Lazio-Juventus 3-1: era solo questione di tempo

di Fabio Giambò |

Doveva arrivare, era nell’aria, e non poteva che succedere: sconfitta meritata, contro una squadra vera circondata da un ambiente stupendo, tanto di cappello a questa Lazio. Poteva essere la serata del contro-sorpasso all’Inter, ed invece il quindicesimo turno di questa Serie A si è rivelato essere pro-Inter: i nerazzurri scappano addirittura un punticino avanti rispetto a domenica scorsa, e non è neanche la notizia peggiore.

La parabola discendente della Juventus di Sarri prosegue, da San Siro in poi senza soluzione di continuità, non si riesce a svoltare, potrebbero essere tante le motivazioni: ostinarsi a giocare con Bernardeschi sulla trequarti, per esempio. “Fa tanto lavoro oscuro”, si dice: il trequartista in bianconero non deve fare lavoro oscuro, il trequartista della Juventus deve vincere le partite. Chiamiamo le cose col proprio nome: oggi Bernardeschi lì è inadeguato. Se il mister dovesse insistere con questa soluzione, si dovrebbe tentare di dare una scossa differente, un perché differente alla sua presenza lì: non deve essere mediano, deve essere decisivo in positivo. Gli infortuni ripetuti sono un ulteriore cruccio che crea handicap, non ti permette di giocare al massimo del tuo potenziale, e non sono alibi, anzi!

E’ vero che si poteva comunque vincere se solo Dybala non avesse commesso un errore non da lui, è vero che un episodio arbitrale condanna l’ingenuità di un Cuadrado troppo irruento, è vero che lì la Juve doveva provare a limitare i danni e non giocare all’arma bianca. E’ vero che oggi la Vecchia Signora non è padrona del proprio destino, anche perché un destino è difficile anche solo provare a prevederlo seguendo quella parabola di cui prima. Urge veloce cambio di rotta.

P.S.: bravo Ronaldo per il gol, ora ci fai il favore di prenderti la squadra per mano come teoricamente dovresti fare anche nelle partitelle amichevoli infrasettimanali? Grazie.