L’altra conferenza di Allegri dopo la debacle di Bergamo

di Willy Signori |

Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale

Casa Signori, interno notte.
Cena.

Il pasto è bruciacchiato tra le mille lepidezze di cui la signora Signori si sta occupando.
Willy: “amore però fai attenzione, al massimo chiedi aiuto”
Signora Signori: “e allora cucina tu la prossima volta”

Fine.

Una cosa del genere mi pare di sentirla oggi ascoltando la conferenza del nostro mister mentre ci ricorda innanzi tutto che a calcio ci vogliono 11 giocatori, ciascuno con un ruolo diverso e poi che in una stagione è impossibile vincerle tutte, schivando la vera perplessità dei tifosi (alle cui critiche, alcune esagerate, risponde chiedendo ironicamente scusa) legata non tanto al COSA sia successo a Bergamo (la sconfitta) ma a COME sia arrivato il 3-0 finale (la prestazione).
Ormai abbiamo imparato a capire le supercazzole di Allegri: lui è il commesso dell’IPER, noi i cinesi che parlano poco l’italiano.
Il problema non è tanto aver abbrustolito la cena, ma aver dato fuoco anche alla cucina.

Dubbio che rimane dopo le sue parole “Abbiamo vinto a Roma con la Lazio. E la stessa partita l’abbiamo persa a Bergamo. A Roma, se Immobile avesse segnato il 2-0, avremmo perso. E, magari, avremmo vinto a Bergamo.”
Analisi corretta che però fa sorgere un’altra domanda: se c’è la consapevolezza di averla scampata per un pelo a Roma, perché ripetere la stessa partita pure in casa dei nerazzurri?
Misteri…

Allegri non perde l’occasione però di ricordare il grande salto in avanti europeo che la Juve ha fatto in termini di mentalità, dovuto in buona parte alla sua calma olimpica (“Dico solamente una cosa: quando sono arrivato, in occasione della la prima partita in Champions League, c’era preoccupazione del Malmö. Io, invece, credevo di arrivare in fondo alla competizione”) e di dare qualche coordinata più precisa riguardo alla posizione di Dybala:
Innanzitutto non è disperso, e questa è già una notizia.“Ha giocato tantissime partite. La sua posizione in campo? In assenza di Mandzukic ha giocato nella stessa posizione. E’ questione di caratteristiche”.
È proprio sulle caratteristiche diverse dei due che ci si chiede se effettivamente possano essere intercambiabili.

Jimi Hendrix diceva che se il 6 fosse diventato 9 a lui sarebbe interessato ben poco.
Di certo in queste ultime partite noi juventini abbiamo scoperto che il 10 non può diventare il 17.
Forse nella testa del mister sì, ma l’enigma è accantonato perché domani sera contro il Parma torna sia il croato col 17 sulla schiena che Pjanic.
Nota a margine: valutata positivamente la prestazione di De Sciglio a Bergamo come centrale… infatti domani al fianco di Rugani farà il suo terzo e ultimo (forse…) esordio Caceres, dopo appena due allenamenti.