Lampard finito, Pirlo appena iniziato

di Michael Crisci |

Una degli esempi più vicini ad Andrea Pirlo è stato Frank Lampard, che si accinge a essere esonerato dal suo amato Chelsea per lasciare spazio a Thomas Tuchel. Esempio vicino ma non del tutto complementare, poiché Lampard ha avuto la possibilità di fare un anno di apprendistato da allenatore al Derby County, prima di sostituire Sarri al Chelsea.

Anche a Londra hanno deciso di assumersi un rischio calcolato, affidandogli dapprima il Chelsea allenato dal tecnico toscano, vincitore dell’Europa League, senza Eden Hazard, per poi scatenare tutta la propria forza nella corsa sessione di mercato, quando Abramovich è tornato a spendere e spandere, regalando a Lampard una rosa giovane e piena di margini di miglioramento (Havertz, costato 100 milioni, Chilwell, Werner, Zyiech, con a corredo l’esperto Thiago Silva).

E se il primo anno, quando vigevano ancora gli equilibri dei vecchi tecnici, con una rosa rimasta intatta, il Chelsea ha vissuto comunque degli alti, raggiungendo, all’interno dei meandri della pandemia, un quarto posto e una finale di FA Cup, al secondo anno, prima vera prova, quando c’era da costruire un’identità, c’era da dare solidità alla nuova base, il Chelsea è crollato su se stesso.

Cosa c’entra la Juve? cosa c’entra Pirlo. Niente. Si spera. L’azzardo della Juve è stato ancora più grosso, anche se probabilmente la partenza da una posizione di dominio ha sicuramente aiutato nella scelta. Anche l’idea di poter dover rinunciare anche per un anno a vincere qualche titolo, è stata mitigata dalla rendita garantita dai 9 anni precedenti.

Dovendo la Juve avviare una rivoluzione della rosa, a Pirlo è stato fatto un mercato sicuramente più intenso del primo fatto a Lampard. Il Bresciano ha avuto qualche altissimo (Barcellona) e qualche bassissimo (Inter), come Lampard ha raggiunto gli ottavi di finale al primo colpo (impresa tutt’altro che impossibile, a onor del vero). La speranza è che ovviamente trovi al più presto possibile una continuità, considerando che, a differenza di Lampard, non ha praticamente mai avuto tempo di fare una preparazione ad hoc, causa pandemia.

Conterà molto anche la pazienza dei vertici, che al Chelsea è svanita dopo un anno e mezzo ma che, sempre restando in tema di figliol prodigo, hanno invece avuto al board del Manchester United, non badando agli scossoni provocati dai bassi di Solskjaer, chiamato alla fine del 2018 al capezzale dei Red Devils in sostituzione di Mourinho, e vedendo premiata la propria pervicacia dall’attuale primato in Premier League.

Questi esempi mostrano quanto sia complicato riuscire a creare un top manager con le proprie mani, anche intervenendo pesantemente sul mercato, ma dimostrano anche quanto credere nella scommessa, alla fine, possa portare a risultati importanti. Per quando riguarda Pirlo, come diceva il saggio, “Chi vivrà, vedrà Cit.”


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