Lavazza “official coffee” di Juventus, e vai di boicottaggio

di Giorgia Ruggiero |

La Juventus ha annunciato di aver siglato la partnership con Lavazza, divenuto così “official coffee” del club campione d’Italia.

È bastato questo annuncio per scatenare l’inferno su Twitter, ma non solo. Si sa, l’italiano medio tifoso di calcio è volubile e rancoroso. Ha il pallone al posto del cervello e lasciarsi prendere dalla smania di haters seriale è un attimo. Se poi si ha a disposizione una tastiera il gioco è fatto. Basta un attimo per tramutarsi da persone modello a leoni da tastiera.

Commenti esilaranti sotto il tweet ufficiale. Il coro comune era uno solo, boicottare la Lavazza per aver compiuto tale sacrilegio di unirsi alla società più odiata d’Italia, la Juventus. Perché si sa, se vai con lo zoppo impari a zoppicare. Mai più berranno caffè Lavazza, mai, nemmeno gratis. Nemmeno al bar o a casa della nonna. Così come non dovrebbero più mangiare pasta De Cecco dalla campagna pubblicitaria che lanciava la sponsorizzazione con la Juventus. Perché i loro soldi mai andranno a dar supporto alle casse di ladri che sporchino la loro reputazione.

Qualche tifoso bianconero non ha perso occasione per ironizzare sulla situazione che si stava creando con il boicottaggio affermando che “ormai ai nostri rivali non solo non lasciamo nulla sul campo, ma anche al supermercato”. Situazione che ha del comico in sé con i commenti al tweet che vengono definiti da Massimo Zampini patrimonio mondiale dell’umanità.

Non è certo il primo caso di boicottaggio questo. Prima è stato il tempo della Coca-Cola con improvvisi slanci d’amore per Pepsi. Il comune denominatore è sempre uno, basta che si odi e ci si proclami completamente all’opposto dei rivali per sentirsi tifosi veri.

Eppure ci sarebbero motivi ben peggiori in questa Italia per indignarsi, invece di pensare a due società che prendono accordi per sponsorizzazioni come accade con qualsiasi azienda.


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