala, L’esperta: ma troppi muscoli portano rischi”. Poi nel pezzo la fisiatra intervistata afferma di non sapere nulla dell’argentino (“non conosco la situazione dello juventino”) ma al contempo ricorda di avere “visto da vicino quanto capitato all’interista Ronaldo”. Voi, però, non fate caso alle frasi della fisiatra: ciò che preoccupa sono le enormi gambe di Dybala.

Se vi capita di incontrarlo, fate attenzione: dietro quella faccia da angioletto, ci sono delle cosce capaci di uccidere.

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]1) Il pezzone dell’anno[/divider]

Questo mio appello a leggere meno siti di tifosi, tornando ai media tradizionali, si conclude con il vincitore del 2015, che simboleggia tutti i punti precedenti in modo più sintetico ed efficace. Voi dilettanti dei siti, imparate bene come funziona la vita in redazione: si prepara la pagina, nell’attesa del pezzo definitivo si inserisce un titolo provvisorio, che spieghi in breve il tema dell’articolo che andrà a riempire quello spazio. A volte, però, capita che quel titolo provvisorio, per errore non venga modificato. E Leggo, un magico giorno di maggio, è andato in stampa così.

Pezzone sulla rubentus