L’altra conferenza: Casa Allegri

di Willy Signori |

Con tua moglie che lavava i piatti in cucina e non capiva
con tua figlia che provava il suo vestito nuovo e sorrideva
con la radio che ronzava
per il mondo cose strane
e il respiro del tuo cane che dormiva.

Stanca vita di coppia, il rapporto è finito, lui si è deciso a lasciarla ma lei per dispetto vuole cambiare il soggiorno, solo per fargli buttare via dei soldi, per fargli capire che da quella casa non schioda.

Ecco il sapore della conferenza di Allegri pre gita milanese, sponda Inter.

Il mister parla di futuro (“Quando si programma il futuro, si parla e c’è un confronto. Dal confronto bisogna venirne fuori migliori; per programmare una stagione che, comunque, sarà difficile“) di esperimenti tattici (“In questo finale di stagione, ma non domani, vorrei provare due cose: Bernardeschi e Cancelo nel ruolo di mezz’ala, è un giocatore che ha il goal nelle gambe. In più, un’altra soluzione è Emre Can, che ha già dimostrato di saper fare il terzo centrale“) di incontri con Agnelli per “programmare, creare nuovi obbiettivi” di pavimenti da rifare, pareti da imbiancare, divani da cambiare, bisogna spendere e spandere, spendere ancora.

Cosa c’è di vero? Allegri è un giocatore abilissimo di poker, di quelli che non ha bisogno manco degli occhiali da uveite… “can’t read my poker face”
La sua faccia perennemente rilassata da spot Costa crociere non tradisce emozioni, è sempre sull’orlo della burla: la verità detta scherzando o la barzelletta declamata con tono solenne. Impossibile capire fin dove è serio quando parla del futuro, e dove è fiction, “pretattica” che tradotta in soldoni potrebbe significare “buonuscita”, assegno di mantenimento, perché i contratti si onorano fino all’ultimo cent.

Si passa al bilancio stagionale ora che i giochi sono chiusi, c’è spazio anche per l’autocritica “E’ stata un’annata apparentemente facile, ma invece difficile. Se non avessimo spinto forte sul campionato, avremmo rischiato di arrivare a queste partite, con questi giocatori, e con meno vantaggio. Dobbiamo capire dove abbiamo sbagliato, lavorare e avere un po’ più di fortuna. Quest’anno, per la prima volta nei miei cinque anni, siamo arrivati male ai quarti. E sicuramente ho responsabilità anch’io“.
Non può però mancare la consueta masterclass berlusconiana in cui si mette sullo stesso piano la supercoppa agli altri trofei: “parliamo di una squadra che questa stagione ha vinto il 50% dei trofei in palio”. Inattaccabile (solo) dal punto di vista aritmetico.

Dopo le solite considerazioni sull’avversario di turno (riferimenti agli ex “Sarà un piacere incontrare di nuovo il Direttore Marotta. Insieme abbiamo fatto uno splendido lavoro di crescita”, a Icardi che la mette sempre quando vede bianconero) è il momento di parlare di uno dei grandi assenti di questa stagione “ Douglas Costa, ha avuto un’annata complicata, per esempio, non so nemmeno più se sia biondo o moro. E’ un giocatore importante, un giocatore da CL e lo si è visto nei minuti in campo ad Amsterdam”.
Innanzi tutto ci fa piacere sapere che a differenza di Cuadrado, il brasiliano sia ancora vivo.
Nel 2018/19 Costa è entrato nell’olimpo delle collaborazioni più incomprensibili della storia dopo quelle di George Michael/Andrew Ridgeley, Max Pezzali/Mauro Repetto e Mario Giordano/Luisella Costamagna.
La speranza è quella di vederlo anche l’anno prossimo ancora con la nuova e fiammante maglia bianconera con la convinzione che possa fare meglio ed essere sfruttato ancora di più.

Nel frattempo non resta che goderci il resto del campionato, come ha sottolineato il mister “Domani è sempre Inter-Juve. Sarà una partita bellissima e dovremo venire via facendo risultato, perchè da qui alla fine abbiamo l’obiettivo di continuare a fare punti in queste partite che ci stimolano”