Lazio, partitelle proibite e raffreddore. Noi ci siamo abituati.

di Sandro Scarpa |

La Lazio si starebbe allenando a Formello in forma collettiva, anticipando la possibilità di allenamenti di squadra consentita a partire dal 18 Maggio. “Le partitelle 3 contro 3 proibite e segrete” rilancia il Corriere dello Sport, col telone che copre a malapena gli allenamenti vietati.

E’ un comportamento fuori legge, ma alquanto veniale. Forse anche altri club calcistici e non, stanno procedendo ad allenamenti in gruppi ridotti o a qualche “scontro” ravvicinato tra atleti, al chiuso di una palestra o di un palazzetto. Eppure la Lazio nei mesi di quarantena, per sue colpe e per il gioco dei media, è assurto a figura di club cinico e spietato che vuole vincere ad ogni costo e sfruttare un’occasione –decennale-, fregandosene della salute.

Ieri il medico sociale della Lazio, Pulcini, è rimbalzato sulle prime pagine: “Il coronavirus è un raffreddore, non metterò i giocatori sani in quarantena per un positivo. La medicina non è una scienza; è un’arte”. In realtà il discorso era più ampio ma in questa fase ogni frase fuori posto porta titoloni indignati, ogni dichiarazione audace di Diaconale o Tare diventa vergognosa, ogni frase colorita di Lotito è una pennellata nel ritratto mediatico di una Lazio guidata da sfrontati e incompetenti, votati a capitalizzare una annata magica, ad ogni costo.

Alla Juve ci sono abituati, è così da 40 anni. Forse di più.

Ogni mezza frase, ogni comportamento viene ingigantito e distorto e porta alla costruzione mediatica di un club cinico, poco etico, che esibisce scudetti cancellati, che porta avanti una storia fatta di furti, trionfi insanguinati, sospetti di doping, di corruzione arbitrale, potere e sudditanza, connivenze criminali. Alla Juve conosciamo benissimo la macchina del fango, e la Juve nei decenni si è blindata sempre di più, da un punto di vista comunicativo: poche chiacchiere, zero precisazioni, comunicazione asettica, dirigenza inappuntabile, macchina perfetta, molti silenzi, ambiente disciplinato e crisi gestite in casa.

La Lazio ora può vincere e per questo ogni sciocchezza viene ingigantita e strumentalizzata anche oltre il dovuto. Il club biancoazzurro -gestito alla grande in termini economici e sportivi- si è scontrato con un’insostenibile inadeguatezza mediatica per un club di vertice: Lotito -da anni boss della politica federale- ha il fisique du role dell’uomo senza scrupoli, e i suoi –Tare, Diaconale, Pulcini– hanno contribuito a dipingere un quadro inquietante.

Alla Juve ormai siamo avanti, anche in quarantena il ridicolo giochino mediatico ha interpretato e strumentalizzato persino i silenzi (“La Juve tace, quindi spinge per continuare”, “La Juve tace, quindi spinge per non riprendere”), ci si è indignati per CR7 in piscina, Higuain che scappa di notte, per la confusione di Lady Rugani e di Lukaku e una sfilza di titoloni anti-Juve paradossali confrontati al silenzio e al comportamento inappuntabile del club,

La Lazio si è consegnata al tritacarne mediatico e ne esce malissimo in attesa di una ripresa che -viste premesse, tempi, protocolli, responsabilità e pericoli- rischia di generare un turbinio inedito di polemiche, veleni, sospetti, allusioni e complotti. Il finale è scontato: se la Lazio vince sarà la favola del club cinico che ci ha creduto più di tutti, se la Juve vince sarà tutto falsato (non lo è gia?) e se la stagione non finisce sarà colpa della Juve che aveva paura.

In bocca al lupo a tutti.