E se l’attesa stessa della vera Juve fosse la vera Juve?

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Quest’anno si è passati dalla “squadra ancora imballata” alla “stanchezza di fine stagione” in un battito di ciglia. Ho sentito l’intervista ad Allegri su Sky: “anche se non si è al meglio bisogna che tutti stringano i denti per questo finale di stagione”. Mi è mancato il terreno sotto i piedi. Finale di stagione? Stringere i denti? Sì, è vero che mancano probabilmente 9 partite al termine, ma mi sembra di avere ancora troppo vivo il ricordo di ambiziose promesse di marzi infuocati. E se a marzo c’è la pausa per le nazionali, il mese allegriano si riduce a poca roba.

 

Ho passato il periodo da agosto a febbraio a ripetermi che la vera Juve sarebbe arrivata, come sempre, a marzo, anzi da marzo. Le imprese dell’anno scorso, quelle sfiorate due anni fa, la brillantezza di tre anni fa, la generale impressione di imbattibilità della squadra dal terzo mese dell’anno in poi (finali a parte) mi confortavano. Quest’anno mi sono seduto davanti al televisore il 3 marzo per guardare la vera Juve del 2018. La partita con la Lazio
non assomigliava minimamente a quelle dello stesso periodo delle precedenti stagioni di Allegri, però ha rimesso le cose nel loro ordine naturale (Juventus davanti, altri partecipanti dietro).

 

Sarà il pensiero di Wembley, mi sono detto. Ma anche Wembley, la più grande soddisfazione dell’anno (per ora) insieme allo 0-1 di Napoli mi ha lasciato il senso di partita vinta a novembre, dicembre, qualcosa di incompiuto, di realizzato con mestiere. Forse quest’anno Allegri non vuole arrivare cotto alla fine, sperando che sia sinonimo di finale. Prime avvisaglie di Juve di marzo con l’Udinese, poi finalmente eccola. Juve-Atalanta assomiglia molto alle partite degli anni precedenti. Ci siamo! E invece no. A Ferrara siamo tornati ad agosto.

 

La Juve che torna dalla pausa è diversa, non dà sicurezze, sembra la Juve di inizio stagione. Marzo è finito. L’imbarcata con il Real somiglia troppo a quella con il Barcellona di settembre. Ed ecco che mi ritrovo ad aver atteso qualcosa che non arriverà. Oggi si entra nel finale di stagione. Mi sono perso l’Alex Sandro in forma, l’intesa che sboccia tra nuovi e vecchi, l’esperienza internazionale di Howedes. Devo essermi addormentato. Oppure ci sono altre due spiegazioni, una peggiore dell’altra: 1) la vera Juve la vedremo (inutilmente) mercoledì;
2) l’attesa stessa della vera Juve, quest’anno, è la vera Juve.

 

Di Simone Salvatore