L’amore ci farà a pezzi

Chi non plaude con me Sarri lo accolga.

A me è piaciuta più la Juve italianissima che ha fatto schifo ai vincitori morali della domenica ed in particolare di domenica sera. Quella che è stata tirata per la giacca un po’ da tutti. Bruttina, rinunciataria, stronza, marcia. Capita di non piacere più in Italia facendo gli italiani, oramai c’è da abituarsi. Si va avanti uguale. Vincendo uguale. In uguale modo. Con eguale lordura. Non c’è altro sistema per prendersi la roba in questo paese. Non c’è neanche altrove forse solo che noi ad Altrove pensiamo sempre giochino con regole alte. Ed altre. Qui si fa così: io bado al sodo e tu perdi tra gli applausi. In fondo è la storia di Stato e Mafia. La Mafia vince ma lo Stato sapessi cara che goduria di spettacolo che ha dato al suo funerale. Non meravigliatevi, non scandalizzatevi nei commenti se ho fatto questo paragone. Sono mesi che ci equiparano alla Mafia. La scrivo con la M alta per sottolineare quanto sia alta sia come montagna di merda come diceva il Peppino Impastato. Sia soprattutto come sia alta come montagna di consensi. Non parlo di quelli con la bocca. Di quelli ufficiali. Parlo di quelli reali. Nel film Un eroe borghese, senza virgolette così mi danno dello sgrammaticato e smettono di sentirsi additati, fan dire alla segretaria di Sindona, una vecchia gloria pasoliniana con la passione tipica dei pasoliniani per la merda, che siamo tutti alle dipendenze della Mafia. Tanto vale metterle la M grande visto che noi tutti siamo tanti. Non c’è da preoccuparsi.

 

Qui siamo nel calcio che rispetto alla vita vera è tutta un’altra cosa. Ad esempio. Noi saremmo la mafia, piccolo volutamente ? Figurarsi. A parte i processi con la mafia dei grandi non abbiamo molto in comune. Siamo anzitutto privi di consensi. S’è reduci da una 4 giorni di insulti che nemmeno lo scemo del villaggio li avrebbe avuti in razione. Lota, merde, servi, padroni, capitalisti, sovversivi, Sistema, fuori dalle regole, ci siete indifferenti, 1200 agenti, SSistema, ebrei, voi ariani noi unici, voi nazi noi sangue e terra, torinesi, apolidi, meridionali, bastardi, pagate sempre, non pagate mai, fuori da Italia, arcitaliani, giù le mani dal Vesuvio che di mani ne abbiamo già messe noi sul piano regolatore, non ci bruciate col Vesuvio, bruciate nei campi, brutti, non siete belli vergogna, troppe star, non meritate le star, per voi vincere unica cosa che conta bleah, importante abbiamo vinto comunque. Anche se non conta. Un clan trattato così ma neanche a Poggioreale quando la sera del terremoto ne sgozzarono a pacchi.

 

Perché tutto questo ? Perché il calcio è diverso dalla verità. E’ noia radicale e radicata più delle radici nuove che vorrebbero impiantarvi. Quelle degli usi e costumi che all’epoca mia erano le figurine che si facevano alla fine. Le figuracce che non faceva nessuno. In questo contesto palloso che si cerca di vivificare innestandovi il niente noi siamo il povero ricco. Il cattivo modello Ghostbuster. Quando la grande New York trema per la montagna magari di merda invece di gelatina del cosone creato da gente che di mestiere acchiappa fantasmi. Siamo un cattivo friendly prendibile a calci a uso e consumo della sagra paesana della solita trippa.

 

Poi anche noi al nostro interno non ci facciamo mancare più niente. E chi vuol vincere senza soffrire. E chi vuol dare spettacolo sennò la gente o sennò con tutti quei soldi spesi ad ogni spazzata poi muore un bambino africano. Alla fine tutto inutile. Tutto è vano. Siamo la Juve, spaventapasseri di regime, Male su misura di un paese che fa schifo soprattutto quando fa il Bene, soggetto abilitato a far paura a tutti e dunque a nessuno. Siamo l’opera da 90 milioni di soldi, quelli di Higuain l’ultima attrazione acchiappa gonzi in repertorio, il profondo mare di Dalla dove cattivi sono solo i pensieri. Dove non annega nessuno perché tutti ci siamo nascosti bene al punto che nessuno davvero neanche l’epilogo può trovarci più.

 

L’amore dice, quello può salvarci. Amore per il bel gioco, amore per la verità. La verità e proprio nel calcio, che controsenso. Come cercare la verità a teatro o in una qualsiasi rappresentazione. Amore per il bel gioco ci salverebbe dalle finali perse in Cempions, come non ci salvarono Pirlo e Pogba assieme o Bettega Michel Pablito Boniek tutti appassionatamente belli ad Atene e dopo Atene. Amore per giustizia e verità ci salverebbe dai processi, dai Pecoraro, dai bugiardini che riportano come effetti collaterali dello snobismo tirchio misto all’evangelo cool della modernizzazione zeru complici. L’amore renderebbe facile la vita dei cattivi. C’è una scena di C’era una volta il West. C’è l’antico bandito Cheyenne, uno che bello in vita sua ha voluto esserlo per sfregio sol davanti la morte aspettandola facendosi la barba. Fa alla vecchia Signora che si appresta a governare la serie A o il Far west non ricordo, non preoccuparti se quando distribuirai i pasti e i ruoli intorno a te qualcuno periodicamente ti pizzicherà il culo. Non avere amore, non avere voglia di fare chissà cosa di meglio di questo. Fai finta di niente finché sarai tu la gran puttana a tenere in piedi la baracca. L’amore no, quello ci farà a pezzi.