Lazio, aver ragione e perdere la testa

di Giacomo Scutiero |

La Lazio è pronta da un pezzo e questa non è una notizia. Fresca invece è la delusione pubblica contro l’ufficiale 4 Maggio senza allenamenti di squadra.

La società retta da Claudio Lotito è un esempio in molte materie ed una di queste è il centro sportivo e sociale di Formello: quaranta ettari di area, il campo principale per gli allenamenti della prima squadra e le gare della Primavera, oltre ad altri campi regolamentari per le giovanili; palestre all’avanguardia, campi da tennis, piscine, un centro medico specializzato in riabilitazione e fisioterapia e la foresteria dove alloggiare.

La Lazio ha davvero tutto, ha ragione e non mente: può garantire ad atleti e dipendenti tutti la massima sicurezza in questa complicata fase. Indubbio che i professionisti dovrebbero tornare sul campo a breve, perché l’allenamento al parco è molto diverso e finanche più rischioso per la quantità di persone (e per le articolazioni) rispetto a quello sui terreni di gioco del club d’appartenenza.
Detto bene tutto questo, infine il DS Tare sbraca: “Perché Juve e Inter non prendono posizione?”. Perché attendono, come opportuno è.

Il caos monta perché il calcio appare discriminato: c’è l’OK all’attività libera per gli sport individuali e perché No agli sport collettivi che comunque possono applicare alla lettera le misure del protocollo? Comunque, ricordiamo che il calciatore sia un cittadino e possa fare quello che facciamo noi, né più né meno.
A proposito, il ministro Spadafora trova insufficienti le misure medico-scientifiche abbozzate dalla Federazione; prontamente, la FIGC annuncia di mettere mano al suddetto protocollo in occasione del Consiglio federale convocato per l’8 Maggio.
Dopodiché, mancherebbe “soltanto” l’annuncio di quella data propizia…

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