Qual è la “vera” squadra di Torino?

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Ogni società, ogni squadra e ogni tifoseria si identificano in un motto. Serve per aumentare il senso di fedeltà e appartenenza dei propri tifosi, oltre che per darsi la carica nei momenti di difficoltà.

Un buon motto rappresenta lo spirito della squadra, le sue convinzioni più forti o alcune caratteristiche storiche che la rendono in qualche modo unica.

Noi diciamo “Alla Juventus vincere non è importante ma è l’unica cosa che conta”, gli interisti “mai stati in B”. I tifosi del Torino FC si riconoscono invece in modo particolare nella frase “Torino è stata e resterà granata”.

E’ un motto che sottintende un pensiero di fondo piuttosto chiaro, nonché un pizzico di ossessione: la “vera” squadra della città di Torino è quella con la maglia granata, non la Juventus.

Ora, su quale debba essere considerata la “vera” squadra della città di Torino torneremo più avanti. Soffermiamoci prima sul maggiore argomento che i tifosi del Toro portano a favore della loro tesi: i torinesi sarebbero in larga parte tifosi granata; solo una minoranza degli appassionati di calcio del capoluogo piemontese sarebbe invece juventina.

Tralasciando l’esperienza personale (da torinese avrei forti dubbi in merito) proviamo per una volta a fare qualche ragionamento un po’ più pratico su questo tema.

Si tratta di stime necessariamente imprecise non essendo disponibili misurazioni “ufficiali”, però riescono a dare un’idea già ragionevolmente affidabile.

 

Dunque, in Italia ci sono circa 36 milioni di tifosi/appassionati di calcio (circa il 60% della popolazione). Le ricerche in merito stimano intorno al 30% i sostenitori della Juventus (questo dato oscilla secondo i sondaggi tra il 25 e il 35%) e in circa l’1,7% del totale i tifosi del Toro.

Si può quindi affermare che i tifosi del Toro in Italia siano circa 612mila.

Facciamo ora l’ipotesi che il 90% di essi (550mila tifosi) risieda in Piemonte. Ipotesi leggermente forzata considerando i numerosi Toro Club sparsi lungo la penisola, ma ragionevole.

In Piemonte ci sono 4,4 milioni di abitanti e circa 2,64 milioni di tifosi (il 60%).

Se prendiamo per buona l’ipotesi appena formulata, poco meno del 21% dei tifosi piemontesi sarebbe quindi granata. 550 mila su 2,64 milioni.

Guardando alla sola città di Torino, ipotizziamo ora che la quota di granata in città sia ancora maggiore rispetto al resto del Piemonte, i tifosi del Toro a Torino potrebbero dunque essere fino al 25% degli appassionati.

Se la quota di juventini a Torino fosse in linea con la media nazionale che vede il 30% di appassionati di calcio sostenere la Vecchia Signora, in città avremmo quindi circa un 30% di juventini e un 25% di granata.

Se anche la quota di juventini fosse inferiore si potrebbe al limite estremo accettare l’idea secondo la quale juventini e granata siano in pari numero. Difficile immaginare che gli juventini a Torino siano meno del 25% quando la media nazionale oscilla intorno al 30%!

Una ricerca di inizio 2017 dell’istituto IPSOS peraltro sembra confermare che la concentrazione di bianconeri in Piemonte è superiore rispetto alla media nazionale. Infatti, nonostante solo il 7,5% degli italiani risieda in Piemonte, ben il 13% degli juventini vivrebbe secondo la ricerca a Torino a dintorni. Più probabile dunque che la quota di bianconeri in città sia addirittura pari almeno al 40%, con buona pace di chi ritiene che il “vero” torinese “debba” tifare Toro.

Alla luce di tutto questo, sembrerebbe quindi decisamente improbabile la tesi secondo la quale a Torino ci sono più granata che juventini.

Per comprendere ancora meglio se il motto granata possa avere un senso concreto, facciamo però un ulteriore passo avanti e guardiamo le presenze allo stadio delle due squadre professionistiche che disputano le loro partite nella città di Torino.

Se prendiamo le ultime cinque stagioni di serie A, le presenze di pubblico allo Juventus Stadium sono state mediamente più che doppie rispetto a quelle dell’Olimpico-Grande Torino (38.887 contro 18.112). Inoltre, mentre all’ex Delle Alpi è stato riempito il 94% dei seggiolini, i tifosi granata hanno occupato appena il 64% dei posti disponibili.

Si dirà…la Juve ha uno stadio più bello e invitante, lotta per traguardi più prestigiosi e può vantare l’arrivo di molti tifosi da fuori Torino.

Tutto vero. Proviamo allora a “pulire” i dati da questi fattori.

La stagione 2005-06 fu per entrambe l’ultima al Delle Alpi, uno stadio non certo tra i più esaltanti al mondo. Le presenze alle partite della società bianconera furono mediamente 30.469 contro i 24.995 paganti per le partite dei granata. A parità di stadio, brutto, gli juventini vanno quindi allo stadio più dei granata. Quell’anno però è giusto dire che la Juve lottava per lo scudetto, mentre il Toro era in serie B. E poi c’è sempre la storia dei tifosi che vengono da fuori…

Confrontiamo allora anche le presenze allo stadio nelle rispettive ultime stagioni in B delle due squadre. E notiamo che nel 2006-07 la Juve radunò una media di 18.085 spettatori contro i 15.897 del Toro nel 2011-12. In pratica, anche quando l’obiettivo è lo stesso, la promozione in serie A, la Juve attira più pubblico del Toro.

Tutto questo può forse dimostrare un maggiore attaccamento alla squadra dei supporter bianconeri, ma non aiuta ancora a risolvere definitivamente il dubbio iniziale: a Torino ci sono più bianconeri o granata?

Un indizio importante e probabilmente decisivo per rispondere a questa domanda può allora arrivare osservando le presenze allo stadio nei turni infrasettimanali.

Consideriamo le partite valide per i tornei nazionali (derby esclusi) disputate a Torino negli ultimi cinque anni nelle serate non prefestive di lunedì, martedì, mercoledì e giovedì. E’ del tutto ragionevole infatti ipotizzare che coloro che si recano allo stadio nel mezzo della settimana lavorativa siano in prevalenza residenti nelle vicinanze dell’impianto.

Bene, viene fuori che gli spettatori delle partite del Toro calano del 9% circa durante i turni infrasettimanali, mentre il pubblico dello Juventus Stadium diminuisce appena del 4,2%. Alla faccia del mito dello stadio popolato solo da “non-torinesi”!

Ancora più significativo è infine guardare i numeri della Coppa Italia. Confrontiamo per coerenza solo i primi turni: la media spettatori per la Juve è stata di 33.752 persone (-9% rispetto a media generale), quella del Toro di 6.370 (con un calo addirittura del 65%!).

E se guardiamo i casi “estremi”, ossia le partite più “scomode” e meno interessanti degli ultimi anni, Toro-Carpi e Juve-Avellino di Coppa Italia, notiamo che mentre solo 3.931 granata uscirono di casa per la sfida con gli emiliani, ben 17.716 juventini occuparono le tribune dello Stadium per la sfida ai campani.

Tutti provenienti dal resto d’Italia, un freddo mercoledì sera di dicembre per un ottavo di finale di coppa Italia, peraltro in diretta su Rai1? Difficile pensarlo. Più facile ammettere e accettare l’idea che a Torino i sostenitori juventini siano molti di più e molto più appassionati di quanto certa retorica granata voglia far credere.

Se è dunque vero che la maggior parte dei tifosi granata è a Torino o in Piemonte, non è vero che la maggior parte dei tifosi torinesi e piemontesi sia granata! La differenza è apparentemente sottile ma in realtà enorme, cari amici granata!

Tutto ciò premesso, torniamo ora finalmente alla domanda iniziale: qual è la “vera” squadra di Torino?

Il tifoso del Toro, forse per una sua presunta “superiorità morale”, spesso non considera la Juve neanche una squadra di Torino. Dice che è la squadra di Venaria, che è una squadra di calabresi (come se fosse un disonore avere tifosi in tutta Italia) o addirittura che non è neanche una squadra degna di questo nome.

Poi però succede che, ovunque tu vada nel mondo, quando dici “I’m from Turin” tutti rispondono “Turin? Like Juventus Turin!”. E allora anche loro qualche domanda dovrebbero iniziare a farsela.

Perché noi non vogliamo dire che il Toro sia la squadra di Orbassano, né che sia la seconda squadra della città. Non rivendichiamo il fatto che loro siano nati nove anni dopo di noi da una costola della stessa Juve, né vogliamo ricordare che dalla sponda bianconera sia arrivato l’80% dei titoli cittadini.

Il Toro è una delle squadre di Torino. E’ una società con una lunga e a tratti gloriosa storia alle spalle (una storia che noi riconosciamo e rispettiamo) ed è una società degna di rappresentare sportivamente la città.

Semplicemente, Toro e Juve rappresentano da sempre due anime diverse della città di Torino.

Se il Toro è la Torino tradizionale, elegante e austera, capoluogo del Piemonte; la Juve è la Torino città d’Europa che si sente ancora capitale, che non accetta di essere periferia e guarda a testa alta il resto del mondo.

Se la Juve è la Torino melting-pot di immigrati meridionali prima e internazionali poi, il Toro è l’orgoglio di portare avanti ostinatamente l’immagine “sabauda” costruita nei secoli passati.

La Juve è lo stadio che cambia il calcio, l’innovativa area della Continassa e lo sviluppo del brand internazionale; il Toro è il mito del Filadelfia appena ricostruito, la marcia del 4 maggio in ricordo della tragedia di Superga e “quel derby del 1983”.

Il Toro sono le OGR rinnovate e la Villa della Regina, la Juve i grattacieli moderni e la Reggia.

Il Toro è ira e invidia, la Juve avidità e lussuria.

La Juve è un’aria di Pavarotti o un assolo di Accardo, il Toro un brano dissacrante degli Statuto.

La Juve è un gianduiotto, un Martini o una mostra d’arte contemporanea, il Toro il museo del risorgimento, una bignola o un bicchiere di Punt e mes.

La Juve è un derby che vale tre punti bellissimi utili per un obiettivo più grande, il Toro è la stagione intera che può dipendere da una singola partita.

 

Torino è una città strana, metropoli quasi per caso, stretta tra un passato a tratti glorioso a tratti anonimo e un futuro comunque sempre incerto. Una città che è stata capitale, ma qualche volta un po’ sembra vergognarsene. Gli abitanti di Torino e le sue aziende (perché in fondo di quello si tratta quando si parla di società sportive) rispecchiano ciascuno a suo modo la storia della città e le sue varie anime.

C’è chi guarda irriverente, e a volte con sana arroganza, al mondo e chi, con prudente passione, ripete in dialetto “esageruma nen”.

Juventus e Torino sono due modi diversi di essere torinesi. Due modi diversi di amare Torino e onorarne la storia e le caratteristiche uniche. Ciascuno può legittimamente preferire uno dei due approcci e rivendicare simpaticamente il suo essere “più torinese” dell’altro, può fregiarsi con orgoglio del suo amore per la squadra “oltre il risultato” e deridere bonariamente l’avversario di una vita.

Non sia mai che venga meno lo sfottò quotidiano, anche duro, tra opposte fazioni!

Anche e soprattutto in questi giorni di derby, in cui tutte queste differenze sono più accentuate che mai, non venga però mai meno neanche il rispetto per le reciproche storie, tradizioni, successi, mentalità e modi di vivere.

Si può essere bianconeri, si può essere granata. Si rimane torinesi. Fortissima rivalità, orgoglio per ciò che si è, tifo a squarciagola per sostenere i propri giocatori o intimorire gli avversari. Niente di meno, niente di più.

Nessuna pretesa di superiorità. Nessuna lezione di vita, di etica o di moralità. Grazie.

Buon derby a tutti!

(E Forza Juve!)

 

P.S.: Il Toro è la squadra di Vittorio Pozzo, di Gigi Meroni, di Bearzot e di Valentino Mazzola. Non si merita i vari (e purtroppo sempre più numerosi) Alessandro Biazzi che coprendosi di vergogna rischiano di rovinarne l’immagine e la storia.

Che sia una sfida di cui andare orgogliosi, non un’inutile motivo di astio e sfogo delle frustrazioni personali.

 

di @fattidijuve