Laudrup, Trezeguet, Tevez: viaggio sentimentale con la Juve da “6 su 6”

di Leonardo Dorini |

Sei vittorie su sei nei primi turni di campionato: non male davvero. Certo, il calendario ci ha aiutato, ma insomma vedere in classifica questi 18 punti tondi tondi ci dà una certa qual sensazione di leggerezza.

6 su 6: è già successo nel passato recente? e quando?

Nel  1985-86 compravo la Gazzetta dello Sport tutti i giorni, andando a scuola, a 350 lire. Noi tifosi venivamo da anni di trofei, di drammi sportivi (in capitali greche), di feste con Coppa (in eleganti città svizzere) e di drammi veri e basta (in terra belga). Quella stagione vincemmo le prime sei gare di campionato, e poi anche altre due in verità; capitolammo la prima volta alla nona giornata, a Napoli, dove Maradona risolse su punizione una partita in effetti dominata dagli azzurri (accidenti, ne dobbiamo proprio parlare proprio ora, alla vigilia di un altro scontro con i partenopei?). Quell’anno il Verona era Campione d’Italia, noi avevamo vinto la Coppa dei Campioni nella maledetta notte dell’Heysel; venivamo da un sesto posto in campionato e bisognava prendersi la rivincita nella Serie A. Trap saldamente al comando e scorrendo la formazione-tipo i ricordi di ragazzo si succedono….Tacconi in porta (fece 30 presenze su 30, non c’era il turnover), la solidità di Brio e Scirea, Favero e Cabrini terzini. In mezzo Bonini, Mauro e Manfredonia. Davanti Aldo Serena e un giovane danese, Michael Laudrup.

E poi il Re, Michel Platini: fece solo 12 gol quell’anno, il suo penultimo; il meglio ce lo aveva già regalato, ed è stato tanto. Il campionato lo vincemmo, con 45 punti: fu quello dell’aggancio della Roma e del duplice scontro finale con il Lecce. C’era un sole caldissimo, lì, al Comunale, con Laudrup in area piccola che segna al Milan e poi sul tabellone la notizia del 3-2 all’Olimpico del Lecce: indimenticabile.

Vent’anni dopo, 2005-2006. Non sono più un ragazzo, la finanza si appropria di me e annienta il calcio. Vinciamo le prime sei e poi altre tre, fino alla sconfitta a San Siro col Milan. Capello in panchina, squadra fortissima, esondante, Trezeguet capo-cannoniere per noi, 91 punti. Ma sappiamo com’è andata, la finanza annienta me, e i processi annientano la Juve ….possiamo per favore non parlarne?

Anno 2014-2015 primo anno di Allegri, l’anno del “sì, ma è ancora la squadra di Conte” (ma Conte l’ha mollata ai primi di luglio); l’anno di un inaspettato #roadtoBerlin che diventa realtà. Ho due piccoli gobbi in casa che mi aiutano a ricordare quanto gobbo io sia da così tanti anni. Partiamo iniziando a conoscere la proverbiale “halma” allegriana, dopo gli anni esagitati di Antonio da Lecce. Sei vittorie, poi pareggiamo a Sassuolo. Quanto amiamo quella squadra? Tanto. Pogba, Tevez, Morata ….li vorremmo tutti indietro, anche adesso. E Nando Llorente? E il Tucumano? E il terzino sinistro, un francese, il più cazzaro della storia? 87 punti, +17 dalla seconda. Fine della storia.

30 e più anni: i nostri 6 su 6, dopo il 7 su 7…aggiungete voi il resto.