L’Amore vince sempre, tranne in Champions

E’ San Valentino, la giornata dell’Ammore Universale.

Ho deciso di dichiarare il mio amore cosmico nei confronti di tutte le schiere di giudicatori onniscienti che valuteranno il 2-2 contro il Tottenham, gara che, peraltro, poteva tranquillamente finire 4-0 o 1-4, con grandi giravolte degli stessi giudicatori onniscienti (in cui mi ci includo, anzi, sono il primo).

Amore innanzitutto, per dovere di ospitalità, nei confronti dei rivali italiani.

Amo i napolisti che hanno deriso la Juve e le sue difficoltà in Europa contro squadre che non si scansano, loro che domani giocheranno (a perdere) l’ennesima Europa League, reduci da 6 sconfitte nelle ultime 8 gare di Champions. Amo i romanisti che ieri esultavano perché “in Europa emergono i veri valori”, loro che prima dell’ottimo girone di quest’anno hanno preso scoppole da 6-7 gol a domicilio o in trasferta. Amo gli interisti che twittano #FinoAlConfine dall’alto del loro fulgido cammino degli ultimi anni, fuori e dentro le mura (Beer Sheva insegna). Amo i milanisti che godono ancora per il 2003 e per il loro DNA Europeo, evidentemente estintosi 15 anni fa.

Amo tutti gli altri che ci fanno sapere che senza gli arbitri italiani servi del Sistema la Juve non riesce a vincere, anche se ieri l’arbitro ci ha dato 2 rigori in 45′, sorvolato su un gol in offside e su un contatto dubbio Benatia-Kane, tutto materiale che in Italia ci avrebbe accompagnato per decenni.

Passiamo ora ai nostri.

Amo ovviamente i Contiani, sollevatisi in un solo grido indignato, nostalgici delle grandi prestazioni europee contro Galatasaray e Benfica.

Amo TuttoSport che titola “il Tottenham valeva Pochettino” in una copertina che fonde ironia rurale, competenza calcistica infima ed evidente incapacità di leggere una gara e spiegarla ai lettori. Amo il suo direttore De Paola che se la prende con Higuain, colpevole di “gol e rigore divorato e passaggio sbagliato nell’azione del gol di Kane”, e ci fa capire come da decenni il giornalismo sportivo ha la capacità di analisi del Televideo nel bocciare una prestazione formidabile del migliore in campo.

Amo quelli che parlano di vergogna e barzelletta per la solita gara europea fallita, rimuovendo in 90′ tre percorsi Champions splendidi con serate di gloria ed entusiasmo indimenticabili.

Amo quegli antiAllegriani che parlano di squadra senza idee, senza gioco, timorosa, pavida, insulsa, lo stesso mister che ha dato lezioni di gioco a Klopp, Emery e Pellegrini, lottato alla pari col Bayern di Guardiola ed eliminato Real e Barca nel doppio confronto, prima di perderci in gara secca.

Amo quelli che non ne possono più di Higuain e dei suoi errori decisivi in gare clou, dopo aver esultato per la sua doppietta che porta a 8 i gol nelle ultime 4 gare e prima di un 2° tempo prodigioso del Pipa, solo contro tutti. Amo chi urla pensionato a Buffon per l’errore su Eriksen, poco dopo essersi spellato le mani per il salvataggio su Kane e per i mezzi miracoli contro Atalanta e Fiorentina.

Amo chi è indignato per il 4231 che ha consegnato il centrocampo al Tottenham, lo stesso modulo che un anno fa consegnò il centrocampo al Barca in una gara con 2 gol nostri nei primi 10′ e un miracolo di Buffon su Iniesta con terzo gol di Chiellini su corner, lì dove Mandzukic e Benatia, sempre da corner, indisturbati incornano fuori. Peraltro amo anche quelli che volevano il 433 blindato che però fino a ieri veniva contestato perché “prendiamo pochi gol, ma davanti creiamo poco“.

Amo chi voleva “subito Bentancur in campo” ma “Bentancur contro Genoa e Verona ha fatto pena“, oppure pretendevano “Marchisio in campo” ma “Marchisio a Firenze non si reggeva in piedi“. Amo chi si dispera per l’assenza di Matuidi e si disperava per l’acquisto di Matuidi in estate.

Amo quelli che “Chiellini solito pasticcione in Champions, si fa rubare palla e provoca la punizione“, lo stesso Chiellini implacabile da inizio stagione così come nelle due epiche Champions, almeno fino alla Finale (e a Berlino non c’era). Amo quelli che continuano, anche ieri a parteggiare per “Mandzukic che si è battuto comunque come un leone, non come Douglas che sparisce sempre” o al contrario per “Douglas schierato in un ruolo non suo che con due fiammate ha incenerito la difesa mentre Mandzukic è inutile“.

Amo poi quegli Allegriani alla morte, che in una delle peggiore gare di qualificazione del mister dicono “se Higuain avesse segnato il terzo o il quarto e Buffon non avesse fatto quell’errore, ora saremmo tutti ad osannare Allegri, e comunque non è colpa sua se non gli comprano un centrocampista decente“. Amo anche quei Marottiani convinti “la società ha dato al Mister una rosa fantastica zeppa di talento e completa, vergognoso non avere gioco e idee e mortificare i giocatori in ruoli atipici“. Ma amo anche quelli che “con 3 assenze come Matuidi, Cuadrado e Dybala la Juve era anche inferiore al Tottenham“. Amo quelli che ce l’hanno coi preparatori “la solita serie di infortuni muscolari e non ci reggiamo in campo” dopo aver elogiato il fatto che la Juve di Allegri è la squadra europea arrivata in assoluto più in fondo a tutte le competizioni in questi 3 anni.

Amo quelli che “è colpa del fantasma di Cardiff che aleggia ancora“, mentre i fantasmi di Amburgo, di Riedle, di Mijatovic, di Manchester, di Berlino e di Evra sono già svaniti nel nulla. Amo quelli che “in Europa facciamo sempre pena anche in casa” e quelli che “siamo imbattuti in casa da 5 anni“.

Personalmente poi amo Khedira, da alcuni mesi, e quella sua capacità di diffondere in mondovisione uno sport minore ma emergente come il “calcio camminato“, proprio io che però ho visto il tedesco “camminare sulle acque” da Gennaio a Maggio dell’anno scorso.

Amo quelli che dicono “a Wembley faremo la solita (?) figura meschina uscendo senza alibi in un ottavo contro la 5° di Premier per un flop pazzesco” o quelli che “A Wembley saremo epici e cinici e andremo avanti nonostante il Tottenham sia imbattuto in UCL, abbia spazzato via il Real e negli ultimi mesi abbia fatto un solo punto meno del City”.

Amo tutto questo e amo tutti questi pensieri, perché in ognuno di noi juventini c’è un pizzico di tutto ciò. Delusione, rabbia, vergogna, indignazione, rassegnazione, pessimismo, tristezza per questi ultimi anni di Champions e di finali e occasioni perse, ma al tempo stesso anche moderazione, speranza, coraggio, ottimismo e orgoglio e gioia per questi ultimi anni di Champions, almeno fino alle finali e occasioni perse.

Amo questo sport perché ognuno ha ragione e torto al tempo stesso, e perché centimetri e soffi da un lato e dall’altro mutano le Apoteosi in Apocalissi. Amo questa squadra perché ogni giorno muore e risorge, da decenni, portandosi via eroi e caproni, campioni e bidoni, incompiuti e promesse, garra e talento, bandiere e voltagabbana, piemontesità e internazionalità. Amo questa maledetta coppa perché ci fa sognare e impazzire, illudere e arrabbiare.

Un turno di Champions è sempre interlocutorio, perché davanti ha orizzonti sterminati. E’ tempo di amore cosmico, al fischio finale a Wembley sarà tempo di razionalizzare il tutto.