L’Annus Horribilis dell’antijuventino

di Massimiliano Cassano |

Quello che va concludendosi questa sera verrà ricordato come l’Annus Horribilis dell’antijuventino. E non soltanto perché oggi, a margine della gara contro la Roma, la Juventus solleverà al cielo di Torino la coppa dello Scudetto per la nona volta consecutiva. Per giustificare tutti questi anni di dominio assoluto bianconero – infatti – gli “hater” di Madama si sono inventati tutta una serie di fantomatici imbrogli che avrebbero favorito in maniera fraudolenta il percorso in campionato della Vecchia Signora. Si va dal grande classico delle “squadre che si scansano”, agli arbitraggi favorevoli oppure indirizzati ad affossare le rivali. Tutti specchietti per le allodole davanti ai quali i tifosi più livorosi delle altre squadre (ma anche alcuni “giornalisti”…) si riuniscono per contemplare i loro volti, rilassati e soddisfatti perché auto-convinti che la Juve vinca grazie a chissà quali complotti, e non perché è semplicemente più forte delle altre squadre.

Ma andiamo con ordine: la stagione inizia con la corsa al white-washing di Antonio Conte, che in un attimo è passato da piagnone invischiato nello scandalo calcioscommesse a miglior allenatore del mondo, che ha scelto la retta via per riportare giustizia nel campionato italiano. Un po’ come successe lo scorso anno con Marotta, prima additato come punto di riferimento di ogni malaffare bianconero e adesso dirigente competente e volto dell’onestà interista. Con l’andare avanti delle partite, poi, inizia via via a sgretolarsi il pilastro dell’antijuventismo, la scusa cardine, la più ovvia, banale e abusata per spiegare i successi della Juventus: gli arbitraggi a favore. Gli uomini di Sarri vedono fischiarsi contro rigori su rigori, vittime della maledizione della nuova regola sui tocchi di mano che sembra aver colpito soltanto Mattijs de Ligt: ad oggi i tiri dagli undici metri fischiati contro i bianconeri sono 11, di cui 8 andati a segno.

In più di una circostanza la Juve ha perso punti dal dischetto, e se si fa il saldo con i rigori a favore (13), il dato che emerge non è da squadra di prima fascia, che fa del possesso palla il suo punto di forza ed occupa stabilmente l’ultimo terzo di campo avversario. Sorvolando su ammonizioni a futuri avversari diffidati e rimesse laterali invertite, che lasciano il tempo che trovano anche se solleticano le menti dei complottisti più incalliti, arriviamo alle inseguitrici: in più occasioni la principale contendente al titolo, la Lazio, è stata fortunata con alcuni episodi arbitrali. Nulla di male, per carità, i favori – come gli sfavori – capitano a tutti in egual modo, ma non nel mondo di chi non vuol vedere. Impossibile trovare una motivazione ai diversi rigori “dubbi” assegnati ai biancocelesti, come impossibili sono i voli pindarici che gli hater stanno escogitando per screditare la stagione di Ronaldo perché “falsata dai troppi gol su rigore”, ma al contempo esaltare quella di Ciro Immobile, a un passo dal raggiungere il record di gol di Gonzalo Higuain, ma con l’aiuto di 14 trasformazioni dal dischetto.

Insomma, essere antijuventino quest’anno è una croce. Non ci sono più neanche le vecchie succursali, alle quali affibbiare il prefisso “scans-” per denunciarne lo scarso impegno quando giocano contro la Juve. Sassuolo, Udinese, Atalanta, le più additate in questo senso, hanno portato via punti preziosi nella volata Scudetto, molti più di quanti ne hanno strappati alla Signora alcune pretendenti al titolo. E ancora, il “sistema” Figc governato dagli Agnelli che in piena pandemia, mentre alcuni campionati europei assegnavano il titolo alle prime classificate (ad esempio in Belgio e in Francia), si teneva ben lontano dal prendere una decisione simile, prevedendo anzi l’eventualità di disputare i playoff per provare a spodestare Madama, ipotesi ancora non del tutto tramontata per il prossimo anno.

La stagione è poi finta con l’ennesima mazzata per i nostri amici, che non sono riusciti neanche a polemizzare su eventuali assembramenti durante i festeggiamenti per la vittoria dello Scudetto, visto che a Torino come in ogni città d’Italia i tifosi bianconeri hanno ascoltato gli inviti della società a celebrare da casa la nona meraviglia. Un Annus Horribilis per l’antijuventino, cui resta soltanto sperare nell’eliminazione dalla Champions League per poter gioire di qualcosa nell’ennesima stagione in cui – ancora una volta – ha guardato gli altri esultare, mentre lui gridava al complotto.


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